Yemen - Paese in ostaggio tra guerra e crisi alimentare

Letizia Leonardi (Assadakah Yemen news) - In Yemen oltre alla guerra arriva la crisi alimentare. Le organizzazioni umanitarie hanno denunciato una situazione molto difficile nel Paese della penisola araba che, da oltre sette anni, combatte una sanguinosa guerra, anche se al momento è in vigore una tregua. Ma oltre al conflitto sta per sopraggiungere anche una crisi alimentare che dovrà essere affrontata in fretta, approfittando di questa interruzione del conflitto, per alleviare le sofferenze che sta subendo la popolazione. I prezzi dei beni alimentari di prima necessità e di quelli delle importazioni, che coprono il 90% del fabbisogno del Paese, sono aumentati vertiginosamente. Tutti questi anni di guerra hanno causato più di 20 mila morti, oltre 4 milioni di persone sono state costrette a lasciare il Paese e più della metà sono state donne e bambini che hanno lasciato le proprie abitazioni. Ci sono ancora altri 20 milioni di persone che non hanno potuto o voluto lasciare lo Yemen e che hanno bisogno di aiuti. C’è carenza di cibo, acqua potabile, servizi igienici e assistenza sanitaria e la diffusione di diverse epidemie. A marzo del 2022, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha segnalato 211.783 casi confermati di COVID-19 nello Yemen e 2.139 decessi. Fino ai primi giorni di marzo di quest’anno erano state somministrate 784.792 dosi di vaccino ma il virus sta continuando la sua corsa e c’è il pericolo che le strutture sanitarie vengano colpite dalle bombe. Lo Yemen, in guerra dal 2015, è a un bivio e non si capisce se questa tregua sia per giungere ad una pace o se serva a preparare una nuova offensiva. In realtà il conflitto ha le sue radici nella primavera araba del 2011, quando una rivolta ha costretto il presidente, Ali Abdullah Saleh, a cedere il potere al suo vice, Abdrabbuh Mansour Hadi che ha dovuto, da subito, affrontare vari attacchi da parte delle forze militari fedeli a Saleh. Nel 2014 il movimento ribelle musulmano sciita Houthi ha preso il controllo della provincia settentrionale di Saada e delle aree limitrofe ed è riuscito a prendere la capitale Sanaa, costringendo Hadi all'esilio all'estero. Il conflitto si è intensificato drammaticamente nel marzo 2015, quando l'Arabia Saudita e altri otto stati, soprattutto arabi sunniti, sostenuti dalla comunità internazionale hanno lanciato attacchi aerei contro gli Houthi, con l'obiettivo di ripristinare il governo di Hadi. L'Arabia Saudita ha giustificato il proprio intervento in Yemen puntando l’indice sull'Iran che sostiene gli Houthi con armi e supporto logistico ma l’iran nega. Il risultato è che il conflitto sta provocando tensioni regionali e culturali tra sciiti e sunniti. Speriamo che l’interruzione dei combattimenti si trasformi in un formale cessate il fuoco e che invece di scoppiare bombe scoppi finalmente la pace in questo Paese che è uno dei più antichi centri di civilizzazione del mondo e molto sviluppato anche nei traffici commerciali, tanto che gli antichi romani lo definivano Arabia Felix. Lo Yemen, architettonicamente, è definito il Paese più bello del mondo. La sua capitale Sana'a è considerata da molti una Venezia selvaggia sulla polvere senza San Marco e senza la Giudecca. Un Paese tutto da vedere, tra bellezze artistiche e naturalistiche, ma che la guerra e la crisi tengono in ostaggio.




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