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Armenia: nasce il Noah Park con forte impronta italiana

  • 23 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Letizia Leonardi (Assadakah News) - A Vagharshapat, nel cuore della provincia armena di Armavir, prende forma uno dei progetti infrastrutturali sportivi più ambiziosi degli ultimi anni nel Paese: il “Noah Park”, la nuova cittadella dello sport promossa dall’FC Noah, attuale campione nazionale armeno.

La presentazione ufficiale dell’iniziativa si è svolta lunedì 18 maggio alla presenza di autorità istituzionali armene, rappresentanti internazionali e figure di primo piano del mondo sportivo. Tra gli ospiti anche l’Ambasciatore d’Italia in Armenia, Alessandro Ferranti, a testimonianza di un coinvolgimento italiano che, in questo progetto, appare tutt’altro che marginale.

Alla cerimonia hanno preso parte il Ministro dell’Istruzione, della Scienza, della Cultura e dello Sport Zhanna Andreasyan, il Ministro dell’Amministrazione Territoriale e delle Infrastrutture Davit Khudatyan, il Capo di Gabinetto del Primo Ministro Arayik Harutyunyan, il presidente dell’FC Noah Vardges Vardanyan e l’ex fuoriclasse portoghese Luís Figo, ospite d’onore dell’evento.

Il Noah Park non sarà soltanto un nuovo stadio. L’idea alla base del progetto è quella di creare un vero polo multifunzionale capace di unire sport, formazione, socialità e sviluppo urbano. Il complesso comprenderà infatti uno stadio moderno, un’accademia calcistica per i giovani, aree pubbliche e spazi ricreativi progettati secondo standard internazionali, con particolare attenzione alla sostenibilità e all’utilizzo quotidiano delle strutture da parte della comunità.

Un aspetto particolarmente significativo riguarda il ruolo delle aziende e dei professionisti italiani coinvolti nella progettazione dell’opera. Durante la presentazione è stato infatti sottolineato come l’esperienza italiana nel settore delle infrastrutture sportive rappresenti uno dei riferimenti principali del progetto. Non a caso sono stati citati modelli come lo Allianz Stadium, lo Stadio Renato Dall'Ara e lo Stadio Partenio-Lombardi.

Dietro questi richiami non c’è soltanto un omaggio al calcio italiano, ma un messaggio preciso: l’Armenia punta a modernizzare le proprie infrastrutture aprendosi sempre più a competenze e investimenti internazionali. E l’Italia, in questo processo, sta ritagliandosi uno spazio importante, soprattutto nei settori dell’architettura, dell’ingegneria e dello sviluppo urbano.

Il progetto Noah Park si inserisce infatti in una strategia più ampia di rinnovamento infrastrutturale che il Paese sta portando avanti negli ultimi anni, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alla costruzione di spazi moderni e inclusivi. L’obiettivo dichiarato dai promotori è creare un ecosistema sportivo capace non solo di rafforzare il calcio giovanile, ma anche di produrre ricadute economiche e sociali sul territorio attraverso investimenti di lungo periodo.

In un’area del Caucaso spesso raccontata soltanto attraverso tensioni geopolitiche e fragilità regionali, iniziative come questa mostrano invece un’altra Armenia: un Paese che prova a costruire sviluppo, attrarre competenze internazionali e investire sul futuro partendo anche dallo sport.

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