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Alla Santa Sede il Marocco protagonista della Giornata dell'Africa

  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Amal El Harrar


In un'atmosfera di profonda convivialità e solennità diplomatica, lo scorso 20 giugno 2026 l’Ambasciata del Regno del Marocco presso la Santa Sede ha co-organizzato e preso parte alle celebrazioni ufficiali della Giornata dell’Africa, unendosi alle altre quindici rappresentanze diplomatiche africane residenti e accreditate in Vaticano sotto l'evocativo tema "63 anni di unità, integrazione e sviluppo, celebriamoli insieme". L'evento, inizialmente previsto per il tradizionale 25 maggio e successivamente posticipato per stringenti ragioni logistiche e di agenda pontificia, ha rappresentato un momento di straordinario valore simbolico, capace di consacrare la storia, l'unità e il forte slancio verso il futuro di un intero continente. La fraternità e l’impegno condiviso per la crescita dell'Africa sono stati celebrati in un'autentica esplosione di colori, melodie, manufatti artigianali e tradizioni gastronomiche d’eccellenza, un contesto di grande prestigio in cui il Marocco ha saputo mettere in piena luce non soltanto il proprio immenso patrimonio storico, ma anche il suo ruolo di leadership geopolitica ed economica, essendo oggi il primo investitore in Africa occidentale e il secondo a livello continentale. Questa centralità si riflette direttamente nelle grandi visioni strategiche promosse da Rabat, come le Iniziative Reali volte a facilitare l’accesso dei Paesi del Sahel all'Oceano Atlantico e il Processo degli Stati Africani Atlantici (PEAA), pilastri di una diplomazia solidale che crede fermamente nella capacità delle nazioni africane di governare il proprio sviluppo da protagoniste. La giornata si è aperta con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale nigeriano Francis Arinze, il quale ha voluto porre l'accento sulla centralità della persona umana e sulla promozione del bene comune quali prerequisiti indispensabili per la prosperità del continente e delle sue giovani generazioni. Successivamente, l’Ambasciatore del Camerun e Decano del Gruppo Africano ha pronunciato un discorso di alto valore storico, ricordando i padri fondatori dell'emancipazione e del panafricanismo, tra i quali ha tributato un omaggio speciale alla memoria di Sua Maestà il Re Mohammed V, richiamando l'imperativo categorico della pace, della sicurezza e dell'amicizia tra i popoli per rispondere alle legittime ambizioni dei cittadini africani.

Ad arricchire la cerimonia ufficiale è stata la proiezione del videomessaggio del Presidente della Repubblica del Burundi e Presidente in esercizio dell’Unione Africana, Évariste Ndayishimiye, il quale ha lanciato un forte appello agli Stati membri per intensificare l'integrazione regionale, la buona governance e la valorizzazione delle risorse endogene a beneficio diretto delle popolazioni locali. Al termine dei protocolli istituzionali, l’inaugurazione dei padiglioni espositivi ha visto il Marocco catalizzare l'attenzione dei numerosi ospiti grazie a uno stand artigianale curato nei minimi dettagli, che ha suscitato un vivo interesse per la finezza delle sue creazioni, accompagnato da un apprezzatissimo buffet gastronomico che ha esaltato le specialità culinarie del Regno. L'evento si è concluso con una suggestiva sequenza di proiezioni fotografiche e musicali dei sedici Paesi partecipanti, offrendo una magnifica panoramica sulla straordinaria diversità culturale del continente e consacrando l'efficacia del soft power africano nel cuore della diplomazia internazionale.

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