Italia Giordania amici da sempre Cooperazione in tutti i settori
- 18 feb
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Talal Khrais

Roma
Il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Maria Tripodi, ha partecipato, su delega del Ministro Antonio Tajani, a una ‘presentazione Paese’ dedicato alla Giordania, organizzata dalla Farnesina insieme a ICE Agenzia. I rappresentanti istituzionali della Giordania sono stati il Ministro della Pianificazione e della Cooperazione Internazionale, Zeina Toukan e il Ministro degli Investimenti Tareq Abu Ghazaleh. Alla manifestazione hanno aderito oltre 50 imprese e associazioni imprenditoriali italiane e rappresentanti del Sistema Italia, inclusi CDP, SACE e SIMEST. Il Sottosegretario ha messo in evidenza che “l’iniziativa di oggi è un altro importante passo per avvicinare sempre di più i nostri Paesi. Il Governo sta lavorando con determinazione affinché le imprese italiane possano concorrere con efficacia alle opportunità che si stanno aprendo in vista della Conferenza UE–Giordania sugli investimenti in programma il 21 aprile nel Mar Morto” e ricordando la crescente rilevanza strategica ed economica della Giordania nell’area MENA. Il potenziale di cooperazione è elevato soprattutto nei settori infrastrutture, trasporti e logistica, energie rinnovabili, desalinizzazione, industria e tecnologie avanzate, anche alla luce della posizione strategica della Giordania, quale hub regionale tra Asia, Africa ed Europa, al centro dell’India–Middle East–Europe Economic Corridor (IMEC).
L'impegno istituzionale e bilaterale tra Italia e Giordania "si sta traducendo sempre più in concrete opportunità di business". Lo ha detto Federica Ingrosso, Senior Specialist Relazioni esterne di Simest, alla Presentazione Paese dedicata alla Giordania. "Simest è pronta a essere il vostro partner finanziario per investimenti all'estero e in particolare in Giordania", ha sottolineato Ingrosso, rivolgendosi ai rappresentanti di aziende italiane presenti alla presentazione. La Conferenza sugli investimenti Giordania-Ue è un'opportunità per le aziende europee, per "iniziare a investire e utilizzare la Giordania come hub per la loro futura espansione". È l'opinione del Ministro degli Investimenti giordano, Tareq Abu Ghazaleh, che in un'intervista all'agenzia Italpress ha parlato della Conferenza sugli investimenti Giordania-Ue, in programma il prossimo 21 aprile, sulle rive del Mar Morto. L'evento si inserisce in un nuovo capitolo delle relazioni tra Amman e Bruxelles, aperto il 29 gennaio del 2025, con il consolidamento di un Partenariato strategico e globale (Psc). Un anno dopo, l'8 gennaio 2026, una nuova pietra miliare è stata posata con il vertice bilaterale Giordania-Ue, alla presenza di Ursula von der Leyen e Antonio Costa per le istituzioni europee, mentre a rappresentare la Giordania è stato direttamente Re Abdullah II. Questa tappa, secondo il Ministro Abu Ghazaleh, rappresenta "un momento molto importante" per l'attuazione dell'accordo stesso. "La Conferenza si concentrerà su due aspetti principali, ad aprile: il primo è la modernizzazione dell'economia della Giordania, dove stiamo intraprendendo una nuova visione economica che prevede di favorire maggiormente il settore privato e gli investimenti all'interno del Paese. Il secondo aspetto riguarda l'utilizzo della Giordania come porta d'accesso per lo sviluppo e la ricostruzione di tutti i paesi vicini come Iraq, Siria e, si spera, nel prossimo futuro, Cisgiordania e Gaza. Partecipare a questo evento è un'opportunità redditizia per tutto il settore privato", ha osservato il Ministro, precisando che è prevista anche una cifra pari a 1,4 miliardi di euro come facilitazione finanziaria, "affinché le aziende europee possano espandersi, iniziare a investire e utilizzare la Giordania come hub per la loro futura espansione". Fra i settori su cui sarà puntata l'attenzione spiccano le infrastrutture, l'energia e la tecnologia. "Abbiamo analizzato la nostra economia in modo completo e abbiamo individuato alcuni settori su cui vorremmo che gli investitori si concentrassero. All'incirca il prossimo mese sarà annunciata la possibilità di appalti per il settore privato", ha detto Abu Ghazaleh. Per le infrastrutture il Ministro vede "un cambiamento importante nella nostra rete logistica, di trasporto e una grande opportunità per diversi progetti, che riguardano ferrovie, porti a secco e aeroporti cargo". Il secondo settore, quello dell'energia, vede la Giordania come un polo d'eccellenza da oltre 20 anni. "Siamo i primi per diversificazione energetica, con quasi il 27% delle nostre risorse proveniente da fonti sostenibili. Ci sarà molta attenzione all'energia solare, all'energia idroelettrica, nonché allo stoccaggio e alla generazione di elettricità a ciclo combinato. Siamo determinati a rafforzare la nostra posizione per continuare a essere leader in questo settore in Medio Oriente", ha osservato Abu Ghazaleh. Il terzo settore, quello della tecnologia, è ritenuto dal Ministro "fondamentale" per l'occupazione nel paese. "La Giordania possiede un grande talento giovanile ed è presente nel mercato regionale da molti anni. Ad esempio, negli ultimi cinque anni, la maggior parte delle grandi aziende o delle startup che sono passate a una fase di investimento più matura, è sostanzialmente giordana, 27 su un campione di 100, e questo nonostante la Giordania rappresenti solo il 3% della popolazione del mondo arabo", ha precisato il Ministro. Riguardo ai rapporti con l'Italia, Abu Ghazaleh li definisce "ottimi" fin dalla nascita del Regno. "La nostra prima relazione, politica ed economica, risale al 1949, quindi abbiamo superato i 75 anni di partnership e buoni rapporti. Recentemente abbiamo voluto intensificare la cooperazione economica, senza dimenticare altri aspetti come il turismo, il sociale, l'istruzione e altri sottosettori", ha proseguito Abu Ghazaleh. "La bilancia commerciale è sbilanciata a favore dell'Italia, ma negli ultimi anni abbiamo visto una crescita notevole del nostro export. Ad esempio, nel 2024 le nostre esportazioni si aggiravano intorno ai 60 milioni di euro, mentre lo scorso anno abbiamo raggiunto i 200 milioni", ha spiegato il Ministro. Oltre alla sfera economica, le affinità sono forti in termini di valori e istruzione. "La Giordania ha anche una ricca storia e cultura romana, che rappresenta un ottimo punto di partenza per costruire ulteriori rapporti in ambito turistico e di istruzione. Una buona parte dei nostri studenti studia l'italiano, il che permette uno scambio più ampio di idee e una costruzione sempre maggiore di partnership, che possono assomigliare più a un gemellaggio che non a due singole entità", ha commentato Abu Ghazaleh. "Siamo orgogliosi di tutto ciò e c'è la benedizione da parte di entrambe le massime autorità politiche: Sua Maestà il Re Abdullah e il primo Ministro Meloni, che spingono sempre per un migliore coordinamento e un accrescimento delle relazioni. Queste avranno un impatto non solo sull'economia, ma anche sulla qualità della vita dei nostri cittadini", ha concluso il Ministro giordano.
Intervento di Sua Eccellenza Ambasciatore in Italia Kais Abu Dayyeh

