Speciale Monza – Sulle tracce di Geltrude
Letizia Leonardi/Talal Khrais – Quando si nomina Monza, questo importante Comune della Brianza, non si può far a meno di ricordarsi del personaggio che Alessandro Manzoni ha raccontato ne “I Promessi Sposi”. Un romanzo che ha fatto conoscere a tutto il mondo uno spaccato della società italiana del Seicento attraverso i protagonisti della storia, alcuni realmente esistiti. Tra questi troviamo la Monaca di Monza, uno dei personaggi più affascinanti del romanzo. Geltrude (Suor Virginia nella realtà) il cui vero nome era Marianna de Leyva, nata a Milano il 4 dicembre 1575. Era la figlia primogenita di Martin de Leyla, conte di Monza e nipote del primo governatore spagnolo di Milano, Antonio de Leyla. La location nella quale si svolge una parte di questa intramontabile storia è il monastero di Santa Margherita e la annessa chiesa di San Maurizio.
Una stampa d’epoca che ritrae Marianna de Leyva
Il padre era un uomo estremamente ambizioso. Aveva solo 20 anni quando è stato nominato comandante di una compagnia di lancieri a Milano ma ambiva a titoli più prestigiosi che, all’epoca, si ottenevano dietro pagamento di ingenti somme che lui non possedeva.
Il convento di Santa Margherita oggi restaurato
Non si è perso d’animo e a 26 anni sposa Virginia, figlia vedova del ricchissimo e potente finanziere e commerciante di Genova Tommaso Marino. Il palazzo, sede del Comune di Milano, lo ha fatto costruire lui nel 1558 e porta infatti il suo nome. Virginia resta subito incinta e a un anno dal matrimonio con Martin nasce Marianna che, l’anno successivo, nel 1576, resta orfana di madre. La presenza della piccola, futura Monaca di Monza, a Palazzo Marino è comprovata dalla presenza, nell’inventario del notaio Giovanni Mazza datato 1576, della culla foderata di seta bianca e del corredino. Nel 1588 il padre di Marianna si risposa con Ana Vique, nobildonna di Valencia che gli dà una figlia e due tanto attesi maschi. La matrigna contribuisce all’allontanamento del padre dalla figlia. Un anno dopo, a soli 15 anni entra, contro la sua volontà, nel monastero delle monache benedettine di clausura di Santa Margherita a Monza, diretto dall’arcivescovo Federico Borromeo. Il 12 settembre del 1591 Marianna prende i voti e diventa Suor Virginia Maria.
La chiesa di San Maurizio, attigua al convento di Santa Margherita
Nel 1596 il padre delega Marianna a esercitare la sua potestà sul feudo di Monza e Suor Virginia Maria diventa “Signora” di Monza. Un anno dopo conosce Giovanni Paolo Osio. Vicino al monastero infatti, abitava la ricca famiglia monzese degli Osio, il cui giardino era visibile dalle finestre del convento. Il giovane Giovanni Paolo era bello e ricco e aveva amicizie con le più importanti famiglie lombarde: D’Adda, Borromeo, Taverna e Visconti. Manzoni ha inserito anche lui, con nome di Egidio, nel suo romanzo. Nel capitolo X è scritto:“Quel lato del monastero era contiguo a una casa abitata da un giovine, scellerato di professione, uno de’ tanti, che, in que’ tempi, e co’ loro sgherri, e con l’alleanze d’altri scellerati, potevano, fino a un certo segno, ridersi della forza pubblica e delle leggi”.
Palazzo Marino, a Milano
Inizialmente tra Suor Virginia e Giovanni Paolo c’è un rapporto di rispetto ma in seguito, tra i due, nasce una relazione aiutata dalla complicità del curato di S. Maurizio a Monza, don Paolo Arrigone, amico e consigliere di Giovanni Paolo, e anche dalle consorelle monache Benedetta e Ottavia. Nel 1602 nasce, morto, il primo figlio di Marianna e Giovanni Paolo. Due anni dopo viene alla luce la seconda figlia, Alma Francesca Margherita, che è affidata ad una coppia di servitori. Nel 1606 si consuma il primo omicidio nei confronti della conversa, Caterina da Meda, che minaccia di riferire al vicario arcivescovile Mons. Pietro Barca la relazione amorosa di Suor Virginia. Giovanni Paolo Osio la uccide e nasconde il corpo nel monastero simulando però una sua fuga per giustificare la sua scomparsa. Tuttavia, le voci sulla relazione tra Suor Virginia e Giovanni Paolo Osio, cominciano a diffondersi e il giovane uccide anche il fabbro del paese, tenta di uccidere anche il farmacista e don Arrigone. Nel 1607 viene catturato e imprigionato al Castello di Pavia. A seguito di questo arresto e di una serie di lettere di Osio che si professa innocente e della stessa Monaca di Monza che ribadisce che non c’è alcun legame tra il giovane e il monastero, il Cardinale Federico Borromeo, si reca in visita al convento di Santa Margherita e ammonisce Suor Virginia a tenere un comportamento corretto. Alla fine di questo stesso anno Osio fugge da Pavia, ritorna a Monza, uccide il farmacista e si nasconde nella chiesa del convento, quella di San Maurizio, per poi rifugiarsi proprio nello stesso monastero di Santa Margherita. Di tutti questi movimenti viene informato il cardinale Borromeo che ordina immediatamente che Suor Virginia abbandoni il monastero a Monza e che venga rinchiusa nel monastero di San Ulderico a Milano.
Palazzo Marino, cortile interno
A dicembre del 1607 Suor Virginia confessa la sua relazione con Osio che, per i due omicidi, nel 1608, viene processato e condannato a morte. Alla fine dello stesso anno anche Suor Virginia viene condannata alla reclusione perpetua, murata in una cella, nella casa delle donne convertite di Santa Valeria a Milano. Nel 1622, dopo 14 anni di segregazione, Suor Virginia dichiara il suo pentimento e viene liberata. Il 17 gennaio 1650 la Monaca di Monza muore a Milano presso la Casa di S.Valeria. In conclusione un breve cenno sulla storia raccontata nel libro “I Promessi Sposi”. Suor Virginia è Geltrude, la Monaca di Monza, del convento dove si rifugiano Agnese e la figlia Lucia dopo il tentato rapimento della giovane da parte di don Rodrigo. Geltrude viene introdotta nel cap. IX ed è narrata come figlia di un ricco e influente principe di Milano. Grazie alle sue nobili origini gode di grande prestigio e libertà all’interno del convento, anche perché è il padre il guardiano del monastero dei cappuccini di Monza, al quale le due donne si sono rivolte su suggerimento di padre Cristoforo per avere la protezione della “Signora”.
Illustrazione de “I Promessi Sposi”: l’incontro fra la Monaca di Monza e Lucia
Quando Lucia e Agnese entrano nel convento Gertrude si affeziona alla giovane e offre una difesa sicura dalla persecuzione di don Rodrigo. Ma la Monaca di Monza al tempo stesso sfoga sulle educande del convento tutta la rabbia, l’insoddisfazione e l’insofferenza per il destino che le è stato imposto, specie nei confronti delle monache che a suo tempo erano state complici del padre nel costringerla ad accettare il velo. Vive in una parte isolata del chiostro, confinante con una casa dove vive un giovane scapestrato di nome Egidio, con il quale inizia una torbida relazione amorosa.




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