Algeria - Concluso accordo su corridoio per idrogeno
Assadakah News - Tunisia, Italia, Algeria, Austria e Germania hanno firmato il 1° ottobre la "Dichiarazione ministeriale di Algeri" sul progetto South-H2, il corridoio per il trasporto dell'idrogeno verde dal Nord Africa all'Europa. L'intesa prevede la creazione di un segretariato dedicato al supporto tecnico del progetto, con l'accompagnamento dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (Unido). La firma è avvenuta durante la seconda riunione ministeriale dei Paesi partner, ospitata ad Algeri, alla quale ha partecipato per la Tunisia il ministro delle Attrezzature e dell'Edilizia, incaricato della gestione del ministero dell'Industria, delle Miniere e dell'Energia, Salah Zouari, su mandato del presidente Kais Saied.

Nel suo intervento, Zouari ha definito la transizione energetica un'opportunità strategica per costruire una nuova partnership tra Nord Africa ed Europa, fondata sugli investimenti congiunti, sull'integrazione e sullo sviluppo delle catene del valore. Il ministro ha sottolineato il potenziale della Tunisia, legato alla sua posizione geografica e alle infrastrutture energetiche, per contribuire allo sviluppo di una rete regionale dedicata al trasporto di energie pulite.
Il Corridoio meridionale dell'idrogeno puo' diventare "un nuovo asse" della cooperazione energetica tra Nord Africa ed Europa, rafforzando progressivamente i legami gia' esistenti tra le due sponde del Mediterraneo. Lo ha dichiarato il ministro algerino dell'Energia e delle Energie rinnovabili, Mourad Adjal, aprendo ad Algeri i lavori della seconda riunione ministeriale del SoutH2 Corridor, alla presenza dei rappresentanti di Algeria, Italia, Germania, Austria e Tunisia. "Il SoutH2 Corridor non e' solo un progetto per la realizzazione di infrastrutture energetiche, ma costituisce un nuovo asse per il futuro energetico del Mediterraneo", ha affermato Adjal, sottolineando il potenziale dell'iniziativa per valorizzare le risorse rinnovabili del Nord Africa e contribuire allo sviluppo industriale, economico e sociale
dei Paesi coinvolti.

"La presenza di H2IT al Meeting di Algeri testimonia la determinazione dell'industria italiana nel 'SoutH2 Corridor', un'infrastruttura strategica che unisce il potenziale rinnovabile del Nord Africa alla domanda energetica europea". Lo ha detto Luigi Crema, vicepresidente di H2IT, in occasione del secondo meeting ministeriale del SoutH2
Corridor, che si e' svolto ad Algeri. L'evento, che riunisce i Ministri dell'Energia e i principali attori industriali di Algeria, Tunisia, Italia, Austria e Germania, ha approfondito le strategie per definire i piani finanziari, tecnici e normativi per trasportare l'idrogeno rinnovabile dal Nord Africa verso i cuori industriali dell'Europa centrale. "Il nostro obiettivo - ha proseguito - è accelerare lo sviluppo del mercato, strutturando la domanda di idrogeno a diretto contatto con gli utilizzatori finali. Come Associazione Italiana Idrogeno, ci proponiamo di supportare fin da subito la filiera nazionale, favorendone la rappresentanza e il coordinamento. Il nostro scopo è guidare le imprese italiane in un percorso progressivo che si tradurrà, in una fase successiva, in manifestazioni di interesse e commitment commerciali diretti. Primo passo di questa strategia è l'avvio della partnership con Voestalpine all'interno della 'SoutH2 Partnership', l'adesione a questa 'Charta' industriale ci permetterà di definire le migliori modalità di coinvolgimento attivo del nostro Paese. Ad Algeri poniamo, quindi, le basi per la nascita di una 'Offtakers Alliance' nazionale, un'alleanza che andrà oltre il corridoio meridionale per diventare il
motore trainante del mercato interno dell'idrogeno. Stiamo pianificando i primi incontri dell'Offtakers Alliance per definire un programma concreto di iniziative dedicate al coinvolgimento della domanda e per individuare strumenti e azioni capaci di supportare gli utilizzatori di idrogeno nel loro percorso di adozione. In questo modo garantiremo alle imprese italiane supporto operativo e una voce autorevole e coesa nello scenario globale", ha concluso Luigi Crema.
Tunisi ha inoltre ribadito la necessità di passare dal dialogo all'individuazione di progetti concreti, sostenibili e finanziabili, con particolare attenzione alla fattibilità, all'impatto ambientale, alla ricerca, all'innovazione e al trasferimento tecnologico. L'obiettivo è rafforzare la sicurezza energetica sulle due sponde del Mediterraneo.




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