Il Papa non ha dimenticato i cristiani del Libano
- 30 mar
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Yola Hashem
Agenzia al Markazia

Papa Leone XIV, durante la Messa della Domenica delle Palme in Piazza San Pietro in Vaticano, ieri 29 marzo, ha menzionato i cristiani del Medio Oriente, osservando che "stanno subendo le conseguenze di un terribile conflitto" e ha chiesto un cessate il fuoco immediato.

Il Papa non ha dimenticato i cristiani del Libano, in particolare gli abitanti dei villaggi di confine meridionali che rimangono saldi nelle loro terre nonostante gli attacchi quotidiani, le vittime e le distruzioni inflitte ai villaggi vicini. Ha ripetutamente inviato il Nunzio Apostolico, l'Arcivescovo Paolo Borgia, in questi villaggi, portando aiuti umanitari per aiutare gli abitanti a vivere con dignità e impartendo loro benedizioni spirituali per donare loro pazienza e forza per perseverare.
Tuttavia, la situazione sta peggiorando e diventando sempre più difficile per i cristiani di questi villaggi, che temono un futuro incerto. Quali misure sta adottando il Vaticano per proteggerli? La Santa Sede manderà un inviato che rimarrà nel sud per incoraggiare i cristiani a restare, o si accontenterà delle visite del nunzio apostolico? Ci sono garanzie concrete da parte del Vaticano che i cristiani nei villaggi di confine non subiranno danni?

L'Ambasciatore libanese presso il Vaticano, Fadi Assaf, ha confermato ad Al-Markazia che "l'azione della Santa Sede si sta svolgendo su più livelli, in modo integrato, e può essere riassunta come segue:"
Primo: Livello politico-diplomatico
Il Vaticano persegue un approccio diplomatico attivo con i Paesi influenti della regione e riguardo alla situazione in Libano. Ciò implica consultazioni continue e contatti ad alto livello, nonché l'esercizio di pressioni laddove necessario e l'esplorazione di soluzioni sia immediate che a lungo termine, tutte finalizzate a raggiungere una de-escalation globale e una stabilità duratura.
Secondo: Livello umanitario-sociale
Il Nunzio Apostolico effettua visite sul campo in villaggi e città, sottolineando la necessità di sostenere la resilienza della popolazione locale e rafforzare la sua fermezza sulla propria terra. La Santa Sede, attraverso la sua rete di relazioni internazionali, si adopera anche per mobilitare le organizzazioni umanitarie e le istituzioni affiliate affinché forniscano sostegno e assistenza, integrando l'impegno diretto del Nunzio Apostolico sul campo.
Terzo: Sostegno al pluralismo e al mosaico sociale
Fadi Assaf aggiunge: “Il Vaticano attribuisce particolare importanza alla preservazione del modello libanese basato sul pluralismo. Attraverso le sue dichiarazioni ufficiali e le azioni del suo rappresentante, l'Ambasciatore Paolo Borgia, si impegna a sottolineare questa diversità e a consolidare i valori della convivenza. Il Libano meridionale ne è un chiaro esempio. Nonostante l'attenzione mediatica si concentri sui vulnerabili villaggi cristiani di confine, questi villaggi fanno parte di un contesto sociale più ampio che comprende comunità di diverse confessioni religiose, tra cui drusi, sunniti e sciiti, oltre alla diversità all'interno della stessa comunità cristiana.
L'intervento del Vaticano in questo contesto mira a fermare l'escalation, a proteggere la sovranità e i confini del Libano e a salvaguardare il popolo libanese e il suo pluralismo, considerando il Libano un modello fondamentale di pluralismo promosso dalla Santa Sede. Ogni sforzo profuso dal Vaticano, in particolare dal Nunzio Apostolico e dalle sue organizzazioni umanitarie, in coordinamento con le autorità libanesi ai massimi livelli, è apprezzato e riconosciuto.”
Riguardo alla proposta di istituire una rappresentanza vaticana permanente nel sud del Paese, Assaf afferma: "Non dispongo di dettagli specifici, ma ciò che è evidente in questa fase è la continua e intensa attività del Nunzio Apostolico, sia attraverso il suo lavoro sul campo, sia attraverso la comunicazione con i media, sia rafforzando l'impegno internazionale a favore della causa libanese".
Riguardo le garanzie che il Vaticano intende fornire ai villaggi di confine, l'Ambasciatore Assaf spiega: "Il Vaticano si impegna a fornire chiare garanzie per un cessate il fuoco, prevenendo violazioni della sovranità e del territorio del Libano e alleviando le sofferenze del popolo libanese. Ciò consentirà al Libano di voltare pagina sulla guerra e di avviarsi verso una fase di pace interna globale, in conformità con il messaggio di pace trasmesso da Sua Santità il Papa durante la sua visita in Libano".
"Per quanto riguarda i villaggi cristiani di confine, la Santa Sede si sta adoperando per risparmiare ai civili le tragedie della guerra. Questi villaggi, come tutti i villaggi vulnerabili, necessitano di garanzie dirette per proteggere i loro abitanti e prevenire qualsiasi violazione della sovranità del Libano in generale.
La Santa Sede non accetterà che l'esistenza di alcuna comunità libanese sia minacciata, inclusa, naturalmente, la comunità cristiana, che ha uno stretto legame storico e spirituale con il Libano."




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