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Il Cardinale Pietro Parolin nominato Membro d'Onore dell'Accademia del Regno del Marocco

  • 5 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Amal El Harrar


In un’epoca contrassegnata da crescenti tensioni geopolitiche e frammentazioni globali, la diplomazia culturale e il dialogo interreligioso celebrano un traguardo storico sull’asse Rabat-Vaticano; il 23 giugno 2026, presso la solenne sede dell’Accademia del Regno del Marocco a Rabat, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, è stato ufficialmente investito come Membro d’Onore della prestigiosa istituzione accademica nel corso di una sessione d'onore presieduta da André Azoulay, Consigliere di Sua Maestà il Re Mohammed VI, e affiancato dal Segretario Perpetuo dell'Accademia, Abdeljalil Lahjomri, il quale ha espresso il profondo orgoglio dell'istituzione nell'accogliere un pilastro della diplomazia contemporanea, instancabilmente dedito alla mediazione, alla giustizia e alla pace tra i popoli. L’investitura del Cardinale Parolin assume un valore simbolico e politico straordinario poiché coincide esattamente con il 50° anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche ufficiali tra il Regno del Marocco e la Santa Sede (1976–2026), mezzo secolo di legami ininterrotti che testimoniano una visione condivisa del Mediterraneo non come barriera, ma come spazio di convergenza etica e spirituale in cui il Marocco rappresenta storicamente un crocevia di civiltà e un modello di tolleranza attiva sotto la leadership di Re Mohammed VI nel suo ruolo costituzionale di Amir Al-Mouminine (Capo dei Credenti), protettore delle minoranze religiose e della libertà di culto.

Questo cammino bilaterale, che affonda le radici nella memorabile visita di Papa Giovanni Paolo II a Casablanca nel 1985 e nel viaggio apostolico di Papa Francesco a Rabat nel 2019 culminato con il celebre "Appello d'Al-Qods" per la salvaguardia di Gerusalemme, ha vissuto il suo momento centrale nella lectio magistralis pronunciata dal Cardinale Parolin e intitolata «Croyants et citoyens : Bâtir ensemble la fraternité humaine après 50 ans de relations diplomatiques entre le Saint-Siège et le Maroc», un profondo intervento in cui il Segretario di Stato ha sviluppato una riflessione teologico-politica sulla necessità di superare la concezione di una mera tolleranza formale, spesso ridotta a una fredda gestione burocratica dei diritti, affermando che la vera fraternità richiede un’autentica cultura dell’accoglienza e del riconoscimento reciproco in cui l’identità del credente diventi il motore per la costruzione del bene comune e della giustizia sociale, contrastando i discorsi d'odio e l'estremismo.

A suggello della cerimonia, la consegna delle insegne accademiche e del prestigioso Trofeo dell’Accademia del Regno del Marocco al Cardinale Parolin ha premiato non solo la sua statura intellettuale, ma l'efficacia della diplomazia vaticana e la sua costante sinergia con la visione geopolitica del Marocco, tracciando una chiara linea guida per il futuro delle relazioni euro-mediterranee e dimostrando che la cooperazione intellettuale e il dialogo interreligioso sono strumenti concreti di governance globale capaci di generare stabilità e progresso umano ben oltre i confini confessionali.

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