top of page

Armenia: tra Bruxelles e Mosca cresce la tensione geopolitica

  • 9 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Letizia Leonardi (Assadakah News) - L’Armenia accelera il riavvicinamento all’Unione europea, ma da Mosca arriva un avvertimento sempre più esplicito. Il Cremlino accusa Yerevan di voler “stare seduta su due sedie”, cercando cioè di mantenere contemporaneamente i rapporti strategici con la Russia e di rafforzare l’integrazione con l’Occidente. Una posizione che, secondo il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, “non sarà sostenibile a lungo”.

Le dichiarazioni russe arrivano pochi giorni dopo il primo vertice ufficiale tra Unione europea e Armenia svoltosi a Yerevan, dove Bruxelles ha confermato la volontà di portare le relazioni bilaterali “a un nuovo livello”. Nel documento congiunto firmato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, dal presidente del Consiglio europeo António Costa e dal premier armeno Nikol Pashinyan, l’Unione europea ribadisce il proprio sostegno alla “sovranità”, alla “resilienza” e al programma di riforme dell’Armenia, con l’obiettivo dichiarato di avvicinare sempre di più il Paese alle strutture europee.

Mosca osserva con crescente irritazione questo processo. Ushakov ha sottolineato che i benefici economici di cui gode oggi l’Armenia sarebbero legati proprio alla cooperazione con la Russia e alla partecipazione all’Unione Economica Eurasiatica. Secondo il Cremlino, l’attuale crescita armena sarebbe stata favorita dal rapporto privilegiato con Mosca e un allontanamento potrebbe avere conseguenze sulle relazioni bilaterali.

Il vertice di Yerevan, però, ha mostrato una direzione politica ormai piuttosto chiara. Bruxelles e Armenia hanno firmato un partenariato sulla connettività destinato a rafforzare i collegamenti nei settori dei trasporti, dell’energia e del digitale. L’intesa punta anche ad aumentare gli investimenti europei nel Paese e ad approfondire la cooperazione economica e tecnologica, compresi i semiconduttori, l’intelligenza artificiale e le infrastrutture digitali.

L’Unione europea ha inoltre aperto alla possibilità di nuovi sostegni finanziari dopo il 2027 e ha annunciato ulteriori passi nel settore della sicurezza. Tra le novità figurano il rafforzamento della cooperazione con Frontex, il sostegno alla liberalizzazione dei visti e il consolidamento della missione europea già presente in Armenia. Bruxelles ha anche confermato l’assistenza militare alle forze armate armene attraverso lo Strumento europeo per la pace, con forniture già avviate per un valore di 30 milioni di euro.

Nel documento finale, Bruxelles ha espresso sostegno anche al processo di pace tra Armenia e Azerbaijan e alla normalizzazione dei rapporti con la Turchia, insistendo sulla riapertura delle vie di comunicazione regionali nel rispetto della sovranità degli Stati.

Durante il vertice è intervenuto anche il presidente francese Emmanuel Macron, che ha lanciato un duro attacco contro le “logiche imperialiste” presenti nella regione, in un riferimento apparso chiaramente rivolto alla Russia. Macron ha descritto l’Unione europea come un modello alternativo alle logiche di egemonia e ha invocato una “coalizione di Stati indipendenti” fondata sul diritto internazionale.

Le parole del leader francese mostrano quanto il Caucaso meridionale sia ormai diventato uno dei nuovi terreni di competizione geopolitica tra Russia e Occidente. Per anni l’Armenia è stata considerata uno degli alleati più fedeli di Mosca nello spazio post-sovietico. Oggi, invece, Yerevan tenta di ridisegnare i propri equilibri strategici, cercando sponde politiche, economiche e militari in Europa.

Resta però aperta la questione centrale: fino a che punto l’Armenia riuscirà davvero a mantenere questo delicato equilibrio senza rompere definitivamente con Mosca. Per il Cremlino il tempo delle ambiguità sembra avvicinarsi alla fine.

Commenti


bottom of page