Italia-Tunisia 2 giovani percorrono 273 Km in canoa per finanziare 5 respiratori
Assadakah News

Dovrebbero arrivare in Tunisia sabato 19 settembre, dopo avere attraversato in canoa il Mediterraneo, Andrea Menga e Giovanni De Carlo, due giovani studenti italiani impegnati in una raccolta fondi destinata alla realizzazione di cinque respiratori per bambini in Uganda.
Partiti dal molo di Marsala, in Sicilia, i due hanno affrontato una traversata complessiva di circa 273 chilometri, a bordo di canoe surfski, con una prima tappa prevista a Pantelleria e successivamente la rotta verso la costa tunisina. L'arrivo è legato alle condizioni del mare e al ritmo della navigazione. L'iniziativa, denominata "The Smuggle", nasce dall'incontro tra medicina, ingegneria biomedica e sport.
Andrea Menga, pugliese di 23 anni, e Giovanni De Carlo, 27 anni, sono entrambi studenti del corso internazionale Medtec, realizzato da Humanitas University e Politecnico di Milano, che combina formazione medica e ingegneria biomedica. L'obiettivo della traversata, riferiscono i promotori, è sostenere la fase di studio e validazione di cinque prototipi di un dispositivo per il supporto respiratorio, denominato Safer, concepito per essere utilizzato in Paesi a basso reddito. Dopo la partenza da Marsala, la prima parte della traversata prevede circa 120 chilometri fino a Pantelleria, da percorrere nell'arco di una giornata. Da lì, secondo il programma annunciato dai due studenti, restano circa 80 chilometri di navigazione verso la Tunisia, mentre la distanza complessiva indicata per l'impresa è di 273 chilometri.
L'arrivo sulla costa tunisina sarà quindi la conclusione della parte più visibile dell'iniziativa, ma non del progetto. La traversata serve a catalizzare attenzione e risorse attorno a un dispositivo medico sviluppato per contesti nei quali l'accesso a tecnologie e cure specialistiche può essere più limitato. Il traguardo dei due studenti non è dunque soltanto raggiungere Tunisi, ma trasformare i chilometri percorsi in mare in risorse per cinque prototipi destinati ai piccoli pazienti ugandesi. La rotta scelta aggiunge un ulteriore significato all'iniziativa. Il nome "The Smuggle", traducibile come "il contrabbando", è stato scelto proprio per richiamare, in maniera simbolica, le rotte del Mediterraneo e rovesciarne il significato. Se attraverso queste acque vengono organizzati traffici di esseri umani dalle coste nordafricane verso l'Italia, spiegano gli attivisti, la loro traversata vuole rappresentare il percorso inverso: portare simbolicamente dalla sponda italiana a quella africana una risorsa destinata alla tutela della salute.
Il Mediterraneo, spesso raccontato attraverso le partenze, i naufragi e le rotte migratorie, diventa in questo caso il teatro di un'iniziativa di solidarietà che mette in relazione le due sponde attraverso un progetto rivolto a un'altra area del continente africano. L'obiettivo finale è in Uganda, dove i cinque dispositivi dovrebbero essere messi a disposizione degli operatori sanitari impegnati nell'assistenza ai bambini. Una volta realizzati, i prototipi saranno destinati all'Uganda, dove gli operatori di Medici con l'Africa (Cuamm) potranno utilizzarli per i piccoli pazienti, in particolare durante i trasferimenti in ambulanza verso gli ospedali di Aber e Mbarara. Il progetto nasce dalla constatazione di una necessità sanitaria concreta nei contesti con risorse limitate: assicurare strumenti per il supporto respiratorio durante il trasporto dei pazienti pediatrici, verso strutture ospedaliere.
Per i due studenti, la traversata rappresenta così il punto di incontro tra una competenza acquisita sui banchi universitari e una sfida fisica nel Mediterraneo. Menga aveva già partecipato a un'iniziativa sportiva a scopo benefico, percorrendo mille chilometri in bicicletta, in quattro giorni per sostenere un fondo pediatrico destinato a un ospedale in Tanzania. De Carlo proviene invece dall'atletica agonistica della canoa. Da qui l'idea di trasformare la loro esperienza sportiva in uno strumento per finanziare un progetto sanitario.




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