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11 maggio - In ricordo di Shireen

  • 12 mag
  • Tempo di lettura: 1 min

Roberto Rogero* - L'11 maggio 2022, la collega e amica palestinese, Shireen Abu Akleh, fu presa di mira e intenzionalmente uccisa dai soldati nazi-sionisti israeliani, perché stava documentando una irruzione della IDF nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. Shireen è una delle centinaia di giornalisti, reporters e operatori dell'informazione, deliberatamente uccisi dalle truppe di occupazione israeliane, come testimoniano i rapporti del Comitato Protezione Giornalisti.

Era nata a Gerusalemme nel 1971, da famiglia araba cristiana melchita originaria di Betlemme, visse per diversi anni negli Stati Uniti, dove ottenne la citadinanza grazie alla famiglia materna che viveva nel New Jersey. Frequentò la scuola secondaria a Beit Hanina, poi si immatricolò alla Jordan University of Science and Technology per studiare architettura, ma non concluse quegli studi; si trasferì invece alla Yarmouk University in Giordania, dove si laureò in giornalismo. Dopo la laurea, Shireen tornò in Palestina.

Giornalista di primo piano nel mondo arabo, durante la sua carriera aveva effettuato numerosi reportage e inchieste sulle tensioni tra palestinesi e israeliani.

Il 13 maggio, mentre si svolgeva il corteo funebre che trasportava a spalla il feretro della giornalista uccisa, la polizia israeliana, dotata di caschi integrali ed equipaggiamento tattico, aggrediva con calci e manganellate la folla attorno alla bara.

Nel giugno 2022 un'inchiesta dell'ONU che ha concluso che Shireen Abu Akleh è stata uccisa da colpi d'arma da fuoco, intenzionalmente sparati dalle forze di sicurezza israeliane.

(*Direttore responsabile Assadakah News)

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