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Rispescia - La Cinghialessa tra l'Ombrone e la memoria

6 mag 2025
Tempo di lettura: 5 min

Giuseppina Scotti (Assadakah News) - Una domenica di questa strana primavera, ha regalato una mattinata splendida, il 27 aprile, ai partecipanti dell’incontro organizzato magistralmente dall’infaticabile presidente del Club enogastronomico-culturale “La Cinghialessa” in collaborazione con l’Associazione “Alcedo” ad Alberese e Rispescia.

L’Associazione “Alcedo” di Grosseto è un’associazione di promozione sociale, nata nel 2012, che unisce professionisti laureati in materie scientifiche che si occupano di natura e storia del territorio maremmano. Opera in uno spazio in concessione sul fiume Ombrone, effettuando sia monitoraggi, con relative relazioni, sulla vita del fiume sia ricerche storiche archivistiche sul tema.

Lo scopo dell’organizzazione della giornata è stato quello di far visitare una zona estremamente caratteristica, ammirare il nuovo, imponente ponte sul fiume Ombrone, ponte pedonale, ciclabile ed equestre eretto nella località La Barca e intitolato a Eugenio Luigi Bellucci, come ricorda una targa sul luogo, detto Gigi della Barca, manovratore della chiatta che, anticamente, congiungeva le 2 sponde del fiume. Alcuni partecipanti all’evento hanno avuto la possibilità di fare un’ emozionante escursione in canoa, attraverso un incantevole ed entusiasmante itinerario fluviale, conoscere personaggi locali e vivere momenti conoscitivi a largo raggio.

La mattinata, per le 40 persone presenti, di cui 33 del Club La Cinghialessa e 7 dell’Associazione “Alcedo”, è iniziata con la visita allo storico Podere “Isonzo” nella località di Rispescia, ricevuti dal padrone di casa Claudio Gabellieri e la gentile consorte, appartenenti ad una storica famiglia follonichese di proprietari terrieri. Oggi, il podere, che conta anche 40 ettari seminativi, è stato trasformato in un richiestissimo Agriturismo per l’estrema tranquillità dello spazio intorno e la grande disponibilità della famiglia Gabellieri e, nella bellissima sala, ricca di testimonianze fotografiche d’epoca e di oggetti d’uso e di lavoro d’estremo interesse, il Consigliere di “ Alcedo”.

Mario Carri ha esposto esaurientemente la storia del casale, le sue caratteristiche e la sua importante funzione in quanto in prossimità del luogo dove si trovava la famosa chiatta che,come scritto prima, congiungeva le due sponde del fiume, all’epoca, rilevante mezzo di passaggio di persone e merci.

Ha preso, quindi, la parola il Presidente di “Alcedo” Giuseppe Anselmi intrattenendo i presenti sul famoso granchio blu, o granchio reale o nuotatore che è considerato, per il mar Mediterraneo un alieno in quanto è arrivato in Italia via nave, per responsabilità del commercio internazionale e che sta seriamente minacciando l’intero ecosistema dei nostri mari, distruggendo la fauna ittica, come ha ben spiegato il Presidente, che ha pure illustrato sapientemente la vita delle anguille, una vita lunga…..5000 chilometri. Le anguille, infatti, si riproducono nel Mar dei Sargassi e, quindi, è quasi un animale misterioso che vive in acqua dolce, ma si riproduce in mare, in acqua salata.

Il Presidente ha continuato con precisazioni di grande interesse anche sulle così dette”cieche”, che altro non sono che gli avannotti di anguille, mentre l’Ittiologo Massimiliano Marcelli ha esposto una “chicca”, quasi in anteprima, che uno dei nemici più forti del granchio blu risulta essere, stranamente, il polpo, fornendo ben precise delucidazioni in proposito.

Fotografia di gruppo sul bellissimo ponte e poi… trasferimento nel centro dell’abitato di Rispescia dove, per gentilissimo invito del Parroco del luogo Don Claudio Piccinini, scarlinese doc, nella sala parrocchiale, appunto, proprio per sua concessione, la signora Federica, cuoca e i volontari hanno allestito e servito un pranzo davvero eccellente, con prodotti locali molto ben cucinati e graditi agli intervenuti.

In questo ambito ha ripreso la parola il Consigliere Mario Carri coadiuvato anche attraverso la visione di immagini ben scelte e appropriate al contesto preso in esame: la storia evolutiva , ambientale propriamente storica e di ricerca in ogni settore del luogo.

Mario Carri è partito da lontano, dalla preistoria e ha snodato un ampio discorso scaturito dalle sue ricerche storico-archivistiche desunte dall ‘Archivio di Stato di Grosseto, di Siena e quello privato della Dottoressa Giuseppina Scotti, sulla propria famiglia con al centro la figura della Dottoressa Brunetta Scotti, ma pure di quella del bisnonno garibaldino della stessa, Liberale Scotti che, fino alla morte, era stato Agente generale della famiglia latifondista dei Ponticelli, suddivisi in più rami, compresa quella della più famosa Giuliana Ponticelli della Tenuta Trappola.

