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Italia -Tunisia: Ambasciatore Prunas 1000 imprese e progetto Elmed

  • 12 lug
  • Tempo di lettura: 4 min

Assadakah News

 

Italia-Tunisia: Ambasciatore Prunas, mille imprese e progetto Elmed aprono nuova stagione di cooperazione

 Il Forum economico e imprenditoriale italo-tunisino del 24 giugno ha segnato un nuovo passo nel rafforzamento di una relazione economica già tra le più solide del Mediterraneo, con l'obiettivo di consolidare gli investimenti, favorire l'integrazione della Tunisia nelle catene del valore europee e aprire nuove prospettive nel settore energetico grazie al progetto Elmed. È quanto ha dichiarato l'Ambasciatore d'Italia in Tunisia, Alessandro Prunas, in un'intervista rilasciata all'emittente tunisina "Express Fm", tracciando un bilancio dell'iniziativa che ha preceduto il Tunisia Investment Forum (Tif 2026) delineando le prospettive della cooperazione bilaterale. A sostegno di questa visione, l'Ambasciatore ha richiamato anche il ruolo del Trans Mediterranean Pipeline (Transmed), noto anche come gasdotto Enrico Mattei, che collega Algeria e Italia attraverso la Tunisia. "Il 40% del gas che transita attraverso il Transmed resta in Tunisia, contribuendo a soddisfare il fabbisogno energetico del Paese", sottolineando il potenziale di crescita delle esportazioni energetiche tunisine. A completare questo quadro strategico figurano anche il progetto Tunisia-Italia Link (TI-Link), volto ad accelerare la cooperazione nel campo delle energie rinnovabili, e il corridoio South H2, destinato a collegare l'Europa al Nord Africa per lo sviluppo della filiera dell'idrogeno verde, con Algeria e Tunisia, individuate come partner strategici.

Secondo l’Ambasciatore Prunas Elmed rappresenta soltanto "il primo tassello di una strategia più ampia", destinato ad agire come un vero e proprio "catalizzatore di investimenti". Grazie alla posizione geografica, alla vicinanza ai mercati europei e al considerevole potenziale nelle energie rinnovabili, la Tunisia dispone delle condizioni per affermarsi come "uno dei principali hub energetici del Mediterraneo", rafforzando il proprio ruolo di ponte tra Europa e Africa, contribuendo alla transizione energetica e alla sicurezza degli approvvigionamenti su entrambe le sponde del mare. Per il diplomatico Elmed "contribuirà a rafforzare la sicurezza energetica della Tunisia, consentendo di diversificare le fonti di approvvigionamento e favorendo nuovi investimenti". L'interconnessione permetterà al Paese di importare energia nei momenti di maggiore domanda a prezzi di mercato e, nel lungo periodo, potrebbe trasformare la Tunisia in un esportatore di elettricità prodotta da fonti rinnovabili, una volta soddisfatto il fabbisogno interno. Proprio sul fronte energetico, l'Ambasciatore ha posto l'accento sul progetto di interconnessione elettrica Elmed tra Italia e Tunisia, "destinato a collegare per la prima volta i sistemi elettrici dei due Paesi e, di fatto, di due continenti". L'infrastruttura entrata nella fase realizzativa, rappresenta, secondo Prunas, "un progetto di rilevanza continentale", sostenuto da un finanziamento dell'Unione europea (Ue) e da ulteriori risorse della Banca europea per gli investimenti (Bei), della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), della Banca mondiale e della banca di sviluppo tedesca KfW.

Ampio spazio è stato riservato anche agli strumenti finanziari a sostegno della cooperazione economica. "A una sessione dedicata hanno partecipato i principali istituti finanziari italiani insieme alle più importanti agenzie tunisine per la promozione degli investimenti e dell'export, tra cui Fipa, Apii, Apia e Cepex", ha ricordato Prunas. Il Forum si è inoltre articolato in quattro panel tematici dedicati alle industrie avanzate - con particolare attenzione ai comparti farmaceutico e automobilistico -, all'innovazione e alla sostenibilità nei settori tradizionali, quali tessile, agricoltura, agroalimentare e acquacoltura, ai trasporti e alla logistica, e infine alla transizione energetica e digitale, che ha registrato la partecipazione più numerosa - A testimonianza del successo del Forum, il diplomatico italiano ha citato gli oltre 400 incontri business-to-business (B2B) organizzati presso la sede dell'Utica tra aziende italiane e tunisine, considerati "il vero indicatore della capacità dell'evento di generare nuove opportunità commerciali e industriali". Anche la scelta della data non è stata casuale. "Il Forum è stato organizzato alla vigilia del Tunisia Investment Forum (Tif 2026), svoltosi il 25 e 26 giugno, proprio per favorire la partecipazione delle imprese italiane alla principale manifestazione dedicata agli investimenti nel Paese", ha spiegato Prunas, ricordando anche la presenza di Enrico Maria Bagnasco, presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo e amministratore delegato di Sparkle. Per agevolare ulteriormente gli operatori economici italiani è stata inoltre predisposta una guida, intitolata "Destinazione Tunisia", distribuita alle imprese partecipanti. "Il documento raccoglie informazioni sulle opportunità offerte dal mercato tunisino, sugli strumenti di sostegno agli investimenti e sul quadro normativo, con l'obiettivo di accompagnare gli imprenditori interessati ad avviare o ampliare la propria presenza nel Paese", ha spiegato l'Ambasciatore. Tra gli elementi che caratterizzano il rapporto bilaterale, Alessandro Prunas ha evidenziato l'equilibrio degli scambi commerciali. "La bilancia commerciale registra un saldo favorevole alla Tunisia, grazie all'elevato livello delle esportazioni tunisine verso il mercato italiano ed europeo", ha spiegato, definendo la cooperazione tra i due Paesi un modello "win-win". A suo avviso, questo dato conferma come il partenariato economico contribuisca anche all'integrazione dell'economia tunisina nelle filiere produttive europee, rafforzandone la competitività internazionale. Secondo il diplomatico, la settimana è stata particolarmente intensa sul fronte delle relazioni economiche tra i due Paesi. Il Forum, organizzato dall'ambasciata d'Italia con il sostegno del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e in collaborazione con la presidenza del Governo tunisino e l'Unione tunisina dell'industria, del commercio e dell'artigianato (Utica), ha visto la partecipazione del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, accompagnato da circa 200 imprenditori italiani. "Complessivamente, all'iniziativa hanno preso parte tra le 500 e le 600 aziende italiane e tunisine", ha affermato Prunas. Per l'ambasciatore, il Forum nasce per consolidare una partnership economica che poggia già su basi estremamente solide. "Attualmente sono circa mille le imprese italiane presenti in Tunisia, responsabili della creazione di quasi 100 mila posti di lavoro. Solo nel 2025, secondo i dati dell'Agenzia tunisina per la promozione degli investimenti esteri (Fipa), gli investimenti italiani hanno generato circa 3.000 nuovi impieghi", ha ricordato l'Ambasciatore, sottolineando che "l'Italia è il secondo partner commerciale della Tunisia e il secondo investitore estero nel Paese nordafricano, ma l'obiettivo è diventare il primo partner economico di Tunisi".

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