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Maria Cristina Rigano Advisor all’Istituto Culturale Italo-Libanese

  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Paola Angelini - Assadakah News

 

La Prof.ssa Maria Cristina Rigano, ideatrice dell’evento “International Couture” Fashion Show e docente universitaria presso UNINT, ITS Academy Sistema Moda e MAM, si occupa di alta moda e mira a valorizzare designer internazionali contribuendo al management di eventi prestigiosi che fondono artigianato, eleganza etica e contaminazioni culturali. Come Consigliere dell’Istituto Culturale Italo-Libanese, promuove la cultura libanese in Italia e quella italiana in Libano.


In questi giorni l'Istituto è concentrato sul Festival del cinema libanese in Italia, che debutta a Roma il 25 maggio, portando per la prima volta nel nostro Paese una rassegna interamente dedicata alla produzione cinematografica libanese contemporanea e d'archivio. L'iniziativa è promossa dall'Istituto culturale italo-libanese e organizzata dall'Associazione Cinema senza Frontiere, con il sostegno dell'ambasciata del Libano in Italia e il contributo della Fondazione MedOr. L’evento avrà luogo dal 25 al 29 maggio, con programmazione di Film libanesi al Cinema Barberini, nei giorni 27-29 maggio.

All'apertura parteciperanno: l'Ambasciatrice del Libano in Italia, Carla Jazzar, il Presidente dell'Istituto Culturale Italo Libanese, Maurice Salamé e gli organizzatori della rassegna.

Ho avuto il piacere di incontrare Maria Cristina Rigano, e ho così potuto chiederle di parlare per Assadakah del suo lavoro:

 

La moda è sempre stata per me un linguaggio, prima ancora che una professione. È il modo in cui ho imparato a leggere il mondo, attraverso i gesti, i materiali, le forme, le storie che gli abiti portano con sé. Oggi, dopo anni di lavoro tra passerelle internazionali, istituzioni culturali e aule universitarie, la moda è diventata il mio spazio naturale, il luogo dove si intrecciano organizzazione, cultura e formazione.

Nel mio percorso, l’organizzazione di eventi e l’insegnamento non sono due attività separate, ma due prospettive che si completano. Quando costruisco un evento, non penso mai a una semplice sfilata: penso a un racconto. International Couture nasce proprio da questa visione, come un ponte tra la moda italiana e quella internazionale, un luogo dove estetiche diverse dialogano e si riconoscono. In questo lavoro, il mio legame con il Libano ha assunto un ruolo centrale. Come Consigliere dell’Istituto Culturale Italo-Libanese, promuovo la cultura libanese in Italia e quella italiana in Libano, e la moda è uno degli strumenti più efficaci per farlo. In un Paese segnato dalla guerra e da una crisi profonda, la moda non è un lusso: è un atto di resistenza. È la dimostrazione che la creatività sopravvive, che l’identità non si spegne, che la bellezza può continuare a parlare anche quando tutto intorno sembra fragile.


Ogni volta che un designer libanese sfila in Italia, o che un abito libanese appare sulla Croisette a Cannes, io vedo molto più di un capo di alta moda: vedo un Paese che afferma la propria esistenza attraverso la cultura. Vedo la forza di un popolo che trasforma la vulnerabilità in linguaggio estetico. Vedo la diplomazia culturale nella sua forma più pura, quella che non passa dalle dichiarazioni ufficiali, ma dai gesti creativi, dai ricami, dalle silhouette, dalla luce dei tessuti.


Parallelamente, insegno moda perché credo profondamente nella responsabilità culturale della formazione. In aula accompagno gli studenti a comprendere che la moda non è solo un settore produttivo, ma un fenomeno sociale che racconta potere, appartenenza, desiderio, trasformazione. Oggi più che mai, la moda è anche un terreno etico. Viviamo in un’epoca in cui si può comprare un capo a dieci euro e sentirsi gratificati per un istante, salvo poi scoprire che quel piacere svanisce in fretta. La sostenibilità, invece, è un piacere lento: è consapevolezza, è cura, è la capacità di scegliere qualità e durata. Insegno ai miei studenti che la sostenibilità non è solo ecologia, ma educazione al desiderio, rispetto per il lavoro umano, responsabilità verso il pianeta.

Il mio lavoro si muove così tra eventi, istituzioni, scuole e collaborazioni internazionali, sempre con lo stesso obiettivo: creare connessioni. Tra persone, tra culture, tra generazioni, tra tradizione e innovazione. La moda, per me, è questo: un luogo dove tutto può dialogare, se la si guarda non come un semplice settore, ma come una forma di cultura viva. Ed è in questo dialogo continuo — tra Italia e Libano, tra passerelle e aule, tra estetica e responsabilità — che riconosco il senso più profondo del mio lavoro.

 

 

Maria Cristina Rigano

Fashion Event Manager & International Press Office

Adjunct Professor Università degli Studi Internazionali di Roma

Adjunct Professor ITS Academy Sistema Moda

Advisor at Istituto Culturale Italo-Libanese

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