Algeria-Italia: a un cittadino algerino la direzione del Centro Enrico Mattei
Agenzia Nova

Italia e Algeria hanno selezionato il direttore del nuovo Centro Enrico Mattei per la formazione, la ricerca e l'innovazione nel settore agricolo, uno dei principali progetti del Piano Mattei, nel Paese nordafricano. Lo ha dichiarato ad "Agenzia Nova" l'Ambasciatrice d'Italia ad Algeri, Alessandra Schiavo, precisando che la persona individuata congiuntamente dai due Paesi è un cittadino algerino. L'avvio delle attività dipende ora dalla finalizzazione del contratto, prevista a breve. Il Centro avrà sede a Sidi Bel Abbe's, nell'Algeria occidentale, e dovrà operare come polo italo-africano per la formazione superiore, la ricerca applicata e l'innovazione agricola. L'iniziativa punta in particolare alla formazione di tecnici, ricercatori e professionisti capaci di utilizzare nuove tecnologie nel settore agricolo e di trasferirle alle realtà produttive locali. I lavori per l'allestimento della struttura hanno registrato progressi nel corso del 2026. A giugno una delegazione dell'Università della Tuscia aveva effettuato un sopralluogo negli spazi dell'ex istituto agricolo per l'allevamento animale destinati a ospitare il Centro. La struttura comprende laboratori scientifici e tecnici, aule, anfiteatri e spazi per ricercatori e partecipanti ai corsi. Il Centro rappresenta il versante formativo della cooperazione agricola che Italia e Algeria, stanno sviluppando nell'ambito del Piano Mattei. In parallelo agli investimenti produttivi, come il progetto di Bf Spa a Timimoun, Roma punta infatti a sostenere la formazione di competenze locali necessarie alla meccanizzazione, alla gestione delle risorse idriche, all'agricoltura di precisione e alla trasformazione agroalimentare. Il progetto è finanziato dalla Cooperazione italiana con 2,5 milioni di euro.
Secondo i dati dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), un milione di euro risulta già utilizzato nell'ambito delle attività preparatorie. Il Centro dovrà sviluppare programmi dedicati ad agricoltura sostenibile, sicurezza alimentare e tutela ambientale e creare una rete stabile tra istituzioni universitarie e di ricerca africane ed europee. La realizzazione del Centro era stata formalizzata attraverso un memorandum d'intesa siglato durante il vertice intergovernativo Italia-Algeria del 23 luglio 2025. Per la parte italiana, il progetto coinvolge l'Università della Tuscia. Il programma prevede una prima fase dedicata alla valutazione delle esigenze formative e tecnologiche del settore agricolo algerino e una seconda fase con master, dottorati, laboratori e attività di ricerca applicata. Secondo la documentazione della Cooperazione italiana, i beneficiari diretti previsti sono 910, tra studenti, giovani ricercatori, docenti, tecnici, operatori agricoli ed esperti, oltre ad almeno 20 organizzazioni africane ed europee.




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