top of page

Arabia Saudita…quando la cultura diventa un ponte dal deserto al mondo

6 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

✍🏻 *Mahmoud Ramadan

 

Quando si parla di Arabia Saudita all'estero, spesso vengono in mente immagini di petrolio, deserto, economia e politica. Ma il Regno, con la sua storia secolare e la sua vasta diversità geografica e culturale, ha iniziato negli ultimi anni a mostrare al mondo un altro volto: un volto plasmato da cultura, patrimonio, arte, città e storie umane.

Non si tratta di cancellare la vecchia immagine, bensì di aggiungerne una nuova.

L'Arabia Saudita non è un'entità monolitica. Dal Najd con la sua storia, architettura e poesia, all'Hijaz con le sue città storiche e l'apertura alle culture del mondo, dall'Asir con il suo patrimonio e le sue arti, alla Provincia Orientale legata al mare e al commercio, si forma un mosaico culturale che conferisce al Regno una diversità raramente catturata da una singola immagine.

Ed è qui che risiede l'importanza della cultura come uno degli strumenti del soft power. I Paesi si definiscono non solo attraverso la loro economia o il loro potere politico, ma anche attraverso la loro capacità di far conoscere agli altri la propria società, la propria storia, le proprie arti e la propria esperienza umana unica.

Al-Ula offre un esempio lampante di questa trasformazione. Siti storici, monumenti e paesaggi naturali non sono più semplici testimonianze del passato, sono diventati parte integrante di un'esperienza culturale e turistica che fonde storia, arte ed eventi internazionali, aprendo una nuova finestra sulle civiltà che hanno prosperato nella penisola arabica.

Nella città storica di Gedda la storia è diversa, ma complementare. I quartieri antichi, l'architettura tradizionale e i ricordi del mare, dei pellegrinaggi e dei commerci raccontano la storia di una città che, per secoli, è stata un punto d'incontro per popoli e culture diverse.

Anche Riyadh, la capitale moderna, si è trasformata in un vasto spazio per eventi culturali e artistici, mentre il cinema, la musica, le arti visive e la letteratura saudite stanno acquisendo sempre maggiore importanza sia a livello locale che internazionale.


Altrettanto importante è la nuova generazione di creativi sauditi. Poeti, romanzieri, artisti, registi e designer non presentano più le loro opere esclusivamente a un pubblico locale; le piattaforme digitali e i festival internazionali hanno permesso alla creatività saudita di raggiungere un pubblico arabo e globale, trasformando i creatori in ambasciatori della cultura del loro Paese.

In questo contesto, il soft power non si traduce in propaganda, bensì nella capacità di costruire legami umani con gli altri. Significa che il mondo conosce l'Arabia Saudita attraverso i suoi poeti, artisti, la sua cucina, la sua architettura e la sua musica, oltre che attraverso la sua economia e la sua geografia.

Ecco perché l'esperienza culturale saudita odierna merita di essere studiata. Il Regno non si limita a esibire il proprio patrimonio, si impegna a trasformarlo in un linguaggio contemporaneo capace di interagire con il mondo.

Dal deserto che ha preservato poesie e storie alle città che ospitano arte e cultura, l'Arabia Saudita sembra stia riscoprendo il proprio soft power. È un percorso che non mira a cambiare il passato, ma piuttosto a dargli una nuova opportunità di essere ascoltato a livello globale.

L'Arabia Saudita oggi si rivolge al mondo attraverso la cultura, sta semplicemente dicendo: abbiamo una storia che custodiamo con affetto, un presente in continua evoluzione e un futuro che vogliamo contribuire a plasmare.


*Rappresentante dell'Associazione di Amicizia Italiano-Araba in Libano

Commenti


bottom of page