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Algeria: dal Sahara al grano, l'eccellenza italiana trasforma il deserto a Timimoun

  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Maddalena Celano (Assadakah News)



Algeri, 21 maggio 2026 — Trasformare il cuore del Sahara algerino in un nuovo, grande polo agricolo capace non solo di abbattere la dipendenza del Paese dalle importazioni di cereali, ma anche di proiettarlo come esportatore strategico verso l'intera regione del Nord Africa. È questa la mastodontica sfida agro-industriale avviata in Algeria attraverso il mega-progetto nella provincia desertica di Timimoun, sviluppato dal gruppo italiano BF International.


L’iniziativa si colloca in un momento cruciale per Algeri, fortemente determinata a blindare la propria sicurezza alimentare a seguito degli shock e delle instabilità che hanno colpito i mercati agricoli globali negli ultimi anni. A fare il punto sullo stato dell'arte e sulle complesse fasi di avvio è stato Giovanni Massotti, responsabile agricolo dei progetti di BF International, intervenuto nel programma televisivo “Business Algeria” sull'emittente “El Watania TV”.


Una corsa contro il tempo: infrastrutture create da zero


Il debutto operativo del progetto ha richiesto uno sforzo logistico straordinario. Massotti ha spiegato che i lavori sul campo sono iniziati tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre, una tempistica già considerata leggermente tardiva rispetto al tradizionale calendario agronomico. Questo scarto temporale ha imposto una forte accelerazione per l’allestimento delle infrastrutture di base, in un'area precedentemente isolata e priva di servizi essenziali.


"In pochi mesi abbiamo dovuto creare praticamente tutto da zero"

Giovanni Massotti, Responsabile Agricolo BF International


Il gruppo italiano ha dovuto coordinare in contemporanea una serie di attività industriali e ingegneristiche complesse:


La perforazione dei pozzi idrici per attingere alle riserve idriche sotterranee;

L'installazione e la messa in funzione dei sistemi d'irrigazione;

La costruzione di piste agricole per consentire la movimentazione dei macchinari pesanti;

Il coordinamento e l'organizzazione delle imprese operative sul terreno.


La tecnologia dei "Pivot" italiani e i primi raccolti


Il cuore tecnologico del progetto parla interamente italiano. Il team è riuscito a installare e attivare 40 sistemi di irrigazione a pivot importati dall'Italia, ognuno dei quali è in grado di coprire un raggio di circa 40 ettari. Grazie a questa tecnologia, la superficie iniziale coltivata ha raggiunto circa 1.600 ettari.


Sotto il profilo agronomico, le tempistiche costruttive hanno influenzato la semina: sebbene una parte sia avvenuta nella finestra ottimale (tra metà ottobre e metà novembre), circa il 60% delle coltivazioni è stato avviato oltre il periodo ideale proprio a causa dei tempi tecnici richiesti dal cantiere infrastrutturale. Nonostante ciò, questo primo ciclo produttivo ha fornito all'azienda dati preziosi e insostituibili sulle caratteristiche del suolo, sulla qualità dell'acqua e sulla capacità di adattamento delle varietà di grano nel contesto climatico sahariano.


Visione a lungo termine: l'ecosistema da 36 mila ettari


Quello di Timimoun non è un intervento isolato, ma la costruzione di un vero e proprio ecosistema agricolo. Il piano complessivo si estende su ben **36 mila ettari**, con una superficie netta effettivamente irrigabile stimata tra i 22 mila e i 24 mila ettari.


Trattandosi di terreni vergini, il percorso di stabilizzazione richiederà tempo. I tecnici stimano che saranno necessari tra i 24 e i 36 mesi per mettere a regime le performance agricole dell'area, con l'obiettivo di completare l'intero programma nell'arco di 3-4 anni. Il traguardo finale è ambizioso ma realistico: raggiungere una resa media di 60 quintali per ettaro, un livello altamente competitivo per l'agricoltura desertica.


I vantaggi del deserto e i progetti futuri


Se l'approvvigionamento idrico resta la conditio sine qua non per la riuscita del progetto ("Senza acqua non può esistere un'agricoltura sostenibile nel Sahara", ha ribadito il manager), l'ambiente desertico offre anche inaspettati vantaggi agronomici. La quasi totale assenza di umidità abbatte drasticamente la proliferazione di parassiti e malattie fungine, riducendo al minimo la necessità di ricorrere a trattamenti chimici e pesticidi.


Una volta consolidata la produzione di grano e garantita una base solida di foraggi e mangimi, BF International valuterà, d'intesa con gli azionisti, l'espansione delle attività verso la filiera dell'allevamento, completando così una catena del valore agroalimentare integrata e autosufficiente nel cuore del Nord Africa.

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