Festival del Cinema Libanese in Italia
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Paola Angelini – Assadakah News

Il Festival del Cinema libanese in Italia ha debuttato a Roma, proponendo, per la prima volta nel Paese, una rassegna interamente dedicata alla produzione cinematografica libanese contemporanea e d'archivio. Un'iniziativa promossa dall'Istituto Culturale Italo-Libanese e organizzata dall'associazione Cinema senza Frontiere, con il sostegno dell'Ambasciata del Libano in Italia e con il contributo della Med-Or Italian Foundation.
Questa prima edizione si è svolta (25 maggio) nella sede dell'Associazione della Stampa Estera, a Palazzo Grazioli, con una conferenza stampa alla presenza dell'Ambasciatrice del Libano in Italia, Carla Jazzar, del Presidente dell'Istituto Culturale Italo Libanese Maurice Salamé, Talal Khrais, fondatore di Assadakah, di istituzioni libanesi e di diplomatici italiani.

Il Team Fondatore della rassegna è così composto: Sara Abou Said, Presidente e Direttrice, Sara Hajjar, Direzione artistica e programmazione, Francesca Van der Staay, Direzione artistica e programmazione, Maria Cristina Rigano, Comunicazione e Ufficio Stampa.
Il tema guida è “Libano Plurale”, un viaggio cinematografico nella cultura, nella memoria e nella complessità di un Paese storicamente crocevia di culture, popoli, confessioni e identità. La conferenza si è aperta con un discorso dell’Ambasciatrice del Libano in Italia, Carla Jazzar, che ha elogiato il festival, considerandolo un passo importante che riflette la creatività libanese e mette in luce l'identità culturale e civile del Libano.

Per Sara Abou Said, Presidente del Festival, raccontare il Libano significa anche condividere “un modello unico di equilibrio civile millenario”, e dare spazio al cinema libanese è un “atto di resistenza culturale”. Nel corso dell’evento è stato approfondito da tutto il Team Fondatore il tema della cooperazione tra Italia e Libano, il valore dell’arte e della cultura e di sostegno ai libanesi e alle loro espressioni artistiche.
Il film libanese in proiezione non è stato una semplice successione di immagini in movimento, ma una rappresentazione della memoria di una società che evoca storie, speranze, sofferenze di esseri umani. E dietro le dure notizie quotidiane della guerra esistono gli artisti, i registi, gli scrittori e gli attori che cercano di salvare la facoltà di ricordare, che offrono un'altra immagine del Libano, quella di un popolo che resiste alle fratture e al dolore attraverso la cultura.

A Sad and Beautiful World, di Cyril Aris, con Mounia Akl, Hasan Akil e Julia Kassar, è un film già presentato alle “Giornate degli Autori 2025” della Mostra di Venezia, dove ha ottenuto il Premio del Pubblico. L'opera racconta la storia appassionante di oltre trent'anni di vita di una coppia, Nino e Yasmina, che affrontano il dilemma di molte famiglie libanesi, la scelta cioè tra il desiderio di rimanere e quello di partire, tra un futuro da immaginare nel proprio paese o la ricerca in un altro luogo di stabilità e sicurezza.
Ospite d'onore, Mounia Akl, bellissima protagonista del film, attrice libanese, ma anche sceneggiatrice e regista, autrice di Costa Brava, Lebanon, film presentato alla Mostra di Venezia del 2021.

Dal 27 al 29 maggio, al Cinema Barberini, si terrà la programmazione aperta al pubblico, con anteprime contemporanee, classici restaurati, documentari, cortometraggi, opere di registi emergenti, e un focus sulle registe libanesi e sul patrimonio cinematografico femminile.




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