Ambasciatrice Palestina: genocidio mai fermato, non ascoltate la propaganda di Israele
- 22 feb
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Assadakah News

"Grazie per questa occasione di visibilità che per noi è molto importante e ci consente di fare un appello ai media: per favore, stateci vicino e date attenzione a quanto avviene in Palestina. Scavate più a fondo, non fermatevi al semplice ripetere la propaganda di Israele, soprattutto adesso. A Gaza il genocidio non si è mai fermato, seppur molto più lento di quanto accadeva prima". Lo ha detto Mona Abuamara, Ambasciatrice di Palestina in Italia, intervenendo alla Camera, in occasione della consegna della Panchina d'oro speciale Aiac 2025 al ct della Nazionale di calcio palestinese, Ehab Abu Jazar, in corso nella sala stampa della Camera."Oggi parliamo di sport, la cosa più pura che consente ai ragazzi che vengono da una piccola città di trovarsi davanti al mondo, che porta una serie di valori che purtroppo spesso i palestinesi si vedono negati. La stessa restrizione che vedono gli studenti palestinesi a cui non è consentito studiare, le famiglie che hanno bisogno di un ospedale o che cercano di tornare a casa dopo uno sfollamento- ha spiegato Abuamara- Un metodo sistematico di oppressione, e denunciarlo, quando si parla di sport, non vuol dire politicizzare: siamo sempre accusati di strumentalizzare e politicizzare mentre i diritti umani vengono branditi da Israele come fossero armi. Parlarne vuol dire esistere, pretendere che i palestinesi non ne parlino non è neutralità. Gli atleti palestinesi, ha sottolineato l'ambasciatrice, "non chiedono attenzioni o trattamenti speciali, ma di essere trattati come qualsiasi altra persona, mentre assistiamo al trattamento degli atleti israeliani, che magari pochi giorni prima hanno compiuto crimini di guerra, che vengono celebrati come fossero atleti normali. Si dice che lo sport dovrebbe essere un ponte, ma un ponte per essere costruito ha bisogno di basi solide come uguaglianza, dignità, parità tra le persone. Il diritto allo sport per un bambino palestinese è la possibilità di riaffermare il suo diritto a vivere. Cerchiamo di dar loro la possibilità di vivere una vita normale e facciamo sì che la fiamma olimpica sia davvero quel simbolo di pace e dignità che ci accomuna tutti.




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