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Etiopia chiede al Cairo risarcimenti: l'Egitto si troverà coinvolto in una nuova battaglia per le acque del Nilo?

8 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

di Talal Khrais

 

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La crisi della Grande Diga del Rinascimento Etiope (GERD) tra Egitto ed Etiopia è entrata in una nuova fase di tensione dopo quasi 14 anni di negoziati in stallo.

Uno sviluppo che potrebbe aggiungere una dimensione legale ed economica a una delle questioni più delicate del continente africano.

L'Etiopia ha annunciato la formazione di un comitato per valutare quelle che definisce perdite subite dai suoi progetti idrici a causa di quella che considera un'ostruzione da parte egiziana.

Secondo Addis Abeba, sarebbero stati identificati oltre 22 progetti, tra cui la GERD, sollevando per la prima volta la possibilità di chiedere un risarcimento e di raccogliere prove a sostegno delle proprie richieste.

Questa escalation si verifica mentre Il Cairo mantiene la sua posizione di rifiuto di qualsiasi gestione unilaterale delle acque del Nilo, sottolineando che le questioni relative ai fiumi transfrontalieri devono basarsi sul consenso e sul coordinamento tra gli Stati rivieraschi.

L'Egitto ha ribadito che la sua sicurezza idrica è una questione esistenziale non negoziabile, soprattutto perché il Nilo rimane la principale fonte d'acqua del Paese, data la limitata disponibilità di altre risorse.

I dati rivelano la delicatezza della questione per l'Egitto. Le risorse idriche disponibili ammontano a circa 60 miliardi di metri cubi all'anno, di cui circa il 90% proviene dal Nilo. Le precipitazioni e le acque sotterranee contribuiscono solo in minima parte.

Al contrario, il fabbisogno idrico annuo raggiunge circa 114 miliardi di metri cubi, creando un deficit di circa 54 miliardi di metri cubi all'anno. Un deficit che l'Egitto è costretto ad affrontare con soluzioni costose e complesse.


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Per ridurlo, Il Cairo ha investito miliardi di dollari in progetti di desalinizzazione dell'acqua di mare, trattamento e riciclo delle acque, ampliando il riutilizzo delle acque di drenaggio agricolo e lo sfruttamento delle acque sotterranee nella valle e nel delta del Nilo.

Nonostante questi sforzi, gli esperti sottolineano che, sebbene i nuovi progetti contribuiscano ad alleviare la pressione, non possono compensare il ruolo vitale del Nilo, in particolare nel settore agricolo, che consuma la quota maggiore delle risorse.

Nonostante la sua crescente importanza, l'acqua desalinizzata rimane costosa rispetto all'acqua di fiume e il suo utilizzo diffuso in agricoltura si scontra con significative sfide economiche.

 

Mentre la retorica etiope si sposta dalla difesa della GERD alla discussione sulle potenziali perdite e sui risarcimenti, si pone un nuovo interrogativo sul futuro della crisi: la questione entrerà in una fase più complessa, intrecciando controversie politiche, legali ed economiche, oppure i canali diplomatici riusciranno a contenere l'escalation e a riportare la questione al tavolo dei negoziati?

La risposta potrebbe plasmare le relazioni tra i due Paesi nei prossimi anni e rivelare se la crisi del Nilo si sta dirigendo verso un nuovo capitolo di confronto o verso un'ultima opportunità di soluzione.

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FOTO 1 - La Diga

> Didascalia: La Grande Diga del Rinascimento Etiope (GERD) sul Nilo Azzurro. Dopo 14 anni di negoziati in stallo, Addis Abeba ha annunciato la formazione di un comitato per valutare le perdite dei suoi 22 progetti idrici, aprendo per la prima volta la strada alla richiesta di risarcimenti al Cairo.

FOTO 2 - L'Egitto e il Nilo

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> Didascalia: La Valle del Nilo in Egitto. Il fiume garantisce il 90% delle risorse idriche del Paese, circa 60 miliardi di metri cubi l'anno, a fronte di un fabbisogno di 114 miliardi. Un deficit di 54 miliardi che rende la sicurezza idrica una questione esistenziale non negoziabile per Il Cairo, nonostante gli investimenti in desalinizzazione e riciclo.

FOTO 3 - Lo scontro diplomatico

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> Didascalia: Il tavolo della crisi del Nilo. Da un lato l'Egitto difende i suoi diritti storici, dall'altro l'Etiopia rivendica lo sviluppo energetico. Con la nuova mossa sui risarcimenti, la vertenza rischia di entrare in una fase più complessa, tra contenzioso legale, economico e politico.

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