All'Ambasciatore armeno Karapetyan il Premio speciale per la pace

Letizia Leonardi (Assadakah News) - Un riconoscimento al valore della pace e, al tempo stesso, un richiamo alla memoria storica del popolo armeno. Il 13 ottobre, nella sede di Palazzo Valentini a Roma, all’ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia, Vladimir Karapetyan, è stato conferito il Premio speciale del Consiglio comunale di Roma e della Presidenza della Regione Lazio, nell’ambito della seconda edizione del Premio “Note di Pace”.
L’iniziativa, dedicata alle persone e alle organizzazioni impegnate nella promozione della pace, del dialogo e della solidarietà, ha assunto un significato particolare per il legame con la storia armena. La cerimonia è stata infatti dedicata alla memoria di Suzanne Altun, nonna di Sara Pastore, sopravvissuta al genocidio armeno del 1915. Sara Pastore, attrice e cantante, figlia del regista Sergio Pastore, ha curato la direzione artistica e la conduzione dell’evento, organizzato in collaborazione con le istituzioni romane e laziali.

La presenza di Karapetyan ha conferito alla manifestazione una dimensione diplomatica, riportando l’attenzione sull’Armenia contemporanea e sulla necessità di costruire condizioni di stabilità in una regione segnata da conflitti e tensioni. Dopo la proiezione di un cortometraggio dedicato all’Armenia, l’ambasciatore ha ringraziato per il riconoscimento, sottolineando il valore universale della pace e l’importanza di iniziative capaci di mantenerla al centro del confronto pubblico.
Nel suo intervento, Karapetyan ha richiamato in particolare l’impegno del Governo della Repubblica d’Armenia per il consolidamento di una pace duratura e stabile nella regione del Caucaso meridionale. Un obiettivo che richiede continuità nel dialogo politico e diplomatico, oltre alla volontà di superare le contrapposizioni attraverso soluzioni capaci di garantire sicurezza e prospettive concrete per le popolazioni coinvolte.
Il premio assume un valore significativo anche alla luce della storia armena. Il genocidio del 1915, che provocò la deportazione e la morte di un numero enorme di armeni nell’Impero ottomano, costituisce una ferita profonda nella memoria collettiva del popolo armeno. Dedicare la cerimonia a una sopravvissuta significa ricordare che la pace non può essere separata dalla conoscenza della storia, dalla tutela della memoria e dal rispetto della dignità umana.

Nel corso dell’evento, il consigliere comunale Yuri Trombetti ha consegnato riconoscimenti anche a Enrico Mentana, direttore del telegiornale di LA7, e ad Alessio Gallicola, vicedirettore del quotidiano Il Tempo, insieme ad altre personalità del mondo dell’informazione, della cultura e dell’impegno civile.
La cerimonia romana ha così unito diplomazia, cultura e memoria, mettendo in relazione il ricordo di una tragedia del Novecento con le sfide del presente. Per l’Armenia, il riconoscimento assegnato al proprio ambasciatore rappresenta un’occasione per richiamare l’attenzione sul percorso verso una pace stabile nel Caucaso meridionale. Per tutti, il ricordo di Suzanne Altun rinnova una lezione che attraversa le generazioni: la pace non è soltanto un auspicio, ma una responsabilità che richiede memoria, dialogo e impegno concreto.




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