Armenia - Cani liberi e felici

Talal Khrais (Assadakah News) - In questi giorni ho girato molto a Yerevan. È una città che amo da sempre, bellissima.
Camminando ho notato una cosa che mi ha colpito: ci sono tantissimi cani liberi. Girano tranquillamente tra la gente, senza paura e senza che nessuno abbia paura di loro. Sono cani affettuosissimi che amano le carezze da chiunque sia disposto a offrirgliele. Gli armeni sembrano essersi abituati a questa convivenza e i turisti spesso si stupiscono di questi amici a quattro zampe che non chiedono nulla se non un po' di coccole e di amicizia. Come mi ha spiegato una collega, qui è diffusa l'idea che gli animali non debbano essere schiavi dell'uomo.

Sono cani registrati dal Comune di Yerevan, controllati e vaccinati. Non sono cani randagi, come verrebbero considerati in Italia che, appena individuati, vengono presi e messi nelle gabbie dei canili ad aspettare un'adozione che spesso non avverrà mai. La gente armena si prende cura di loro, li nutre, ma non li tiene chiusi in casa. Quando fa freddo, dormono nei piccoli rifugi di legno costruiti apposta per loro dagli abitanti nei cortili e sui marciapiedi.
Si può dire che sono cani adottati dalla collettività, ma lasciati liberi. E loro sono felici di vivere così.
La cosa che mi ha divertito di più è la loro intelligenza: hanno imparato a vivere in città. Attraversano la strada solo quando il semaforo è verde e si allontanano per i loro bisogni, quasi sapessero che non ci sarebbe nessuno pronto a raccoglierli. Anche loro vogliono una città pulita.
Stamattina ero con un gruppo di persone in attesa sulle strisce. Con noi c'erano due cani. Sono rimasti fermi, hanno aspettato il verde e hanno attraversato insieme a noi. Ho sempre sostenuto che gli animali devono essere liberi . Noi giornalisti abbiamo uno spiccato spirito di osservazione. Ho visto molto spesso cani che manifestano segni di oppressione, stress o ansia tra le mura domestiche o portati al guinzaglio, a volte anche con la museruola.
Secondo me la maggior parte di quelli che hanno il cane in casa non cercano di identificare le cause scatenanti per poter intervenire sul benessere psicofisico del loro amico a quattro zampe.
Dall'Armenia, una piccola, grande lezione di civiltà.




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