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Cultura - Gesù e Islam, similitudini e differenze

3 ore fa
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Roberto Roggero* - Gesù è una delle figure più influenti e riconosciute della storia, venerato da miliardi di persone di diverse fedi. Sebbene sia comunemente associato al Cristianesimo, il suo ruolo nell'Islam è altrettanto profondo, anche se spesso meno conosciuto. Nell'Islam, Gesù (chiamato Issa) non è visto come il Figlio di Dio, ma come un profeta e un messaggero di Allah eletto in modo divino, e occupa uno status unico fra i profeti. La tradizione islamica lo descrive come un operatore di miracoli, maestro di saggezza divina e giusto servitore di Dio.

Quali sono le differenze nel modo in cui Gesù è visto nell'Islam rispetto al credo cristiano? Che cosa dice il Corano sulla sua vita, i suoi miracoli e il suo destino?

Gesù è ampiamente riconosciuto nel cristianesimo, ma il suo rilievo si estende anche al di fuori di esso, in particolare nell'Islam. Nella tradizione islamica, egli è uno dei più grandi profeti, con titoli come “Messia”, “Parola di Dio” e “Spirito di Dio”. Sono onori che nemmeno Maometto riceve.

Gran parte delle scritture religiose dell'Islam è costituita dagli hadith, che sono resoconti di discorsi, azioni o approvazioni del profeta Maometto. Sono una fonte fondamentale degli insegnamenti islamici, insieme al Corano. Gli hadith aiutano a interpretare la legge, le credenze e le pratiche islamiche e variano in termini di autenticità e affidabilità.

Secondo un noto hadith, Maometto ha descritto Gesù come il profeta a lui più vicino sia in questo mondo che nell'aldilà. Gesù è tenuto in grande considerazione nell'Islam ed è legato a Maometto come nessun altro profeta.

Gesù è citato 93 volte nel Corano, ma anche altre figure come Mosè, Noè, Adamo, Abramo e Giovanni Battista ricevono menzioni significative. Il suo rilievo è notevole, ma la sua unicità nell'Islam risiede in altri aspetti della sua storia.

La nascita di Gesù è straordinaria nell'Islam, poiché è stato concepito miracolosamente da una vergine, Maria. La storia è simile nel cristianesimo, ma l'Islam afferma il legame divino di Gesù, pur non accettando l'idea che egli sia il Figlio di Dio, quindi la natura divina.

Maria (chiamata Maryam) è la donna più onorata nella tradizione islamica. È l'unica donna nominata nel Corano e un intero capitolo (noto come surah Maryam) è dedicato a lei. I testi islamici sottolineano spesso la sua purezza, la sua devozione e il suo ruolo cruciale nella nascita miracolosa di Gesù.

Nell'Islam, Gesù svolge un ruolo chiave nella “Ora”, il culmine apocalittico della storia umana. Si profetizza il suo ritorno sulla terra per sconfiggere il Dajjal (l'equivalente islamico dell'Anticristo) e inaugurare un'era di giustizia e pace.

Secondo il credo islamico, Gesù tornerà dal Paradiso per uccidere personalmente il Dajjal, impedendo una guerra finale contro l'Islam e assicurando il trionfo della rettitudine.

Anche il Libro dell'Apocalisse del Nuovo Testamento descrive il ritorno di Gesù, ma il suo linguaggio è altamente simbolico. D'altra parte, gli hadith islamici sull'Ora sono generalmente intesi come una previsione di eventi reali.

Il Corano cita Gesù, ma non fornisce racconti dettagliati sulla sua vita. Presuppone che i lettori abbiano già familiarità con le narrazioni bibliche, riferendosi a Gesù come maestro, guaritore, profeta e Messia senza raccontare eventi specifici. A differenza della Bibbia, che offre ampi resoconti degli insegnamenti e degli eventi della vita di Gesù, il Corano lo presenta in modo più astratto. I musulmani si basano su tradizioni e hadith aggiuntivi per comprendere Gesù al di là dei brevi riferimenti del Corano.

Il motivo per cui le storie dettagliate di Gesù non sono necessarie è che l'Islam considera Maometto come il profeta finale, il che significa che gli insegnamenti dettagliati dei profeti precedenti sono meno essenziali. Poiché si ritiene che tutti i profeti abbiano predicato lo stesso messaggio fondamentale, scoprire le parole o le azioni esatte di Gesù non è una necessità teologica.

Nel Nuovo Testamento, dove Gesù compie miracoli solo dopo il battesimo, mentre la tradizione islamica include miracoli infantili. Un resoconto lo descrive mentre dà vita a uccelli di argilla, una storia che compare anche nel “Vangelo dell'infanzia di Tommaso”, un testo cristiano non canonico.

