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IL RAGAZZO CHE SUSSURRA AI CAMMELLI

1 ora fa
Tempo di lettura: 5 min

Di Laura Allegrini

 

 

Sono stata invitata dalla Reale Ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma, alla proiezione del pluripremiato film Hajjan, presso la Sala Cinema del Soho Hotel. Un’occasione speciale per ritrovare, attraverso il cinema, le atmosfere, i colori e le suggestioni dell’Arabia Saudita.

Ad accoglierci ci sono due uomini in abito tradizionale saudita, con datteri, dolcetti ripieni di confettura di dattero e caffè al cardamomo. Visto che non lo assaporo da un po’ di tempo,  approfitto piacevolmente di qualche caffè in più.

Nell’elegante sala cinematografica, ogni coppia di poltroncine è corredata da un personale tavolino con servizio food & beverage, ma anche qui, prima della visione del film, i due gentili sauditi continuano a farci deliziare con datteri e caffè al cardamomo.


Poi si spengono le luci e ci ritroviamo magicamente nella regione montuosa di Tabuk, in Arabia Saudita. Fiocchi di nevi giacciono sul terriccio arido e un canto antico si diffonde: è l’’Hudaa’, il canto tradizionale dei cammellieri, che intonano durante i loro viaggi per condurre i cammelli con un ritmo che si accorda al loro movimento. Si rivela così, la profonda connessione emotiva e viscerale fra l’uomo e questi straordinari animali.

 

Ed è proprio da questo legame che inizia la storia di Hajjan, parola araba che significa "fantino di cammelli" e si riferisce storicamente anche al cammello di razza nobile, selezionato appositamente per le corse, grazie alla sua agilità, velocità e resistenza.

Hajjan narra la storia di un adolescente di nome Matar, interpretato dal giovane Omar Al-Atawi, e del profondo legame che lo unisce a Hofira, una cammella di razza, alla quale è particolarmente affezionato. Hofira, appena nata, viene data per morta, ma Matar riesce a rianimarla sussurrandole l’antico canto. Da allora, tra i due s’instaura un legame indissolubile.

Quando lo spietato e potente proprietario di scuderie Jasser Al Saqqar, fa uccidere suo fratello Ghanim durante una corsa, Matar decide di partecipare alle gare con la sua Hofira, per onorare la memoria del fratello fantino e per salvare la sua cammella dalla macellazione.


Si ritrova così ad affrontare un mondo più grande di lui, e il legame con Hofira diventa il filo conduttore di un percorso di crescita fatto di coraggio, amicizia, desiderio di riscatto e di libertà.

Un racconto poetico capace di mantenere alta l’attenzione dello spettatore per tutta la durata del film senza mai annoiarlo. La pellicola, la cui sceneggiatura è stata scritta dall'egiziano Omar Shama e dal saudita Mufarrij Almajfel,  potrebbe essere considerata, per qualità, pari alle tante produzioni della Walt Disney.

È stata una precisa scelta del regista Abu Bakr Shawky, quella di dare al film un respiro internazionale, chiedendo al compositore franco-tunisino Amine Bouhafa di realizzare la colonna sonora in stile sinfonico classico occidentale. E la capacità narrativa della musica coinvolgere emotivamente lo spettatore raggiungendo il suo apice nelle scene delle corse dei cammelli; girate e montate dal regista con un taglio dinamico e incalzante, tanto che lo stesso spettatore sente l’impulso di muovere le proprie gambe e correre con Matar e Hofira, oppure incitarli a raggiungere vittoriosi il traguardo.


Quello delle corse dei cammelli è da secoli un ambiente prettamente maschile, e anche in questo film troviamo solo due figure femminili apparentemente marginali: la silenziosa e ieratica Sara, interpretata dall’attrice Alshaima'a Tayeb, moglie del cattivo Jasser Al Saqqar, e la sua giovanissima figlia Majd, interpretata da Tuleen Barbood, che per tutto il film si finge un ragazzo, al solo scopo di poter continuare a partecipare come fantino alle corse dei cammelli. Sport agonistico, evidentemente, vietato alle donne.

Sara e Majd daranno vita ad una delle scene più sorprendenti del film, regalando allo spettatore un riscatto sociale di emancipazione femminile: durante l’ultima corsa, la giovane Majd avrà il coraggio e la determinazione di togliersi lo shemagh, il tipico copricapo dei fantini, lasciando fluttuare i suoi lunghi capelli al vento, nel momento in cui raggiunge vittoriosa il traguardo.


