Algeria: fiera Batimatec rilancia il piano industriale di Algeri…
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Assadakah News

La 28° edizione di Batimatec, il principale salone internazionale algerino dedicato all'edilizia, ai lavori pubblici e ai materiali da costruzione, conferma l'accelerazione della strategia industriale di Algeri. Acciaio, cemento e componenti prodotti localmente diventano sempre più strumenti di export e integrazione africana, mentre il governo punta a sostenere la domanda interna attraverso il maxi programma abitativo "Aadl 3" e 47 nuovi poli urbani distribuiti tra nord, altopiani e sud del Paese. Dal salone in corso nella capitale emerge un messaggio chiaro: le autorità algerine vogliono trasformare il Paese in un hub manifatturiero mediterraneo e africano, riducendo progressivamente la dipendenza dagli idrocarburi attraverso l'industria di trasformazione e l'export non energetico.
Parallelamente, il gruppo pubblico Gica ha confermato il consolidamento dell'Algeria come esportatore regionale di cemento.
Con 14 cementifici e una capacità superiore a 20 milioni di tonnellate annue, il conglomerato esporta oggi verso Africa occidentale, Europa e America Latina. Dopo aver raggiunto l'autosufficienza nel 2017, il settore del cemento è diventato uno dei simboli della strategia di diversificazione economica perseguita da Algeri.
Batimatec ha inoltre evidenziato la crescita di un tessuto industriale privato specializzato nella componentistica edilizia e nei sistemi di sicurezza, considerato dalle autorità parte integrante della strategia di sostituzione delle importazioni e di sviluppo della produzione locale ad alto valore aggiunto. Nel complesso, il salone ha mostrato un'Algeria industriale che cerca di superare il modello basato sull'export di materie prime, puntando su prodotti trasformati, logistica regionale e integrazione industriale africana.
Il gruppo siderurgico Tosyali Algeria ha utilizzato Batimatec per mostrare la crescente competitività internazionale dell'industria algerina dell'acciaio.
Dall'11 aprile il gruppo ha esportato migliaia di tonnellate di tondino e laminati verso Belgio, Italia, Spagna e Regno Unito attraverso i porti di Mostaganem, Arzew e Orano. I dirigenti del gruppo hanno inoltre annunciato l'avvio, previsto per l'estate 2026, della produzione locale di acciai ad alto valore aggiunto destinati ai settori elettrodomestico e automobilistico, un segmento finora fortemente dipendente dalle importazioni. La strategia industriale algerina si collega direttamente anche al progetto minerario di Gara Djebilet, considerato tra i maggiori giacimenti di ferro al mondo, che le autorità intendono trasformare nella base di una filiera siderurgica integrata capace di produrre semilavorati destinati all'export. Presso lo stand della società algero-qatarina del ferro e dell'acciaio, i responsabili del gruppo hanno illustrato una strategia di espansione che ha già permesso all'azienda di esportare in 47 Paesi, dall'Unione europea agli Stati Uniti, passando per America Latina, Medio Oriente e Asia.
Dal 2021 il gruppo ha esportato circa 2,6 milioni di tonnellate di prodotti siderurgici, generando entrate superiori a 1,5 miliardi di dollari. Parallelamente, è in preparazione un piano di ampliamento che dovrebbe portare la capacità produttiva da 2 a quasi 4 milioni di tonnellate annue, attraverso nuovi investimenti nella riduzione diretta, nella fusione e nella laminazione. La società esportatrice algerina "Nerby", coinvolta nell'operazione, ha spiegato che una prima spedizione sperimentale compresa tra 14 mila e 15 mila tonnellate dovrebbe partire nelle prossime settimane. Se il test logistico avrà successo, i volumi potrebbero aumentare progressivamente fino a raggiungere tra 700 mila e 800 mila tonnellate annue. L'iniziativa assume anche una dimensione strategica, poiché rappresenta uno dei primi collegamenti marittimi industriali strutturati tra Algeria e Sudan, con l'ipotesi di integrare successivamente la linea commerciale in un corridoio regionale più ampio comprendente anche il Qatar.
Uno dei dossier più osservati riguarda proprio il programma abitativo "Aadl 3", considerato tra i principali motori della domanda interna di materiali da costruzione. Le prime consegne delle abitazioni sono previste entro la fine dell'anno, mentre il progetto sarà sostenuto dalla creazione di 47 nuovi poli urbani. Parallelamente, il governo punta a rafforzare le filiere industriali locali legate a cemento, acciaio, plastica e componentistica edilizia. Ma il dato più rilevante emerso durante Batimatec riguarda l'apertura di nuove rotte commerciali verso l'Africa subsahariana, in particolare verso il Sudan, che potrebbe diventare uno dei principali mercati di destinazione per l'acciaio algerino, in vista delle future esigenze di ricostruzione del Paese.
Secondo gli operatori presenti al salone, è in preparazione la prima spedizione marittima di acciaio algerino verso il Sudan, nell'ambito di una domanda stimata in oltre 4 milioni di tonnellate annue nei prossimi quattro anni.



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