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Successo a Venezia per Annamaria Farricelli

  • 2 ore fa
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Un momento della presentazione letteraria veneziana di Annamaria Farricelli
Un momento della presentazione letteraria veneziana di Annamaria Farricelli

(Assadakah News - Lisa Bernardini) Presso l’AVANI RIO NOVO HOTEL di Venezia, l’autrice Annamaria Farricelli ha presentato lo scorso 11 giugno la nuova edizione del romanzo “L’Eco del Silenzio” e la silloge poetica “ABYSSUM”. L'evento è stato frutto di una raffinata organizzazione curata dall’Associazione Veneziana Albergatori (AVA), custode dell’accoglienza cittadina, e reso possibile grazie alla sensibilità e alla intercessione del Dr. Claudio Scarpa, attuale Presidente del Centro Studi, la cui dedizione alla città è testimoniata da una storica carriera di ventisei anni alla direzione dell'Associazione.

L’incontro si è tenuto in una location che simboleggia l'unione tra modernità e tradizione, offrendo uno spazio di riflessione e ascolto nel cuore della città. L’approdo di Annamaria Farricelli a Venezia ha rappresentato un connubio elettivo tra la profondità della parola scritta e l’anima di una città che, da secoli, elegge la bellezza a sua forma d’essere. Questo incontro ha rappresentato un momento di alto valore culturale e istituzionale, dove la sensibilità della Farricelli ha trovato nel contesto veneziano la cassa di risonanza ideale per narrare storie di fragilità trasformate in forza. A Venezia, l'Associazione Veneziana Albergatori ha donato per l'occasione alla nota Autrice un targa ricordo.

Al momento della consegna della targa ricordo ad Annamaria Farricelli da parte del Dr. Claudio Scarpa
Al momento della consegna della targa ricordo ad Annamaria Farricelli da parte del Dr. Claudio Scarpa

Annamaria Farricelli ha risposto ad alcune domande subito dopo l'incontro.


Com'è stato presentare le sue opere in una città che da secoli elegge la bellezza a sua forma d'essere, e in che modo crede che la cassa di risonanza veneziana abbia amplificato il messaggio dei suoi libri?

Venezia non è soltanto una città: è uno stato dell'anima. Presentare qui le mie opere è stato come affidare parole nate dal silenzio a una creatura capace di custodirle e restituirle amplificate, quasi trasfigurate. Venezia conosce la profondità, la fragilità della Bellezza, il dialogo continuo tra luce e abisso: per questo ho sentito un legame naturale con" L'ECO DEL SILENZIO", "ABYSSUM" e " IN  UN SOFFIO D'AMORE". La sua voce antica ha accolto la mia, rendendo ogni emozione più intensa, più universale, come se l'acqua stessa della città avesse dato respiro alle mie parole. Arrivare a  Venezia con le mie opere è stato come entrare dentro una dimensione sospesa, dove il tempo non scorre: respira. Venezia non osserva semplicemente  l'arte, l' attraversa, l'assorbe, la restituisce trasformata in memoria emotiva. In questa città ho percepito che le parole di" L'Eco del Silenzio", "ABYSSUM" e "In un soffio d'Amore" trovano una casa naturale, perché Venezia vive di contrasti profondi: splendore e malinconia, luce e abisso, presenza e assenza. Credo che la sua anima abbia amplificato il messaggio dei miei libri,  rendendolo più intimo, quasi confidato al cuore delle persone. 


La reazione del pubblico alla metamorfosi del dolore All'AVANI RIO NOVO HOTEL ha presentato la nuova veste del romanzo "L’Eco del Silenzio" e la silloge "ABYSSUM". Entrambe le opere esplorano il delicato confine tra la ferita e la guarigione, convertendo il dolore in speranza e luce. Qual è stata la reazione del pubblico veneziano di fronte a temi così intimi e a questa sua straordinaria testimonianza di rinascita interiore?

È stata profondamente commovente, perché ho percepito un ascolto autentico, quasi sacro. Quando si parla di dolore trasformato in rinascita si toccano corde universali, e in molti occhi ho visto riflessa la propria storia, le proprie ferite silenziose. "L'Eco del Silenzio" e "ABYSSUM", non raccontano soltanto la sofferenza, ma il coraggio di attraversarla senza perdere la capacità di amare e credere nella luce. Venezia ha accolto queste opere con grande  sensibilità emotiva, restituendomi abbracci, silenzi intensi e parole che porterò dentro come un dono prezioso. Ho sentito che il pubblico non ascoltava soltanto le mie parole, ma vi entrava dentro con l'anima. È stato un incontro umano prima ancora che letterario. Credo sia questo il senso più profondo della scrittura: trasformare una ferita individuale in una carezza collettiva, affinché nessuno  si senta più solo nel proprio abisso.


Durante il vostro confronto pubblico, c'è stato un momento o una riflessione particolare emersa dal dialogo che l'ha colpita maggiormente o che ha regalato una nuova sfumatura alla sua narrazione?

Il dialogo avuto con il pubblico è stato intenso, autentico, profondamente umano. L'ho vissuto come un attraversamento reciproco di emozioni e visioni. Nel cuore delle donne veneziane presenti, raffinate interpreti di cultura e sensibilità, ogni pagina de "L'Eco del Silenzio" ha risvegliato memoria, ferite, speranze e il coraggio di trasformare il silenzio in voce, lasciando un'apertura autentica nell'anima. C'è stato un momento, in particolare, in cui si è                     parlato del silenzio non come assenza, ma come luogo interiore in cui l'anima si  ricompone dopo il dolore. Quella riflessione ha dato una nuova luce alla mia narrazione, perché mi ha fatto comprendere ancora più profondamente quanto la fragilità possa diventare forza e quanto la scrittura possa trasformarsi in un ponte invisibile tra le persone. In quel confronto ho percepito che le parole, quando nascono dalla verità emotiva, smettono di appartenere a chi le scrive e diventano rifugio condiviso. È stata una delle sfumature più intense e preziose della serata.


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