Tunisia, il nuovo hub del Made in Italy
- 17 giu
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Amal El Harrar

La ridefinizione delle catene del valore europee, fortemente accelerata dalle recenti crisi globali e dalle crescenti tensioni geopolitiche che minacciano i mercati asiatici, sta spingendo il Mediterraneo verso un nuovo e strategico paradigma industriale.
Al centro di questa profonda trasformazione si colloca il concetto di nearshoring tecnologico, una dinamica che il prossimo Forum imprenditoriale Italia-Tunisia e la ventiduesima edizione del Tunisia investment forum, in programma a Tunisi il 24 e 25 giugno 2026 con migliaia di partecipanti da tutto il globo, si apprestano a consacrare come un asse strategico bilaterale fondamentale.
In questo scenario la Tunisia, tradizionalmente percepita dalle imprese europee come un mercato di prossimità a basso costo di manodopera, sta rapidamente evolvendo in un partner essenziale per l'integrazione di tecnologie avanzate, in particolare nei settori dell'automotive, del tech e nell'accesso ai materiali strategici.
In questo complesso scacchiere il tessuto produttivo italiano sta muovendo pedine fondamentali per mettere in sicurezza le proprie catene di approvvigionamento, cercando di mitigare l'esposizione alle fluttuazioni logistiche e alle incertezze dei mercati asiatici. Associazioni di categoria di grande peso come Assolombarda, attiva in prima linea nell'organizzazione delle missioni imprenditoriali di fine giugno, e Sicindustria, reduce dal recente e proficuo evento AfroSicilia a Monreale, stanno attivamente mappando il territorio per strutturare joint-venture stabili con i partner tunisini.
L'obiettivo per le aziende della filiera, con particolare riferimento ai comparti della componentistica, della meccatronica e della microelettronica, è duplice poiché da un lato punta a creare sinergie industriali che permettano di accorciare e blindare le rotte logistiche del Made in Italy e dall'altro mira a inserirsi in un corridoio privilegiato per l'accesso e la lavorazione di materie prime critiche essenziali alla transizione energetica e digitale.
Le piccole e medie imprese italiane, specialmente quelle del Mezzogiorno, guardano alla sponda sud non più come a un bacino di pura delocalizzazione per contenere i costi, ma come a una piattaforma di integrazione verticale indispensabile per la sopravvivenza e la competitività dell'industria manifatturiera europea.
Dal punto di vista strategico e diplomatico il consolidamento del nearshoring tecnologico in Tunisia trascende i confini strettamente bilaterali e si inserisce in pieno asso con la cornice del Piano Mattei promosso dal governo italiano, permettendo al Paese nordafricano di sfruttare la propria vocazione logistica per proporsi come la porta d'accesso privilegiata verso l'immenso mercato continentale africano, facilitato dalle dinamiche dell'Area di libero scambio continentale.
L'infrastrutturazione dei trasporti, l'allineamento agli standard produttivi europei e la straordinaria disponibilità di capitale umano altamente qualificato, dato che la Tunisia è il quinto esportatore mondiale di ingegneri, rendono l'asse italo-tunisino un vettore formidabile per penetrare i mercati subsahariani.
In quest'ottica la sicurezza degli approvvigionamenti e lo sviluppo congiunto di tecnologie avanzate non sono solo leve economiche, ma diventano fattori cruciali di stabilità regionale. Il panel dedicato all'industria avanzata, fulcro dei prossimi incontri promossi dall'Agenzia per la promozione degli investimenti esteri in collaborazione con le istituzioni e le associazioni di categoria italiane, certifica un netto cambio di passo in cui la subfornitura classica cede definitivamente il passo a una vera e propria co-progettazione ingegneristica.
Emblematico, in questo senso, è il ruolo assunto dalla Tunisia nello sviluppo del concetto di Software Defined Vehicle, ovvero i veicoli definiti dal software, tanto che realtà internazionali di primo piano del comparto automobilistico ed elettronico, come Ampere e Actia, hanno recentemente scelto di radicare nel Paese nordafricano i propri team dedicati ai sistemi di bordo e ai software di diagnostica per l'elettromobilità di nuova generazione.
Con un ecosistema che annovera oltre sedicimila ricercatori, poli di competitività strategici dislocati da Bizerte a Zarzis e un'esportazione di servizi Ict in costante crescita con un settore che contribuisce ormai all'undici per cento del Pil nazionale, la Tunisia si posiziona come un hub d'innovazione maturo e in grado di attrarre e sostenere investimenti ad alto valore aggiunto, trasformando il prossimo Forum di Tunisi nel banco di prova ideale per misurare la maturità di un partenariato che punta a garantire la sicurezza e la competitività del Mediterraneo allargato.



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