Il Consiglio dei Ministri: l’attacco al palazzo di Ma’ashiq mette in luce l’incapacità delle milizie houthi di opporsi alla volontà degli yemeniti di porre fine al colpo di Stato

Il Consiglio dei Ministri ha affermato che l’attacco di giovedì, da parte della milizia terroristica degli Houthi contro il Palazzo Ma’ashiq nella capitale temporanea Aden, con missili e droni e le conseguenti vittime e feriti tra le guardie di sicurezza che vi lavoravano, mette chiaramente in luce l’incapacità della milizia di contrastare la volontà degli yemeniti di ripristinare l’autorità dello Stato su tutto il territorio nazionale e di porre fine al suo progetto sovversivo sostenuto dall’Iran, nonché il suo ricorso a tali atti distruttivi contro strutture civili.
Il Consiglio dei Ministri ha sottolineato che il continuo di questa milizia terroristica nel percorso della violenza non porterà altro che un maggiore isolamento e il rifiuto popolare del suo progetto golpista, porgendo le condoglianze alle famiglie dei martiri e gli auguri di pronta guarigione ai feriti e alle persone colpite.
Il Consiglio dei Ministri ha affermato in un comunicato che questo attacco terroristico non intaccherà la volontà dello Stato e del governo, né li dissuaderà dal continuare ad adempiere alle loro responsabilità nazionali e costituzionali, né dal proseguire la battaglia per il ripristino delle istituzioni e la fine del colpo di Stato; la capitale temporanea Aden rimarrà il centro delle istituzioni statali e dell’adempimento dei loro doveri nei confronti dei cittadini e i tentativi di intimidazione non riusciranno a paralizzare la vita pubblica né a minare la presenza dello Stato.
Il comunicato ha sottolineato che questo attacco non può essere separato dalla continua escalation terroristica delle milizie Houthi, né dalla battaglia per porre fine al colpo di Stato portata avanti dall’operazione “Fajr al-Yemen”, volta a estendere l’autorità dello Stato su tutto il territorio nazionale fino alla capitale Sana’a. Il Consiglio dei Ministri ha sottolineato che il fatto che le milizie continuano a prendere di mira città e strutture civili rappresenta un tentativo disperato di imporre il proprio progetto con la forza e non riuscirà a ostacolare le aspirazioni del popolo yemenita a riottenere il proprio Stato e le proprie istituzioni.
Il Consiglio dei Ministri ha sottolineato che questi attacchi si inseriscono in un contesto di crescente escalation del terrorismo degli Houthi, che non si è limitato a colpire le istituzioni statali, ma si è esteso agli attacchi contro obiettivi civili e infrastrutture strategiche nel Regno dell’Arabia Saudita e al bombardamento dei quartieri residenziali nelle province di Taiz e Lahj, mettendo a rischio la vita dei civili e aggravando le loro sofferenze, sottolineando che questa milizia rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza dello Yemen e dei paesi limitrofi, nonché alla stabilità regionale e agli interessi vitali della regione.
Il Consiglio dei Ministri ha invitato la comunità internazionale e le Nazioni Unite ad assumere una posizione chiara e risoluta nei confronti di questi attacchi, a non considerarli come incidenti isolati dal loro contesto, ed esercitare le pressioni necessarie per porre fine agli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili, nonché a garantire che i responsabili di tali violazioni siano chiamati a rispondere delle loro azioni, assicurando che non sfuggano alla giustizia.
Il comunicato ha ribadito che il governo continuerà ad adempiere ai propri doveri, a sostenere le forze armate, le formazioni militari, gli apparati di sicurezza e la resistenza popolare nella battaglia per il ripristino dell’autorità dello Stato, a rafforzare la presenza delle sue istituzioni e dei suoi servizi e a proteggere i cittadini, parallelamente al proseguimento degli sforzi politici, economici e umanitari necessari per alleviare le sofferenze del popolo yemenita. Sottolineando che il governo non si tirerà indietro di fronte al terrorismo, che Aden non sarà ostaggio delle minacce e che il ripristino della Repubblica rimarrà un obiettivo nazionale dal quale non si può fare marcia indietro.
Il comunicato ha aggiunto: “Il futuro dello Yemen non dipenderà da una milizia che punta le armi contro il proprio popolo, minaccia la sicurezza dei paesi vicini e punta sulla violenza per compensare il rifiuto da parte degli yemeniti del suo progetto golpista”.



Commenti