Il Presidente Aoun avverte: l'era della guerra civile è finita
- 6 apr
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Talal Khrais

Il Presidente libanese, Joseph Aoun ha informato che la pace civile è una linea rossa, osservando che "chiunque tenti di minarla serve gli interessi di Israele", e sottolineando che "negoziare non significa fare concessioni e diplomazia non vuol dire arrendersi".
Queste dichiarazioni sono state rilasciate durante la Messa di Pasqua, presso il Patriarcato maronita, dove ha incontrato il Patriarca Bechara al-Rahi con il quale ha avuto un colloquio privato.
Nel contesto dell'escalation del conflitto tra Israele e Hezbollah, delle crescenti divisioni politiche in Libano, Aoun ha lanciato un severo avvertimento sulla pace civile, affermando: "Per anni abbiamo atteso la rinascita del Libano. Tra la distruzione e gli sfollamenti, la nostra principale preoccupazione è preservare la pace civile, che è una linea rossa. Chiunque tenti di minarla serve gli interessi di Israele".

Il Presidente libanese ha aggiunto: "A coloro che sono appesantiti da sogni e illusioni eccessivi, dico che l'era del 1975 (anno dello scoppiò della guerra civile) è finita, le circostanze sono cambiate, alcuni organi di stampa stanno svolgendo un ruolo distruttivo. Sosteniamo la libertà di espressione, purché esercitata responsabilmente", aggiungendo in arabo libanese colloquiale: "Mille nemici all'estero sono preferibili a un nemico interno. Nessuno desidera conflitti, poiché il popolo libanese è stanco delle guerre". Aoun ha rivolto un messaggio di sostegno "Alla gente risoluta del Sud, specialmente nelle città di confine, vi dico che faremo tutto il possibile per garantire i beni di prima necessità e non vi dimenticheremo". La gente del Sud sono gli abitanti di sette villaggi a maggioranza cristiana che continuano a viverci, nonostante le incursioni israeliane nelle aree circostanti.
Opportunità di negoziazione
Nel contesto della guerra in corso e della chiusura da parte di Israele di qualsiasi via di negoziazione con il Libano per raggiungere un cessate il fuoco, Aoun ha ribadito la sua posizione riguardo alla dichiarata disponibilità del Libano a negoziare, attaccando al contempo le forze politiche libanesi, in particolare Hezbollah, che rifiutano questa opzione.
Aoun ha affermato: "Alcuni si sono chiesti, a proposito dei negoziati: 'Cosa otterremo dalla diplomazia?' Io rispondo: 'Cosa abbiamo ottenuto dalle vostre guerre?".
Il Presidente Aoun ha sottolineato che "negoziare non è una concessione e la diplomazia non è una resa", osservando che "i nostri contatti sono in corso per fermare le uccisioni, la distruzione e la sofferenza".
Ha risposto a coloro che attaccano l'esercito e le forze di sicurezza chiedendo: "Cosa avete offerto all'esercito? L'esercito agisce nell'interesse nazionale e conosce il suo compito. Se non fosse per l'esercito, oggi non saremmo qui al Patriarcato". Inoltre, ha confermato che “il rapporto con il Presidente del Parlamento, Nabih Berri è eccellente, ho ricevuto i suoi auguri di Pasqua.
Altrettanto eccellente il rapporto con il Primo Ministro Nawaf Salam, stiamo svolgendo i nostri compiti e non abbiamo ricevuto alcuna risposta in merito ai negoziati”.
Riguardo al provvedimento preso contro l'Ambasciatore iraniano, dichiarato persona non grata dal Ministro degli Esteri Joe Biden, Aoun ha dichiarato: “Ho incontrato il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian e il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, più di una volta, le loro dichiarazioni hanno sottolineato la non ingerenza negli affari altrui.
L'Ambasciatore iraniano non ha ricevuto incarico ufficiale in Libano, e non ha presentato le sue credenziali, ma è presente in ambasciata senza ruolo ufficiale”.




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