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'Alto Commissario delle Nazioni Unite sud Libano

21 apr
Tempo di lettura: 3 min

Assadakah Sud Libano

 

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite

visita un centro di accoglienza a Musaitbeh, accompagnato dal Governatore Abboud e dalla Dott.ssa Mohanna: la dignità degli sfollati al centro della risposta umanitaria

Al-Sadaqa - Libano meridionale

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Barham Salih, ha visitato ieri la Seconda Scuola Femminile Ufficiale di Musaitbeh, convertita in un centro di accoglienza per sfollati a causa dell'escalation dell'aggressione israeliana contro il Libano. Si tratta di uno dei 690 centri di accoglienza aperti, che ospitano un totale di 141.613 sfollati e 37.349 famiglie, secondo i dati diffusi dall'Unità di Gestione del Rischio di Disastri del Gran Serail al 15 aprile 2026.

L'Alto Commissario era accompagnato da una delegazione dell'UNHCR, tra cui Carolina Lindholm Billing, Rappresentante dell'UNHCR in Libano, e Galia Gubaeva, Capo dell'Ufficio per il Monte Libano e il Libano meridionale. Erano presenti anche il Governatore di Beirut, il Giudice Marwan Abboud, il Presidente della Fondazione Internazionale Amel, Dott. Kamel Mohanna, la rappresentante del Ministero degli Affari Sociali, Dott.ssa Ola Boutros, e un team di collaboratori della Fondazione.

 

Durante la visita, la delegazione è stata informata sull'impegno della Fondazione Internazionale Amel nelle difficili condizioni di vita all'interno dei centri di accoglienza, dove gli sfollati affrontano quotidianamente problemi legati al sovraffollamento, alle infrastrutture inadeguate e alla mancanza di servizi di base, in particolare nei settori della salute, dell'acqua, dei servizi igienico-sanitari e della protezione, oltre alle crescenti pressioni psicologiche derivanti dallo sfollamento e dall'instabilità. La delegazione ha ascoltato direttamente le testimonianze di famiglie sfollate, che hanno espresso le loro difficoltà nel procurarsi i beni di prima necessità e la loro costante ansia per il futuro in assenza di soluzioni sostenibili.

 

La Fondazione Internazionale Amel svolge un ruolo fondamentale in questo contesto, operando in oltre cento centri di accoglienza, oltre ai suoi centri sanitari e sociali fissi e alle cliniche mobili dislocate in diverse regioni del Libano. L'organizzazione sostiene gli sfollati attraverso programmi di assistenza sanitaria di base, protezione e supporto psicosociale, ponendosi in prima linea nella risposta umanitaria.

 

Nel corso della visita, l'Alto Commissario Saleh ha elogiato la solidarietà e la coesione tra le diverse comunità libanesi e le istituzioni umanitarie e governative, esprimendo la speranza di una rapida conclusione della tragedia in Libano, che addolora il mondo intero. Ha inoltre affermato che l'UNHCR non esiterà a sostenere il Libano e ad assisterlo nel superare questa crisi, affinché possa emergere più forte, capace di ripresa e crescita.

 

Il Governatore Abboud ha pronunciato un discorso ringraziando le Nazioni Unite per gli sforzi e il sostegno offerti al Libano, sia allo Stato che alla sua popolazione, poiché il Libano non avrebbe potuto affrontare questo disastro da solo, dato che il bisogno superava di gran lunga le risorse disponibili.

 

Carolina Lindholm, rappresentante dell'UNHCR in Libano, ha sottolineato che "l'entità dei bisogni supera le risorse disponibili, il che rende urgente un aumento del sostegno internazionale e un coordinamento più intenso con i partner locali, che svolgono un ruolo cruciale nel raggiungere le comunità colpite. Garantire alloggi dignitosi non è solo una questione di fornitura di servizi, ma un impegno fondamentale per la tutela della dignità e dei diritti umani".

 

Da parte sua, il dottor Kamel Mohanna ha affermato che il Libano sta attraversando uno dei periodi più critici della sua storia, in cui le crisi si intersecano e gravano pesantemente sulla popolazione. Ha aggiunto che ciò che si osserva nei centri di accoglienza non sono solo numeri, ma storie umane che racchiudono la sofferenza e la resilienza delle persone. Ha sottolineato che la dignità umana deve rimanere il principio guida di tutti gli interventi e che non si può permettere che la sofferenza degli sfollati diventi una realtà permanente. Ha affermato: “Noi di Amel crediamo che lavorare con e per le persone sia la vera strada per il cambiamento, e dedichiamo tutte le nostre risorse a rafforzare la loro resilienza. Tuttavia, la portata delle sfide richiede una responsabilità collettiva e una vera collaborazione tra tutte le parti, perché proteggere gli individui è il fondamento per proteggere la società.”

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