Italia-Marocco: a Matera e Tetouan progetto "Suoni mediterranei"
Assadakah News

Un percorso musicale e artistico che mette in dialogo Italia e Marocco attraverso concerti, residenze artistiche e una nuova creazione condivisa. È "Suoni mediterranei", progetto promosso dall'Istituto italiano di cultura di Rabat, in coordinamento con l'ambasciata d'Italia nel Regno del Marocco, che dal 19 settembre al 2 ottobre 2026 riunirà a Te'touan, in Marocco, e Matera, in Italia, 32 artisti italiani e marocchini.

L'iniziativa si inserisce nel quadro di "Matera e Te'touan Capitali mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026" e punta a valorizzare i legami storici, culturali e umani tra le due sponde del Mediterraneo. Il progetto coinvolge 18 musicisti dell'ensemble italiano dei Solisti lucani e 14 artisti dell'Assalam Chorale Ensemble, formazione marocchina diretta artisticamente da Samir Bahajin. Il fulcro dell'iniziativa non sara' tuttavia soltanto l'incontro tra due repertori musicali, ma la costruzione di un linguaggio artistico comune attraverso il lavoro diretto dei musicisti. L'idea alla base di "Suoni mediterranei" è infatti quella di trasformare il Mediterraneo non soltanto in uno spazio di incontro tra tradizioni differenti, ma in un luogo di creazione condivisa. Da una parte gli archi dei Solisti lucani e la tradizione musicale italiana, dall'altra le sonorità della musica araba, andalusa e popolare marocchina, portate da oud, nay, violino e percussioni, insieme alle voci dell'Assalam Chorale Ensemble. I Solisti lucani, fondati a Matera nel 2019 e riconosciuti dal ministero italiano della Cultura come gruppo strumentale giovanile, sono un ensemble composto da 18 musicisti tra violini, viole, violoncelli e contrabbasso. Il gruppo propone un repertorio che spazia dalla musica classica alla creazione contemporanea e alla sperimentazione. L'Assalam Chorale Ensemble e' invece una formazione marocchina composta da 14 artisti, tra coristi, una cantante solista e musicisti che suonano tastiera, violino, percussioni, oud e nay, sotto la direzione artistica di Samir Bahajin. Il progetto si presenta cosi' come un esempio di diplomazia culturale affidata alla musica: non soltanto la valorizzazione delle rispettive tradizioni, ma la sperimentazione di una modalita' di collaborazione nella quale il patrimonio mediterraneo diventa materiale per una nuova produzione artistica. L'obiettivo dichiarato e' trasformare il confronto tra le due sponde in un percorso concreto di incontro, lavoro e creazione condivisa.
"Suoni Mediterranei" è organizzato dall'Istituto Italiano di Cultura di Rabat e dal Comitato nazionale italiano musica (Cidim), nell'ambito del programma "Matera Capitale mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026". Il progetto beneficia del sostegno del ministero italiano della Cultura, della Direzione generale Spettacolo, del Comune di Matera e della fondazione Matera-Basilicata 2019. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con l'ambasciata d'Italia in Marocco, il Comune di Te'touan, l'Istituto di belle arti di Te'touan, l'Associazione Etam, il The'atre Cine'ma Espanol di Te'touan, l'Assalam Chorale Ensemble e i Solisti lucani. La residenza artistica rappresenta il cuore del progetto: musicisti italiani e marocchini lavoreranno insieme, spiega l'Istituto italiano di cultura di Rabat, mettendo a confronto sensibilità e tradizioni per arrivare progressivamente alla realizzazione di una nuova creazione musicale. Il percorso supera dunque la semplice presentazione di repertori già esistenti e punta a fare dell'incontro tra gli artisti il punto di partenza per nuove collaborazioni. "Il Mediterraneo e' uno spazio di incontri, scambi e circolazioni tra l'Italia e il Marocco", ha dichiarato l'ambasciatore d'Italia nel Regno del Marocco, Pasquale Salzano, sottolineando la volonta' di dare a questo dialogo "una forma molto concreta", facendo lavorare insieme artisti italiani e marocchini, mettendo in relazione le loro tradizioni e sensibilità e facendo nascere da questo incontro una nuova creazione. Secondo Salzano, il legame tra Matera e Te'touan, entrambe inserite nel progetto "Capitali mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026", conferisce un significato particolare all'iniziativa, consentendo di partire da patrimonio e storia condivisi per costruire nuovi linguaggi e nuove relazioni tra i due Paesi.




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