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Indipendenza energetica e solidità bancaria nel futuro della regione MENA

2 ore fa
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Amal El Harrar


La transizione ecologica e la strategia di decarbonizzazione industriale del Regno del Marocco segnano in questa storica giornata del 5 novembre 2026 un punto di svolta di straordinaria rilevanza strategica ed economica, grazie all'ufficializzazione del completamento del piano finanziario relativo alla prima fase del parco eolico di Boujmil, guidato dal colosso energetico TAQA Morocco: con un pacchetto d'investimento complessivo che ammonta a circa 1,3 miliardi di dirham (MAD) interamente strutturato e sottoscritto da un consorzio bancario composto da quattro primari istituti di credito marocchini, il progetto prevede l'installazione immediata di una capacità generativa iniziale di 96 MW, progettata per un'espansione modulare rapida fino al raggiungimento della potenza nominale massima di 144 MW , un'infrastruttura capace di immettere nella rete elettrica nazionale quasi 400 GWh all'anno di energia al 100% pulita e decarbonizzata, destinata a soddisfare il crescente fabbisogno del polo industriale ad alta tecnologia del nord del Paese, compreso tra le aree ad alto tasso di sviluppo di Tangeri e Tétouan. 

L'importanza strutturale di questo accordo risiede non soltanto nella sua scala ingegneristica e nell'impatto ambientale positivo, ma anche e soprattutto nel suo pionieristico modello finanziario: il ricorso esclusivo alla liquidità e al debito del sistema bancario locale dimostra la straordinaria maturità, la solidità patrimoniale e la lungimiranza delle istituzioni finanziarie nazionali, capaci di sostenere in autonomia grandi opere infrastrutturali da oltre un miliardo di dirham blindando al contempo l'economia reale da qualsiasi rischio di cambio legato alle fluttuazioni delle valute estere come il dollaro o l'euro, una scelta di politica economica che rafforza in modo diretto la stabilità del dirham e blinda l'indipendenza finanziaria del Paese. 

Inserendosi perfettamente all'interno del maxi-piano strategico di TAQA Morocco, che mira a sviluppare e mettere a terra oltre 1.000 MW di nuova capacità rinnovabile entro la scadenza cruciale del 2030, il perfezionamento dell'operazione di Boujmil risponde in modo concreto agli orientamenti delle supreme autorità dello Stato per l'accelerazione della transizione energetica, trasformando l'eccezionale potenziale di risorse naturali del territorio (sole e vento) in un vantaggio competitivo industriale durevole e a basso costo, riducendo drasticamente la dipendenza strutturale del Regno dai combustibili fossili importati dall'estero, tagliando la bolletta energetica nazionale e consacrando definitivamente la posizione del Marocco come primario hub d'energia verde e modello irrinunciabile di sostenibilità, resilienza e attrazione di capitali per l'intero bacino del Mediterraneo e la regione MENA.

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