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Sudan - Paese martoriato e poco raccontato

  • 16 lug
  • Tempo di lettura: 1 min

Assadakah News - Barche rovesciate sulla sabbia, lingue di terra che si allungano dove c'era il Nilo azzurro: scene da Omdurman, nell'area metropolitana della capitale sudanese Khartoum, diffuse da televisioni e social network.

A confermare l'abbassamento del livello del Nilo, e le sue conseguenze sul piano dell'approvvigionamento di acqua nei quartieri, è un servizio pubblicato dall'emittente Tayba Tv. Il governatore dello stato di Khartoum, Ahmed Osman Hamza, ha visitato l'impianto del trattamento delle acque a Sahla, a sud di Omdurman, per verificare lo stato d'emergenza e ha predisposto la costruzione di un canale alternativo verso le pompe di aspirazione, temporaneamente a secco a causa del ritiro del Nilo. Hamza, riferisce il quotidiano Sudan Tribune, ha inoltre disposto l'invio di autobotti per distribuire acqua potabile nei quartieri colpiti, fino a quando l'impianto non sarà di nuovo operativo.

Il direttore della Khartoum State Water Corporation, Mohamed Ahmed Awadh, ha dichiarato che le squadre di ingegneri stanno lavorando per risolvere le carenze idriche lungo tutto il Nilo e che l'azienda ha avviato la costruzione di altre pompe ad alta capacità per far fronte alle crisi, che colpiscono ciclicamente la regione.

A partire dal 2023, come ha ricordato di recente anche un servizio dell'emittente Al Jazeera, le infrastrutture di distribuzione dell'acqua di Khartoum sono state danneggiate dal conflitto armato in corso in Sudan. La stessa capitale era stata occupata dai paramilitari delle Forze di supporto rapido (Rsf), prima di tornare sotto il controllo del governo e dell'esercito che lo sostiene.

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