Roma celebra il debutto del Cinema Libanese
- 28 mag
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Amal El Harrar - Un ponte ideale che unisce le sponde del Mediterraneo attraverso il linguaggio universale della settima arte. Nella prestigiosa cornice della Residenza dell’Ambasciata del Libano in Italia a Roma, Sua Eccellenza l’Ambasciatrice Carla Jazzar, in data 26 maggio 2026, ha ospitato un raffinato ricevimento per inaugurare ufficialmente la prima, storica edizione del Festival del Cinema Libanese in Italia.
L'evento, caratterizzato da una straordinaria partecipazione, ha riunito alte cariche istituzionali, illustri esponenti del corpo diplomatico e figure di primo piano del mondo culturale, accademico e artistico capitolino, a testimonianza del profondo legame storico e della reciproca stima che unisce l'Italia e il Libano.

Nel suo discorso di apertura, l’Ambasciatrice Carla Jazzar ha voluto rimarcare non solo il valore artistico, ma anche il profondo significato simbolico dell’iniziativa: una preziosa opportunità di dialogo interculturale in un momento storico in cui la comprensione reciproca attraverso la cultura diventa fondamentale. A farle eco, esprimendo profonda gratitudine per il supporto istituzionale, sono state Maria Cristina Rigano (consigliere dell’Istituto Culturale Italo-Libanese) e Sara Abou Said (presidente del Festival in Italia), che insieme al comitato organizzativo, composto anche da Sarah Hajjar e Francesca Noia-van der Staay, hanno dato vita a un momento di vivo confronto e scambio di idee con gli ospiti presenti.
Il cuore pulsante della serata è stato impreziosito dalla presenza di due straordinarie protagoniste del cinema mediorientale contemporaneo: l’attrice e regista Mounia Akl e la regista Lana Daher. Giunte a Roma per l'occasione, le due artiste hanno condiviso con la platea la propria visione cinematografica, intesa come uno strumento necessario per raccontare la complessità, le ferite, ma anche la straordinaria vitalità e resilienza della società libanese odierna.
Il Festival si propone infatti come una vetrina d’eccezione sulla produzione cinematografica libanese contemporanea e d’archivio, offrendo uno sguardo poliedrico e mai banale sulle trasformazioni sociali, l'identità, la memoria collettiva e le sfide del presente.
Dopo il debutto ufficiale dello scorso 25 maggio con una seguitissima conferenza stampa presso la nuova sede dell’Associazione Stampa Estera in Italia a Palazzo Grazioli, la rassegna entra nel vivo della sua programmazione. Dal 27 al 29 maggio, lo storico Cinema Barberini ospiterà una selezione accurata di lungometraggi, documentari e opere d’autore.
Tra le pellicole più attese in rassegna spiccano Costa Brava, Lebanon di Mounia Akl, l’acclamato Dirty, Difficult, Dangerous di Wissam Charaf, il potente Arzé di Mira Shaib e il toccante documentario Do You Love Me di Lana Daher. Opere capaci di graffiare la superficie della cronaca per restituire al pubblico italiano l'essenza più profonda di un popolo che non ha mai smesso di produrre bellezza ed eccellenza culturale.
L'ambizioso progetto è promosso dall’Istituto Culturale Italo Libanese (ICIL) e organizzato dall’associazione culturale Cinema senza Frontiere, potendo contare sul patrocinio e il sostegno dell’Ambasciata del Libano in Italia e sull’importante contributo strategico della Fondazione Med‑Or, da sempre in prima linea nel favorire le relazioni culturali ed economiche tra l'Italia e il Medioriente.
Il successo della manifestazione è stato reso possibile anche grazie alla sinergia e alla collaborazione di una rete di partner d'eccellenza, tra cui AssadaKah, Beewired, Beirut Beer, Cosmo, Corpo10, Chateau Ksara, GNS Press, KmetroO, MEA, Rifai, Mandaloun, Urban Garden e lo stesso Cinema Barberini, uniti nell'obiettivo comune di celebrare il cinema come ambasciatore di pace e straordinario veicolo di vicinanza tra i popoli.




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