Uno dei pochi racconti coranici su Gesù lo descrive mentre difende la castità di sua madre da neonato. Questo evento, in cui egli parla miracolosamente dalla culla, si trova anche nel testo cristiano del secondo secolo “Il Vangelo dell'infanzia di Tommaso”.

I musulmani credono che Gesù abbia ricevuto una rivelazione divina chiamata Injil (Vangelo), ma non la assimilano al Nuovo Testamento. L'Injil si riferisce al messaggio rivelato da Dio a Gesù, non ai resoconti scritti dai seguaci successivi.

L’Islam ritiene che l'Injil originale dato a Gesù sia andato perduto o sia stato alterato. Il Nuovo Testamento non è considerato un resoconto affidabile del messaggio di Gesù, anche se a volte viene citato nelle discussioni interreligiose per trovare un terreno comune.

Per i cristiani, il Vangelo riguarda la morte e la resurrezione di Gesù, che in ultima analisi offre la salvezza. Per l'Islam, invece, il messaggio di Gesù è semplicemente un'altra prosecuzione della guida di Dio, in linea con gli insegnamenti monoteistici fondamentali dei profeti precedenti, come Abramo e Mosè.

È interessante notare che il Corano afferma che Gesù non fu crocifisso. Al contrario, Dio lo salvò e lo portò in cielo. Questa convinzione contraddice direttamente la comprensione cristiana della crocifissione e della risurrezione come elementi centrali della missione di Gesù.

Secondo il Corano, Gesù è stato semplicemente accolto alla presenza di Dio senza passare attraverso la morte. Nella Bibbia ebraica, una cosa simile è accaduta al profeta Elia e a Enoch, il bisnonno di Noè.

Molti musulmani credono che qualcun altro sia stato fatto assomigliare a Gesù e sia stato crocifisso al suo posto. Questa teoria si trova in alcuni hadith e riecheggia le idee di alcuni testi cristiani non canonici, come “Il Vangelo di Giuda” e “Il secondo trattato del Grande Seth”.

Un altro testo non canonico, il “Vangelo di Barnaba”, spiega in modo elaborato come uno dei discepoli di Gesù prese volontariamente il suo posto sulla croce. Poiché è stato scritto molto tempo dopo l'ascesa dell'Islam, gli studiosi lo considerano uno sviluppo successivo piuttosto che una fonte islamica originale.

A differenza della Bibbia, che non descrive l'aspetto di Gesù, gli hadith islamici offrono dettagli. Viene raffigurato come un uomo dalla carnagione rossastra o marrone, di corporatura leggera e con i capelli ondulati che sembrano bagnati.

Il profeta Maometto avrebbe visto Gesù durante il suo miracoloso viaggio notturno verso il cielo, noto come “Israʾ e Miʿraj”. Questa visione fornisce ulteriori dettagli sulle caratteristiche di Gesù. Rispetto alla confortante descrizione di Gesù, i testi islamici descrivono il Dajjal come un uomo basso, dalle spalle larghe, cieco da un occhio e con la parola kafir (miscredente) sulla fronte.

Nel Cristianesimo, Gesù combatte una bestia a più teste nell'Apocalisse (che simboleggia le forze del male) usando una spada che esce dalla sua bocca. Nell'Islam, invece, la battaglia di Gesù è più diretta: uccide il Dajjal e ottiene il trionfo finale dell'Islam.

Secondo la tradizione islamica, Gesù muore di morte naturale e viene sepolto insieme a Maometto a Medina, considerata la seconda città più sacra dell'Islam. Questo segnerebbe il capitolo finale del viaggio terreno di Gesù.

Mentre il cristianesimo considera Gesù come il Figlio di Dio e parte della Trinità, l'Islam rifiuta questo concetto. Gesù è considerato un profeta umano, un servitore di Dio, e non divino in alcun modo. L'Islam enfatizza il monoteismo assoluto come suo credo principale.

L'Islam non vede Gesù come il fondatore di una nuova religione, ma come un messaggero che riafferma la stessa fede monoteista predicata dai profeti precedenti. I suoi insegnamenti avevano il solo scopo di guidare le persone verso Dio, non di creare un quadro teologico separato come quello sviluppato dal Cristianesimo.

Gesù è una figura cruciale nelle discussioni tra musulmani e cristiani. Sebbene entrambe le religioni lo venerino, le loro prospettive divergono in modo significativo. Ma la comprensione di queste differenze e dei punti in comune può favorire discussioni interreligiose più profonde e portare al rispetto della teologia nel suo complesso.

(*Direttore responsabile Assadakah News)

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