Tali importanti riferimenti sono stati di estremo interesse per significare quanto la famiglia Scotti sia stata sempre al centro di momenti fondamentali nella storia dello sviluppo cittadino, visto che, anche il figlio di detto Liberale, aveva rivestito pure importanti cariche e aveva fatto erigere il monumento ai Caduti in Piazza della Vasca, con l’obelisco e i 4 leoni, poi trasferito sulle mura medicee. Il veterinario comunale Dottor Bruno Scotti era un valente conoscitore di cavalli e, nell’ambito del suo lavoro veterinario anche al “Deposito Quadrupedi” nella Via Castiglionese, oggi CEMIVET, che gli associati “Cinghialessa” e UNUCI” hanno avuto modo di visitare abbastanza recentemente, con grande interesse e apprezzamento, sceglieva i cavalli per il Re Vittorio Emanuele III. Interessanti le immagini che ritraggono la visita che Sua Maestà fece in Maremma per conoscere il luogo dove questa scelta avveniva e il veterinario incaricato, appunto Bruno Scotti.

A seguire è intervenuto, quindi, con una esposizione più esauriente, proprio su conoscenze veterinarie, il veterinario Dottor Roberto Giomini, che ha tracciato, in modo più specifico ed esaustivo, appunto, il tema, rendendo ancor più importante ed approfondita la giornata di studio, piacevolmente immersa in una splendida natura.

Come si inserisce in questa visita tutta questa documentazione con i luoghi …..Rispescia…..Alberese? Perché i Ponticelli, almeno un ramo, erano proprietari in tale territorio e lo Scotti ne era uno stimato e valente amministratore, il figlio veterinario, come dipendente del Comune di Grosseto, si trovava ad agire anche negli spazi terrieri di Alberese dove numerose erano le mandrie di bovini che, poi, nello scorrere degli anni, soprattutto le vacche, dettero modo alla figlia di Bruno, la famosa dottoressa Brunetta Scotti, famosa anche per essere stata, nel 1927, la prima donna medico con incarico di Medico Condotto a Torniella e Batignano e, successivamente, prima Direttrice donna del Laboratorio di Igiene e Profilassi della Provincia di Grosseto, di effettuare ricerche proprio nella Tenuta dell’Alberese, sulla storia della vaccinazione contro il vaiolo.

 “Istoria della andamento della rigenerazione del virus vaccino sulle mucche nella Regia Tenuta dell’Alberese( Grosseto) nell’anno 1841", questo il titolo dello studio dalla stessa effettuato e pubblicato, a livello nazionale, sulla Rivista “Igiene e Sanità pubblica” nel 1966 e poi richiesto anche dall’Università di Lisbona dove erano stati effettuati studi similari sul tema. Gli studi e le ricerche sull’innesto vaccinico sono stati continuati, a suo tempo, dalla stessa dottoressa con pubblicazioni, anche a livello più divulgativo.

Molto esauriente e molte le immagini che il Consigliere Carri ha mostrato in tale importante occasione d’incontro, per cui è stato più che sufficientemente svolto l’impegno culturale del Club “La Cinghialessa” e pure l’incontro enogastronomico durante il quale il Parroco Don Piccinini ha simpaticamente intrattenuto i presenti delineando il suo aperto aspetto di sacerdote, preparato e pronto ad un colloquio aperto e vivace, che ha interessato molto gli ospiti.

L ‘incontro con il sacerdote è poi proseguito nella chiesa parrocchiale di Rispescia, nel quale, oltre che a parlare dell’ambiente, Don Claudio ha narrato la sua vita sacerdotale, ma soprattutto di Missionario. Una vita senz’altro di sacrificio e di intense difficoltà, tanto è vero che era stato l’unico sacerdote ad accettare tale incarico: esporre tutte le vicissitudini in cui è incorso in tale incarico. sarebbe abbastanza difficile e perciò non possiamo far altro che complimentarci con lui, perché tutt’ora, sa dimostrarsi capace di interloquire in modo davvero giusto con chiunque gli si rivolga, sia come ministro di Dio che come uomo capace di essere anche uomo fra gli uomini. Grazie Don Claudio, grazie a tutti coloro che hanno reso possibile uno degli incontri più completi, piacevoli e approfonditi organizzati dal valido Presidente del Club, Franco Balloni, coadiuvato, certamente dalla figlia Francesca e dai tutti coloro che lo stesso sa individuare quali attenti apportatori di sapere e varia conoscenza.

 
 
 

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