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Italia lancia progetto da 1,8 milioni di euro per filiera lattiero-casearia in Tunisia

  • 13 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

Assadakah News


Con il progetto Formazione agro-zootecnica durevole per migliorare le opportunità di impiego in Tunisia (Zafit), l'Italia conferma l'impegno "a favore di una cooperazione concreta e orientata allo sviluppo sostenibile dei territori, in un ambito - quello agricolo - cruciale per il partenariato italo-tunisino". Lo ha dichiarato l'ambasciatore d'Italia in Tunisia, Alessandro Prunas, sottolineando che "grazie al sostegno della Cooperazione italiana e attraverso un'eccellenza europea nel settore come il territorio di Cremona, consolidiamo ulteriormente l'investimento italiano nella formazione, nell'innovazione e nella valorizzazione delle competenze locali, per rafforzare una filiera strategica per l'economia tunisina". Il progetto Zafit - pensato per modernizzare la filiera lattiero-casearia nel cuore rurale della Tunisia nord-occidentale - è stato lanciato ufficialmente ieri a Siliana alla presenza del vicepresidente del Consiglio delle regioni e dei distretti (la seconda camera del Parlamento tunisino), Youssef Bargaoui, del commissario regionale allo Sviluppo agricolo di Siliana, Jamel Ferchichi, dell'ambasciatore Prunas, del sindaco di Cremona, Andrea Virgilio, del presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani, della direttrice dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) a Tunisi Isabella Lucaferri e della presidente dell'Iresa, Zohra Lili Chabaane.

Il progetto prevede l'introduzione di strumenti digitali per la raccolta e la gestione dei dati produttivi, oltre a missioni bilaterali e tirocini in Italia, con partecipazione a fiere zootecniche internazionali. L'orizzonte del progetto Zafit è quello di trasformare le fragilità strutturali del comparto agro-zootecnico di Siliana in leve di sviluppo sostenibile. Attraverso formazione, innovazione tecnologica e cooperazione internazionale, l'iniziativa punta a rafforzare la produttività, migliorare l'accesso al mercato e favorire una maggiore inclusione economica nelle aree rurali. Un percorso che si inserisce nel più ampio consolidamento dei rapporti tra Italia e Tunisia nel settore agroalimentare, con l'ambizione di costruire modelli di sviluppo replicabili in altri territori a vocazione agricola del Paese nordafricano. Zafit punta a valorizzare esperienze consolidate, in particolare il modello produttivo della provincia italiana di Cremona, presentato come riferimento di efficienza e organizzazione cooperativa. Il distretto lombardo rappresenta uno dei poli lattiero-caseari più avanzati d'Europa: nel 2025 ha prodotto oltre 1,5 milioni di tonnellate di latte, pari a circa il 12% della produzione italiana. Il sistema cooperativo locale contribuisce inoltre in modo significativo al fatturato agroalimentare regionale e nazionale. L'obiettivo, tuttavia, non è la replica del modello italiano, quanto piuttosto l'adattamento dei suoi principi di efficienza, organizzazione collettiva e innovazione tecnologica al contesto tunisino. Le attività previste nei prossimi mesi puntano a un impatto diretto sul tessuto produttivo locale. Il programma coinvolgerà direttamente 300 famiglie di allevatori, oltre a tecnici e istituzioni regionali, e sosterrà anche cinque iniziative imprenditoriali per favorire la nascita di progetti innovativi. Particolare attenzione sarà dedicata alla gestione sostenibile delle risorse idriche, al benessere animale, alla qualità produttiva e all'inclusione di giovani e donne.

Il comparto soffre inoltre di criticità sistemiche come debole organizzazione professionale, limitata capacità tecnica e un deficit strutturale di risorse foraggere, aggravato dalla crescente instabilità climatica. A fronte di una rete nazionale capillare per la raccolta del latte e dell'autosufficienza nel latte alimentare, il settore rimane dunque segnato da bassa produttività e scarsa integrazione lungo la filiera. Un asse centrale del progetto è la cooperazione internazionale e il trasferimento di competenze. Il progetto concentra le proprie attività nelle delegazioni di El Krib, Makthar e Sidi Bourouis, aree considerate centrali per il comparto zootecnico regionale. I tre distretti rappresentano infatti il 42% del patrimonio bovino del governatorato tunisino, il 43% degli allevatori e il 40,5% del latte raccolto. Una concentrazione produttiva che evidenzia al tempo stesso potenzialità e fragilità strutturali, in un contesto agricolo caratterizzato da piccole aziende familiari e forte dipendenza dai fattori climatici e dai costi dei mangimi. Le linee operative del progetto si basano su un'ampia indagine condotta su oltre 1.050 allevatori, che restituisce un settore ancora fortemente tradizionale. L'età media è di 48 anni e la componente maschile resta dominante (95%), la partecipazione economica femminile 9,61% della gestione diretta delle terre, pur con un ruolo di supporto nel 66% delle aziende familiari.

Le strutture produttive risultano frammentate: la superficie media è pari a 8,79 ettari e il 70% degli allevatori possiede tra una e tre vacche da latte. L'iniziativa si inserisce in un partenariato bilaterale articolato che coinvolge dieci partner italiani (Comune di Cremona, Provincia di Cremona, Anci Lombardia, Camera di commercio di Cremona, Zootecniche Cremona intenational exhibition, Universita' Cattolica, Milano Politecnico, Crit, Libera associazione agricoltori cremonesi e Ciheam Bari) e quattro tunisini (ministero dell'Agricoltura, della Pesca e delle Risorse idriche, Provincia di Siliana, Iresa e Urap Siliana), con un orizzonte triennale (settembre 2025 - agosto 2028) e un budget complessivo di oltre 1,8 milioni di euro da parte dell'Aics.

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