Armeno nell’identità, universale nella presenza
- 2 giorni fa
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Wael Al-Mawla (scrittore giornalista) - Ci sono popoli capaci di preservare la propria identità e altri capaci di trasformarla in un ponte verso il mondo. L’esperienza armena è forse una delle espressioni più significative di questa capacità: armeno nell’identità, universale nella presenza.
Questa frase racchiude gran parte della storia armena. Ovunque si trovi, l’armeno porta con sé qualcosa della propria patria: la lingua, la memoria, la musica, la cucina, le tradizioni sociali e un profondo senso di appartenenza. Ma, allo stesso tempo, non vive prigioniero del passato. È riuscito a essere presente e protagonista nelle società nelle quali si è insediato.
Da Beirut a Parigi, da Mosca a Los Angeles, da Sydney a Buenos Aires, l’esperienza armena dimostra come la dispersione geografica non significhi necessariamente perdita dell’identità. Le comunità armene hanno saputo inserirsi nel tessuto delle diverse società, contribuendo alla loro economia, cultura, arte e vita pubblica, senza rinunciare alla propria specificità.
Forse la chiave sta nel fatto che l’identità armena non è stata costruita soltanto sulla geografia, ma soprattutto sulla cultura. La lingua armena, il particolare alfabeto, la musica, la Chiesa, la letteratura, l’architettura, la cucina e la famiglia sono diventati strumenti attraverso i quali preservare la memoria e trasmetterla di generazione in generazione.
Ma l’aspetto più importante è che l’armeno non ha trasformato la propria identità in un muro che lo separasse dagli altri. Al contrario, in molti casi la propria identità è stata il punto di partenza per aprirsi al mondo. È per questo che troviamo armeni protagonisti in numerosi ambiti della cultura, dell’arte, dell’economia, della scienza e dell’informazione, capaci di portare con sé il proprio nome e la propria cultura e, nello stesso tempo, di contribuire allo sviluppo dei luoghi in cui vivono.
È proprio qui che risiede la peculiarità di questa esperienza: essere fedeli alle proprie radici senza avere paura del mondo; preservare la propria identità senza rifiutare l’altro.
Forse per questo non è possibile racchiudere gli armeni nei confini di uno Stato o di uno spazio geografico.
Esiste l’Armenia in cui vivono gli armeni, ma esiste anche un’altra Armenia, quella che gli armeni portano con sé ovunque vadano.
È un’identità che non ha impedito loro di essere cittadini del mondo; al contrario, forse è stata una delle ragioni della loro presenza globale.
Armeno nell’identità, universale nella presenza. Non è soltanto una frase, ma un’esperienza culturale che dimostra come una persona possa portare la propria patria nel cuore e, nello stesso tempo, aprire il cuore al mondo.




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