Una candela e una preghiera per il Libano

ANN - Talal Khrais - Una candela e una preghiera per le vittime della tragedia causata dall'esplosione nel porto di Beirut avvenuta il 4 agosto dell'anno scorso. Una candela o una piccola luce per non dimenticare la strage degli innocenti in Libano . Il 4 agosto 2020, alle ore 18.05, la forte esplosione, il rosso delle fiamme e poi il cielo è diventato nero, anche lui in lutto. Il 4 agosto sarà il primo l’anniversario dell’esplosione a Beirut che porta ancora dolore. Porta disperazione e sconforto perché questa immane catastrofe è accaduta anche in un momento drammatico di un Paese quasi alla fame a causa della crisi economica. E dopo la pandemia, la recessione economica e poi questo disastro avvenuto nel cuore della capitale, nel porto di Beirut, che è stato il colpo di grazia per un Paese allo stremo.
Il 4 agosto di un anno fa sono morte 207 persone, e tra queste la meravigliosa bambina (in foto) che sulle spalle del padre ride felice portando la bandiera della sua nazione.

Ride felice, nella sua età dell'innocenza, perché avrebbe dovuto avere un lungo futuro davanti a sé ma qualcuno glielo ha distrutto e quel padre invece quel sorriso orgoglioso lo ha perso per sempre.
Ci sono stati 6500 feriti e 300 mila sfollati e la distruzione di quasi tutto il centro storico.
Il Paese dei Cedri non può essere lasciato solo, non può essere dimenticato. Il 4 agosto accendiamo tutti una candela e recitiamo una preghiera in ricordo delle moltissime persone decedute e per tutta la sofferenza psicologica che stanno subendo i figli che hanno perso i padri, genitori che hanno perso i figli e tutti coloro che hanno perso persone care.





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