Sessanta anni fa nasceva il Muro di Berlino, simbolo di un mondo diviso

National News Agency NNA - Talal khrais - Nella notte tra il 12 e il 13 agosto del 1961 una barriera apparve nel cuore della città per separare la parte ovest da quella orientale occupata dall'Urss. Una divisione che durò 28 anni, fino al termine della guerra fredda. Si è celebrata in Germania, in questa settimana, la commemorazione delle vittime che non riuscirono a superare la "striscia della morte". Occupata dagli alleati nel 1945 e sconfitto il regime nazista, nel 1949 la Germania era già divisa in Repubblica federale tedesca (BRD) ad ovest e Repubblica democratica tedesca ad est (DDR). La parte ovest di Berlino era quindi un’enclave occidentale nella capitale della DDR e già negli anni precedenti era fallito il tentativo dell’Urss di allontanare le altre potenze dalla città – il blocco di Berlino aggirato ad ovest con il ponte aereo durò più di un anno, tra il 1948 e il 1949. Il muro è stato presentato dall'allora regime come una struttura difensiva per evitare l’invasione. Il filo spinato, che già dal 15 agosto 1961 venne sostituito da prefabbricati in cemento e pietra, fu eretto soprattutto per evitare l’esodo dei berlinesi da est a ovest. Si calcola che dal 1948 al 1961 già circa due milioni e mezzo di tedeschi passarono nei territori amministrati dalle potenze occidentali, ma nemmeno il muro, che nella sua massima estensione misurava 156 chilometri ed alto 3,6 metri, riuscì a fermare i cinquemila berlinesi che sopravvissero alla traversata. Tra le vittime, che si ricordano di più, il 18enne Peter che, il 17 agosto del 1962, fu fucilato durante il suo tentativo di attraversamento della striscia della morte e lasciato morire dalle guardie di confine.





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