Con l’introduzione di questa sequenza il regista sposta solo apparentemente l’attenzione da Matar e Hofira, alla simbolica emancipazione di Majd, perché tutto questo non sarebbe potuto accadere se Matar non fosse entrato nella vita di Majd e di sua madre Sara, col suo animo puro, onesto e risoluto, a dare loro e soprattutto a Majd, il coraggio e la forza di uscire allo scoperto e di riscattarsi.

Fino a qualche anno fa, una scena siffatta non sarebbe potuta essere scritta in un film di produzione Saudita; come sappiamo, soltanto di recente e in seguito alle riforme promulgate dal giovane Principe Mohammad Bin Salman, le donne hanno finalmente acquisito alcuni diritti, fra cui la possibilità di scegliere liberamente se indossare o meno lo hijab.

A mio avviso questa scena rappresenta un’allegoria della nuova Arabia Saudita, un implicito omaggio al Principe Mohammad Bin Salman.

 

Ma proseguiamo con la narrazione del film: quando il cattivo Jasser ferisce gravemente Hofira, nel tentativo di ucciderla, Matar come già fece alla sua nascita, torna a sussurrarle lo stesso canto antico, e la guarigione avviene nuovamente attraverso il potere terapeutico del canto Hudaa', che comunica all'istinto più profondo della cammella.

 

Hajjan è stato prodotto dal King Abdulaziz Center for World Culture “Ithra”, in collaborazione con Film Clinic, con il supporto della Film Commission.

Le riprese si sono svolte all'interno della futuristica area di NEOM e nella regione di Tabuk, situata nel nord-ovest dell'Arabia Saudita, lungo la costa del Mar Rosso, caratterizzate da spettacolari formazioni rocciose, canyon di arenaria rossa e vallate desertiche antichissime. La lavorazione del film è durata circa due anni.

Sfruttando i vasti e suggestivi paesaggi desertici, il regista ha scelto di combinare il genere Coming-of-age story (racconto di transizione e crescita) con quello dello Sports Drama (dramma sportivo), per raccontare la sua fiaba araba, amalgamandoli ai canoni del Modern western o Desert western. La spettacolarità e l’epicità delle inquadrature e la straordinaria fotografia del direttore Gerry Vasbenter richiamano i grandi film del genere western, seppure reinterpretate all’interno di una cultura e di un contesto profondamente diversi.

L’attore Azzam Al Nemry, è Ghanim, fratello del protagonista Matar, recita solo in poche scene, ma riesce a dimostrare le sue eccezionali capacità recitative.

Così come l’attore Abdul Mohsen Al-Nimr, nel ruolo del cattivo Jasser, dà al suo personaggio una ricchezza di sfumature emotive grazie alla sua portentosa mimica facciale, offrendo un’interpretazione che, a mio avviso, meriterebbe senza alcun dubbio il premio Oscar. Sto parlando, ovviamente, di due fra i più iconici attori dell’Arabia Saudita e del mondo arabo.


Gli attori Mohamed Helal nel ruolo di Saleh, e Ibrahim Al-Hasawi nel ruolo di Abed, Nasser Al Robian nel ruolo di Al Mari, Mohammed Azahrani nel ruolo di Metleq, Saleh Al Khalaqi nel ruolo di Breik, Mohammed Talaq nel ruolo di Hazza, e altri, chiudono il corollario di un cast scelto ad hoc, in cui ogni interprete riesce a dare al proprio personaggio autenticità, intensità e spessore.  

 

Consiglio vivamente la visione di questo modern western, adatto a un pubblico di  adolescenti e bambini perché, come già detto, racchiude tutti i canoni della fiaba cinematografica, ma capace di comunicare agli adulti emozioni profonde. L’impressione avuta uscendo dal cinema, infatti, è che Hajjan, abbia lasciato persino agli spettatori come me, una sensazione di leggerezza, di gioia e poetica voglia di sussurrare ai cammelli.

 

Dimenticate, dunque, i classici western americani: la nuova frontiera del cinema d’avventura corre a perdifiato sulle piste dell’Arabia Saudita, tra la sabbia e il fascino millenario delle corse dei cammelli.

 

 

                                                                                      

 

 

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