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Dal Golfo al Mediterraneo… Algeria e Italia sulla rotta per salvare l’Europa

  • 7 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

✍🏻 Wael Al Mawla (Assadakah News) – Scrittore e giornalista


Con l’espansione dei conflitti in Medio Oriente e con il crescente rischio di chiusura – o anche solo di rallentamento – degli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb, l’Europa sta entrando in una fase di pericolo strategico. La questione non riguarda più soltanto l’aumento dei prezzi del petrolio, ma il rischio concreto di un vero soffocamento economico dovuto all’interruzione delle rotte dell’energia e del commercio globale. In momenti come questi, gli Stati non cercano le soluzioni ideali, ma quelle più vicine, rapide e realistiche. Ed è qui che l’Africa, e in particolare il Nord Africa, emerge non solo come opzione politica, ma come scelta geografica, storica ed economica quasi inevitabile.


Tutti gli indicatori suggeriscono che l’Africa diventerà la profondità strategica dell’Europa per energia, alimentazione e materie prime, almeno fino a quando il Medio Oriente non ritroverà una nuova stabilità. Tuttavia, questa svolta non sarà priva di tensioni, perché aprirà la porta a una grande competizione internazionale per l’influenza in Africa tra Europa, Cina, Russia e Turchia. In tempi di crisi globali, chi controlla le risorse africane possiede una vera leva di potere mondiale.


Guardare all’Africa, soprattutto al Nord Africa, non è più solo una scelta, ma una necessità quasi inevitabile. Paesi come Algeria e Libia dispongono di risorse energetiche geograficamente vicine all’Europa, trasportabili tramite gasdotti o direttamente attraverso il Mediterraneo, senza passare per rotte marittime a rischio. L’Algeria, in particolare, potrebbe diventare un attore centrale nella nuova equazione energetica europea: non solo per gas e petrolio, ma anche per il suo enorme potenziale nell’idrogeno verde e nell’energia solare, settori fondamentali per il futuro energetico europeo. Insieme ad Algeria e Libia, il Nord Africa può trasformarsi in una vera profondità strategica per l’Europa, non solo nel settore energetico, ma anche in agricoltura – soprattutto cereali – e nelle materie prime e minerarie.


Questo percorso, però, non è semplice. Le sfide sono reali: instabilità politica in alcuni paesi africani, infrastrutture deboli e una competizione internazionale sempre più aggressiva. La Cina ha già superato l’Europa in molti investimenti nel continente, mentre Russia e Turchia stanno cercando di consolidare la loro presenza politica, militare ed economica.


In questo scenario, l’Italia emerge come un attore particolarmente abile nel tentare di sfruttare questa fase storica. Negli ultimi anni Roma ha rafforzato le relazioni energetiche con l’Algeria e con diversi paesi del Nord Africa, e punta a diventare la principale porta energetica verso l’Europa: un hub di transito e distribuzione del gas e dell’energia provenienti dall’Africa verso il resto dell’Unione Europea. Se l’Italia riuscirà in questo obiettivo, non solo contribuirà a risolvere parte della crisi energetica europea, ma rafforzerà anche il proprio peso politico all’interno dell’Europa.


L’Europa, tuttavia, non si affiderà a un’unica soluzione. Si muoverà su più direttrici contemporaneamente: aumenterà l’importazione di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti e dal Qatar, accelererà i progetti di energia rinnovabile sul territorio europeo, potrebbe rilanciare la cooperazione energetica con la Norvegia e trasferirà parte delle sue industrie nel Nord Africa per ridurre la dipendenza dall’Asia e dalle rotte marittime più pericolose.


La conclusione strategica può essere riassunta in una frase: l’Europa non sostituirà il Golfo, ma lavorerà per ridurre la dipendenza da esso. In altre parole, costruirà un nuovo sistema energetico e di approvvigionamento basato sulla diversificazione delle fonti: una parte dall’Africa, una parte dal gas naturale liquefatto, una parte dalle energie rinnovabili e una parte da fonti vicine e sicure. Al centro di questa trasformazione emergerà un nuovo asse nel Mediterraneo: Algeria come fonte di energia, Italia come porta di accesso e Europa come potenza alla ricerca di una via di salvezza in un mondo che viene ridisegnato dalla forza, dalla geografia e dall’economia.


▪️Membro dell’Associazione di Amicizia Italo-Araba

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