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Ugarit il regno siriano ha svelato i segreti della civiltà, della scrittura, della diplomazia

2 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

✍🏻 Wael Al Mawla – Giornalista e scrittore

 

Il sito di Ras Shamra    Foto Armenpress
Il sito di Ras Shamra Foto Armenpress

Ugarit non fu semplicemente un’antica città sulla costa siriana, ma uno dei più importanti centri di civiltà del Mediterraneo orientale durante l’età del Bronzo. Un regno che ha lasciato alla storia dell’umanità testimonianze il cui valore va ben oltre i suoi resti archeologici. Sulle sue tavolette d’argilla non è stata conservata soltanto la lingua di un popolo, ma anche una straordinaria documentazione che rivela come venissero amministrati i regni, stipulati gli accordi, organizzati i commerci e intrecciati politica, religione e cultura più di tremila anni fa.

Situata nel sito archeologico di Ras Shamra, a nord di Latakia, Ugarit raggiunse il massimo splendore tra il XIV e il XIII secolo a.C.


Ricostruzione dell'archivio reale di Ugarit: scribi al lavoro su contratti, registri economici e lettere diplomatiche in accadico e ugaritico
Ricostruzione dell'archivio reale di Ugarit: scribi al lavoro su contratti, registri economici e lettere diplomatiche in accadico e ugaritico

La sua posizione costiera le conferì un ruolo strategico nella rete commerciale che collegava il Levante a Cipro, all’Anatolia, all’Egitto e ad altri territori del mondo antico. Questi rapporti non si limitavano allo scambio di merci, ma comprendevano corrispondenza ufficiale, doni reali, accordi politici e circolazione di competenze artigianali, tecnologie e idee. Gli archivi della città restituiscono l’immagine di un regno inserito in un complesso sistema di relazioni internazionali, nel quale le grandi potenze si confrontavano e negoziavano, mentre le città più piccole cercavano di tutelare i propri interessi e preservare il proprio ruolo.


L'alfabeto di 30 segni
L'alfabeto di 30 segni

Uno degli aspetti più straordinari di Ugarit è il suo alfabeto cuneiforme, composto da trenta segni. I caratteri cuneiformi venivano utilizzati per rappresentare le lettere, dando vita a un sistema diverso dalla scrittura cuneiforme tradizionale, basata su segni sillabici e su simboli con molteplici funzioni. Nel sito sono state rinvenute tavolette alfabetiche utilizzate a fini didattici, tra cui una tavoletta completa scoperta nel palazzo reale nel 1948, che costituisce una testimonianza diretta dell’insegnamento della scrittura e dell’ordine delle lettere in quell’epoca. Non è corretto considerare questo alfabeto l’unica origine diretta degli alfabeti moderni, ma esso rappresenta una testimonianza di straordinaria importanza per comprendere l’evoluzione della scrittura alfabetica nel Vicino Oriente antico.

Il contributo di Ugarit, tuttavia, non si esaurisce nell’alfabeto. La città ha lasciato un archivio eccezionale, capace di restituirci numerosi aspetti della vita quotidiana e della gestione politica. Le sue biblioteche custodivano testi in lingua ugaritica e documenti redatti in altre lingue e sistemi di scrittura, tra cui l’accadico, allora fondamentale nelle relazioni diplomatiche internazionali. I reperti documentano contratti giuridici, registri economici e lettere scambiate tra sovrani e funzionari, comprese le comunicazioni con le principali potenze dell’epoca e con i regni vicini. Ugarit costituisce così una fonte rara per ricostruire le relazioni internazionali dell’età del Bronzo attraverso documenti prodotti dagli stessi protagonisti degli eventi, e non soltanto attraverso testimonianze posteriori.

Sul piano culturale e religioso, i testi di Ugarit hanno conservato una parte essenziale del patrimonio cananeo, in particolare il ciclo di Baal, che narra i conflitti tra le divinità e affronta temi legati alla fertilità e all’ordine cosmico. Queste testimonianze rivelano un universo religioso e letterario articolato e contribuiscono a comprendere credenze e simboli diffusi nell’antico Levante.

Il regno di Ugarit scomparve nel contesto del vasto collasso che colpì il Mediterraneo orientale intorno al 1200 a.C. Alcune lettere rinvenute nel sito fanno riferimento a minacce militari e incursioni provenienti dal mare, mentre l’identità dei responsabili diretti della distruzione della città rimane oggetto di dibattito scientifico. L’incendio degli edifici contribuì paradossalmente a conservare numerose tavolette d’argilla, trasformando la catastrofe in una fonte di conoscenza di valore eccezionale per le generazioni successive.

L’importanza di Ugarit non risiede nella semplice celebrazione di un passato remoto, ma nella consapevolezza che la costa siriana fu un centro di produzione del sapere e di gestione delle relazioni politiche e commerciali. La storia della Siria è parte integrante della storia della civiltà umana. Proteggere questo patrimonio e farlo conoscere al mondo costituisce, pertanto, una responsabilità culturale e nazionale: il valore delle nazioni non deriva soltanto dalla loro storia, ma anche dalla capacità di comprenderla, custodirla e trasmetterla al mondo come memoria condivisa dell’umanità.

 


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