Damasco: Ambasciatore Italia sottolinea il ruolo della cultura nella costruzione di ponti tra i popoli
- 11 lug
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di Wael Al-Mawla – Damasco

In una città che ha sempre fatto della cultura uno degli elementi fondanti della propria identità, è stata inaugurata presso lo storico spazio "The Khan", in via Midhat Pasha, la mostra "Damasco ci unisce", alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia a Damasco, Stefano Ravagnan, e del Vice Ministro della Cultura siriano, Saad Naasan. Un evento che conferma come l'arte continui a rappresentare uno strumento privilegiato di dialogo e apertura, nonostante le profonde trasformazioni attraversate dal Paese.
La mostra, organizzata dalla Direzione delle Belle Arti del Ministero della Cultura e aperta al pubblico fino al 3 settembre, offre un'ampia panoramica dell'arte contemporanea siriana attraverso le opere di 34 artisti, provenienti sia dalla Siria sia dall'estero. Pittori e scultori appartenenti a differenti scuole e linguaggi artistici presentano esperienze che testimoniano la vitalità e la continuità della scena artistica siriana.
L'esposizione non si limita alla pittura, ma comprende anche scultura, incisione, installazioni artistiche, videoarte, fotografia e opere tessili realizzate con filo e ricamo, evidenziando l'evoluzione dei linguaggi espressivi e la capacità degli artisti siriani di coniugare tradizione e modernità in una visione estetica contemporanea.
La partecipazione dell'Ambasciatore italiano assume un significato che va oltre il valore protocollare, rappresentando un segnale concreto dell'importanza della cooperazione culturale quale strumento di dialogo tra i popoli e di promozione di nuove opportunità di collaborazione nei settori creativi, nella convinzione che la cultura costituisca un linguaggio universale capace di superare confini e differenze.
La mostra "Damasco ci unisce" conferma, infine, come la capitale siriana continui a essere un luogo d'incontro per artisti e intellettuali, dove il confronto di idee ed esperienze alimenta la creatività. L'arte si conferma così uno dei mezzi più efficaci per custodire la memoria, valorizzare l'identità e alimentare la speranza, offrendo al pubblico l'opportunità di riscoprire la ricchezza e la pluralità dell'arte contemporanea siriana.
Rappresentante dell'Associazione di Amicizia Italo-Araba in Siria




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