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Le chiese orientali festeggiano a Roma la Domenica delle Palme

  • 29 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 30 mar

Talal khrais

 

La Divina Liturgia si è tenuta la Domenica delle Palme, con rami d'ulivo e fronde di palma che adornavano le Chiese di Mar Maroun, la Basilica di Santa Maria in Cosmedin, Chiesa greco-cattolica melchita e la Chiesa apostolica armeno-cattolica.

La Domenica delle Palme viene ricordata in tutte le Chiese di Roma, così anche la Chiesa di Mar Maroun non è mancata all’appuntamento, la Santa messa è stata ufficiata dal Vicario dell'Ordine Antonino Maronita, Padre Youssef Chedid, assistito da Monsignor Joseph Sfeir. Erano presenti eminenti personalità italiane e libanesi, tra questi Sua Eccellenza Carla Jazzar, Ambasciatrice del Libano, in Italia, Sua Eccellenza Fadi Assaf, Ambasciatore del Libano presso la Santa Sede, i Consoli libanesi a Roma e un gran numero di sacerdoti e parrocchiani. Nella omelia Padre Youssef, Vicario dell'Ordine Antonino Maronita, ha ricordato il significato della santa festa rievocando l'ingresso trionfale di Gesù Cristo a Gerusalemme. Durante la cerimonia sono stati benedetti rami d'ulivo e fronde di palma, inoltre, si è svolta la processione simbolica intorno all'Istituto Maronita e alla Chiesa.

Anche nella Basilica di Santa Maria in Cosmedin, Chiesa greco-cattolica-melchita, si è svolta la funzione, celebrata dall'Archimandrita Shahadeh Abboud, Vicario della Santa Sede, sempre per la ricorrenza della Domenica delle Palme. L'Archimandrita ha ricordato l'importanza della festa e della presenza dei bambini come segno di speranza. Ha aggiunto: “Chiediamo oggi la grazia di imparare dai bambini a salutare, come segno vivente di partecipazione entusiasta e apertura di cuore e di spirito, i rami della nostra anima spirituale, segno di vittoria, gioia e speranza, affinché possiamo ricevere Cristo e accoglierlo interiormente nei nostri cuori, e offrirgli umilmente il nostro amore interiore, il pentimento e la sincera lode, affinché Gesù, il Re veramente umile e mite, possa entrare nei nostri cuori e nelle nostre vite, rendendo il nostro spirito una Gerusalemme che accoglie il suo Salvatore. Amen”.


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