Marocco-Italia: a Chellah una nuova fase della cooperazione archeologica
Assadakah News

La nuova fase del progetto riguarda in particolare l'area romana di Sala Colonia, indicata da Salzano come l'ultima grande parte del complesso ancora da sottoporre a un intervento organico di conservazione. La collaborazione tra Siena e le istituzioni marocchine nel settore archeologico si inserisce in un partenariato ormai decennale. Nel caso di Chellah, gli studi condotti dall'ateneo italiano sulla Medersa merinide hanno costituito la base scientifica per gli interventi di restauro realizzati dalle autorita' marocchine. La Medersa, con il suo minareto decorato con mosaici ceramici policromi, secondo gli archeologi, costituisce uno degli elementi piu' significativi della necropoli merinide. Secondo l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), il progetto è realizzato in collaborazione con il ministero marocchino della Cultura, l'Università di Siena e l'Istituto centrale per il restauro di Roma. L'iniziativa punta a combinare ricerca archeologica, conservazione dei siti, formazione e trasferimento di competenze
"Vedere sul campo esperti e giovani studiosi italiani e marocchini lavorare insieme dà il senso più concreto di questa collaborazione: il Marocco valorizza uno dei grandi tesori della propria storia e l'Italia mette a disposizione la qualità della sua ricerca, delle sue università e delle sue competenze nel campo dell'archeologia e della conservazione", ha affermato l'Ambasciatore Salzano. "E' una cooperazione -ha concluso l'Ambasciatore - costruita nel tempo "fatta di conoscenza, formazione e risultati concreti, che rafforza un rapporto già profondo tra Italia e Marocco e ci ricorda quanto le nostre storie si incontrino nel Mediterraneo".
Secondo il diplomatico italiano, "ora si apre una nuova fase, dedicata all'intera area romana di Sala Colonia, l'ultima grande parte del complesso ancora da sottoporre a un intervento organico di conservazione". A guidare il lavoro scientifico è il professor Emanuele Papi, insieme al team di archeologi, ricercatori e studenti dell'Università di Siena, in stretto raccordo con gli esperti marocchini. "Il lavoro a Chellah rientra in un più ampio progetto da tre milioni di euro sostenuto dalla Cooperazione italiana, che interessa anche Volubilis e Lixus e unisce ricerca archeologica, conservazione, formazione e scambio di competenze", ha affermato Salzano.
Inserito dal 2012 nel sito Unesco di Rabat "capitale moderna e città storica", Chellah rappresenta uno dei principali complessi archeologici del Marocco. Le indagini condotte negli ultimi anni hanno inoltre permesso di ampliare la conoscenza dell'antica Sala Colonia: nel 2023 gli archeologi dell'Istituto nazionale di scienze dell'archeologia e del patrimonio (Insap) hanno individuato, nelle aree est e sud-est delle mura merinidi, nuovi elementi dell'insediamento antico, tra cui il sistema difensivo e quello che è stato identificato come il porto della città.




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