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Armenia: la Scala arriva a Yerevan

  • 4 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Letizia Leonardi (Assadakah News) - L’opera italiana fa da ponte nella collaborazione tra Yerevan e la Scala di Milano. Yerevan rafforza i legami culturali con l’Italia attraverso l’opera e il balletto. Lunedì 2 febbraio l’Ambasciatore italiano Alessandro Ferranti ha visitato il Teatro Nazionale Accademico Armeno dell’Opera e del Balletto, incontrando il direttore e maestro Karen Durgaryan.

Un appuntamento tutt’altro che formale. L’incontro ha infatti consolidato una collaborazione artistica già avviata tra la storica istituzione armena e l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, destinata a tradursi in un progetto concreto e di grande valore simbolico.

Il primo grande traguardo sarà la messa in scena dell’opera “I Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo, prevista per il 27 marzo 2026 a Yerevan. Una produzione che porterà sul palco armeno una squadra interamente italiana, composta da giovani professionisti già affermati a livello internazionale: Mario Acampa alla regia, Eleonora Peronetti per le scenografie e Chiara Amaltea-Ciarelli per i costumi.

Durante il colloquio è stato anche ribadito il peso del Memorandum di collaborazione firmato tra i due enti, pensato non come semplice “scambio di cortesia”, ma come un programma strutturato di cooperazione e formazione tra artisti, tecnici e interpreti.

A rendere visibile questa nuova fase, la presenza all’incontro di due protagoniste italiane che rappresentano un piccolo primato: l’oboista Lia Scalas e la ballerina Sofia Pagani, recentemente entrate nell’Orchestra e nel Corpo di Ballo del Teatro armeno, prime italiane in assoluto a far parte stabilmente delle due formazioni.

Il maestro Durgaryan ha inoltre illustrato all’ambasciatore le principali attività del Teatro, le produzioni già realizzate e i progetti futuri che potrebbero vedere ancora una volta un forte coinvolgimento italiano. Tra le ipotesi in discussione, anche una possibile collaborazione su un titolo di peso come “Otello”.

Al termine della visita, entrambe le parti hanno espresso soddisfazione per un percorso che si sta trasformando in un vero partenariato culturale. Un’intesa che punta a rafforzare le relazioni tra Armenia e Italia attraverso un linguaggio che non ha bisogno di traduzione: musica, opera e danza.

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