Eid Al Dhah nella Grande Moschea di Roma
- 27 mag
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Mohamed Youssef

Le note dei takbir dell'Eid risuonano nel cielo della capitale italiana: migliaia di musulmani creano un vibrante quadro di tolleranza e convivenza presso la Grande Moschea di Roma.
Con i primi raggi di sole del mattino di Eid al-Adha, il Centro Culturale Islamico d'Italia (la Grande Moschea di Roma) si è trasformato in un vivace polo spirituale e culturale. Migliaia di musulmani residenti in Italia, di diverse nazionalità, si sono riversati nella moschea per la preghiera dell'Eid, in una scena che incarna i valori di fratellanza e integrazione nella società europea.

Un'atmosfera unica di fede e diversità culturale: la Grande Moschea, una delle più grandi moschee d'Europa e capolavoro architettonico che fonde arte islamica e romana, ha visto un notevole afflusso di fedeli fin dalle prime ore dell'alba.
* Un colorato mosaico demografico: diverse nazionalità di origine araba, asiatica e africana si sono mescolate ai musulmani italiani.

* Abiti tradizionali vivaci: i fedeli hanno indossato i loro abiti nazionali, offrendo uno spettacolo suggestivo nei cortili esterni della moschea. • Una calda atmosfera familiare: le famiglie erano entusiaste di portare i propri figli, i cui volti brillavano di gioia mentre portavano palloncini e dolci.
Predica dell'Eid: un appello alla pace e all'integrazione
La predica dell'Eid, pronunciata dal Professor Dr. Salah Ramadan, Capo del Dipartimento di Lingua Italiana dell'Università di Al-Azhar e attuale Imam della Grande Moschea, sia in arabo che in italiano, si è concentrata sui nobili significati dell'Eid al-Adha, tra cui il sacrificio, la solidarietà sociale e l'aiuto ai bisognosi. Il predicatore ha inoltre sottolineato l'importanza di:
* Rafforzare i valori della convivenza: costruire ponti di dialogo continuo con la società italiana.
* Una cittadinanza attiva: mostrare la vera e radiosa immagine dell'Islam come religione che promuove la pace e la tolleranza.
* La solidarietà umana: scambiarsi saluti con vicini e amici non musulmani per promuovere la fratellanza.
Presenza ufficiale e diplomatica
L'atmosfera non si è limitata alla sfera pubblica; l'evento ha suscitato anche un'ampia risonanza:
* Rappresentanza diplomatica di alto livello: erano presenti ambasciatori e rappresentanti di paesi arabi e islamici accreditati in Italia e presso il Vaticano.
* Coordinamento organizzativo e di sicurezza: notevole collaborazione tra l'amministrazione della moschea e le autorità locali del Comune di Roma per gestire il traffico e garantire un flusso regolare di fedeli.
Eid in esilio: un rinnovamento dell'identità
Molti fedeli hanno espresso le proprie emozioni, sottolineando come la preghiera in questo venerabile luogo di culto islamico allevi la nostalgia di casa e doni loro un senso di calore e appartenenza, come se si trovassero nella propria patria. Hanno elogiato l'apertura dimostrata dalla città di Roma e dai suoi cittadini nel rispettare le pratiche religiose sia dei musulmani italiani che dei residenti.



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