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Tunisia: stretta francese sul telemarketing accelera trasformazione dell'outsourcing

  • 14 lug
  • Tempo di lettura: 1 min

Assadakah News

 

Una nuova legge francese contro il telemarketing aggressivo (de'marchage te'le'phonique non consenti), entrerà in vigore il prossimo primo agosto, rischia di colpire circa il 20% del comparto tunisino delle chiamate commerciali in uscita, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro soprattutto nei call center di piccole dimensioni.

Rimangono sostanzialmente al riparo i grandi operatori specializzati nell'assistenza clienti e nella gestione delle chiamate in entrata. Per far fronte ai cambiamenti normativi europei e all'evoluzione tecnologica, molte aziende stanno già riconvertendo parte della forza lavoro, spostando il personale dalle attività più ripetitive verso servizi di assistenza multilingue e funzioni a maggiore valore aggiunto. La trasformazione riflette un cambiamento più ampio. Mentre l'Europa discute di sovranità digitale e di regolamentazione dell'Intelligenza artificiale (Ia), una parte essenziale delle attività che alimentano questi sistemi - dalla raccolta e classificazione dei dati fino alla loro elaborazione - viene svolta sulla sponda sud del Mediterraneo. Negli ultimi anni la Tunisia si è infatti trasformata, quasi silenziosamente, nel "back office" dell'Europa francofona (e non solo), evolvendo dal tradizionale telemarketing a piattaforma regionale per il Business Process Outsourcing (Bpo), la gestione dei dati e il supporto ai sistemi digitali. Dietro il funzionamento dei Customer Relationship Management (Crm), l'addestramento degli algoritmi di riconoscimento vocale e numerosi servizi di assistenza ai clienti europei opera un comparto in forte crescita, che genera ricavi sempre più consistenti ma continua a confrontarsi con un mercato del lavoro ad alta pressione.

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