Luce e Polvere
- 15 lug
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COMUNICATO STAMPA

Un'installazione site-specific in occasione dell'Ottavo Centenario della morte di San Francesco d'Assisi
Presentata dall'Istituto Italiano di Cultura di Beirut e dal Silk Museum di Bsous
Sotto il Patronato dell'Ambasciata d'Italia in Libano
Silk Museum di Bsous, Libano
16–30 luglio 2026
A ottocento anni dalla morte di San Francesco d'Assisi, l'Istituto Italiano di Cultura di Beirut e il Silk Museum di Bsous presentano Light and Dust, un'installazione site-specific concepita per il Libano. Il progetto celebra l'Ottavo Centenario attraverso il linguaggio dell'arte contemporanea, invitando il visitatore a un'esperienza di percezione, ascolto e contemplazione.
Tutto prende avvio da una domanda semplice.
Che cosa rimane di una vita umana dopo ottocento anni?
La risposta si affida alle tracce.
Un frammento di pietra.
Un velo sospeso.
Un passaggio di luce.
Il suono dei passi.
La polvere.
Il silenzio.
Nata da un concept del Dott. Angelo Gioè, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Beirut, con sviluppo spaziale di Soula Saad e project management di Dana Mikhail, Luce e Polvere trasforma i giardini e gli spazi storici del Silk Museum in un ambiente immersivo nel quale materia, luce, suono e silenzio diventano il linguaggio stesso dell'opera.
San Francesco attraversa il progetto come presenza umana e come origine di interrogativi che conservano intatta la loro forza: l'umiltà, l'ospitalità, la fragilità, la pace, il rapporto con il creato. Questi temi prendono forma attraverso materiali essenziali, testi incisi, suoni discreti e luce naturale, lasciando a ciascun visitatore la libertà di costruire il proprio incontro con l'opera.
Il Libano non costituisce lo sfondo dell'installazione: ne è la ragione profonda. In un Paese dove la bellezza continua a sopravvivere alla frattura, dove la memoria abita i luoghi quanto le persone e dove la convivenza rappresenta ogni giorno una sfida e una possibilità, Light and Dust trova una risonanza culturale e umana che appartiene intimamente a questa terra.
L'opera nasce dalla collaborazione di artisti, artigiani, musicisti e designer libanesi, le cui competenze convergono in un unico ambiente sensoriale. Pietra, legno, carta, ferro, tessuti grezzi, suono e luce non sono elementi decorativi, ma materie che custodiscono memoria e invitano alla riflessione.
Il linguaggio visivo trae ispirazione dall'essenzialità di Assisi e della Verna, accogliendo al tempo stesso la lezione profondamente umana di Giotto, capace di affidare ai gesti quotidiani la forza dell'invisibile. Da questi richiami lontani prende forma un'opera pienamente contemporanea, che trova nel Libano la propria voce.
Il percorso espositivo si articola come una successione di soglie. Ogni spazio invita a rallentare, ad affinare lo sguardo, ad accogliere l'incertezza. Nulla viene imposto. Nulla viene concluso. Rimane il tempo dell'incontro, dove materia, luce e silenzio continuano a parlare.
Ufficio Stampa
Ambasciata d'Italia a Beirut



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