La Giordania offre ciò che gli investitori apprezzano di più: continuità" istituzionale e un ambiente basato sulle regole, allineato agli standard europei". Lo ha detto Kais Abu Dayyeh, Ambasciatore di Giordania a Roma, alla Presentazione Paese dedicata alla Giordania. "Oltre alla stabilità, offriamo slancio: riforme profonde, regolamentazioni modernizzate e una forza lavoro giovane, altamente istruita e pronta a guidare. Situata strategicamente al crocevia di tre continenti, la Giordania è una porta d'accesso a oltre un miliardo di consumatori", ha affermato l'ambasciatore. Abu Dayyeh ha sottolineato che "il Medio Oriente entra in una nuova fase di trasformazione economica", aggiungendo: "La domanda non è più se le opportunità emergeranno nella nostra regione, ma chi avrà la visione di coglierle per primo. La Giordania è pronta. Vi invitiamo a plasmare il futuro con noi". A proposito dei rapporti tra Giordania e Italia, l'Ambasciatore ha ricordato che quest'anno segna 77 anni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi. "Celebrando questa pietra miliare dei 77 anni, ridefiniamo questo momento come un giubileo di innovazione e partenariato. Invito voi, le vostre aziende e i vostri presidenti a essere gli architetti dei prossimi 77 anni", ha affermato Abu Dayyeh. Secondo il diplomatico, "il Mediterraneo non è mai stato una barriera. È sempre stato un ponte. Oggi quel ponte chiede un rinnovato partenariato economico e sinergia".




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