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Armenia: Pashinyan verso il terzo mandato

  • 1 ora fa
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - Lo scrutinio è iniziato da qualche ora ma già emergono i primi dati parziali e gli exit poll disponibili indicano un netto vantaggio del partito di governo, il Civil Contract, partito guidato da Nikol Pashinyan, pare avviarsi verso la vittoria. Secondo i primi risultati pubblicati nella serata, il partito del premier in carica sarebbe attorno al 52,5% dei voti scrutinati nelle prime sezioni conteggiate.

Se questa tendenza verrà confermata dallo scrutinio completo Pashinyan otterrà il terzo mandato. Verrà confermato l'orientamento politico che negli ultimi anni ha cercato di avvicinare il Paese a UE e Stati Uniti, mantenendo al contempo il processo di pace con l'Azerbaijan.

Il principale sfidante era Samvel Karapetyan, leader del movimento Strong Armenia, che secondo i primi dati sarebbe nettamente dietro al partito di governo.

Secondo i risultati preliminari pubblicati dalla Commissione Elettorale e riportati dall'agenzia Armenpress, Civil Contract avrebbe ottenuto circa il 57,14% dei voti, mentre l'alleanza Strong Armenia sarebbe intorno al 21,43%.

Un segnale importante è arrivato anche dall'estero: il primo ministro georgiano Irakli Kobakhidze ha già inviato le congratulazioni a Pashinyan per la vittoria del suo partito.

Nelle prossime ore dovrebbero arrivare i risultati quasi definitivi con la distribuzione dei seggi, di chi entra e chi resta fuori dal nuovo Parlamento e le conseguenze politiche per Armenia, Russia, Unione Europea e Azerbaijan.

Da non sottovalutare l'indignazione dei circa 30.000 armeni dell'Artsakh sono stati privati ​​del diritto di voto in Armenia. L'avvocato Roman Yeritsyan lo ha denunciato sui social media.

Secondo lui, le organizzazioni internazionali e le missioni di osservazione hanno ignorato questa grave violazione, concentrandosi invece sulla documentazione delle irregolarità nei seggi elettorali.

Ha spiegato che nel maggio 2026, il Tribunale civile ha ordinato al Servizio per la Migrazione e la Cittadinanza di includere i residenti dell'Artsakh nelle liste elettorali e di consentire loro di partecipare alle elezioni. La sentenza del tribunale stabiliva esplicitamente che la decisione era definitiva e non soggetta ad appello, ma il Servizio per la Migrazione ha comunque presentato ricorso.

I residenti dell'Artsakh privati ​​del diritto di voto hanno successivamente intentato causa in merito, ma non sono stati in grado di avvalersi di questa opportunità.

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