Tunisia: stretta francese sul telemarketing accelera trasformazione dell'outsourcing
Assadakah News

Una nuova legge francese contro il telemarketing aggressivo (de'marchage te'le'phonique non consenti), entrerà in vigore il prossimo primo agosto, rischia di colpire circa il 20% del comparto tunisino delle chiamate commerciali in uscita, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro soprattutto nei call center di piccole dimensioni.
Rimangono sostanzialmente al riparo i grandi operatori specializzati nell'assistenza clienti e nella gestione delle chiamate in entrata. Per far fronte ai cambiamenti normativi europei e all'evoluzione tecnologica, molte aziende stanno già riconvertendo parte della forza lavoro, spostando il personale dalle attività più ripetitive verso servizi di assistenza multilingue e funzioni a maggiore valore aggiunto. La trasformazione riflette un cambiamento più ampio. Mentre l'Europa discute di sovranità digitale e di regolamentazione dell'Intelligenza artificiale (Ia), una parte essenziale delle attività che alimentano questi sistemi - dalla raccolta e classificazione dei dati fino alla loro elaborazione - viene svolta sulla sponda sud del Mediterraneo. Negli ultimi anni la Tunisia si è infatti trasformata, quasi silenziosamente, nel "back office" dell'Europa francofona (e non solo), evolvendo dal tradizionale telemarketing a piattaforma regionale per il Business Process Outsourcing (Bpo), la gestione dei dati e il supporto ai sistemi digitali. Dietro il funzionamento dei Customer Relationship Management (Crm), l'addestramento degli algoritmi di riconoscimento vocale e numerosi servizi di assistenza ai clienti europei opera un comparto in forte crescita, che genera ricavi sempre più consistenti ma continua a confrontarsi con un mercato del lavoro ad alta pressione.




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