Marocco: El Mansouri sono la Signora Primo Ministro…

Assadakah News
Marocco El Mansouri sono la Signora Primo Ministro, abituatevi risposta della prima premier donna a una deputata in parlamento
"È la seconda volta che mi chiama Signor Primo Ministro. Io sono la Signora Primo Ministro e dovrà farci l'abitudine". Parole e musica di Fatima Ezzahra El Mansouri, che replica duramente e con fermezza alla deputata Rim Chabat nel corso di un dibattito parlamentare. È il 22 ottobre e bastano poche parole perché lo scontro, destinato a fare il giro del mondo, diventi qualcosa di più di una disputa sul protocollo: una presa di posizione sul riconoscimento delle donne ai vertici del potere in Marocco.
Avvocata ed ex sindaca di Marrakech, El Mansouri è stata nominata premier da Re Mohammed VI lo scorso settembre, dopo la vittoria elettorale del Partito autenticità e modernità.

Nel suo intervento, la premier si rivolge anche agli esponenti del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Pjd), formazione islamista conservatrice oggi all'opposizione, contestando una visione del ruolo femminile che vorrebbe le donne confinate alla sfera domestica. Per farlo, riprende una metafora pronunciata nel 2014, dall'allora capo del governo Abdelilah Benkirane, oggi segretario generale del PJD, che aveva paragonato le donne a lampadari capaci di illuminare la casa. Un'immagine che intendeva ricondurre il contributo femminile all'ambito familiare e che, dodici anni dopo, torna in Parlamento con un significato totalmente differente: "Volete che le figlie del Marocco siano lampadari che illuminano le case?", domanda El Mansouri rivolgendosi ai deputati. "Io- chiarisce- non sono un lampadario. Sono ragione, coscienza, convinzioni e lotta". Non una presenza decorativa, dunque, né una figura destinata a restare sullo sfondo, ma una persona capace di pensare, scegliere e agire, anche nei luoghi in cui si prendono le decisioni che riguardano il proprio. La premier richiama quindi le condizioni concrete di tante donne marocchine, lontane dalle rappresentazioni ideali della famiglia. "Ci sono le vedove- ricorda- che, dopo la morte del marito, devono lavorare per mantenere la famiglia. Ci sono le donne divorziate che crescono i figli senza ricevere dagli ex coniugi gli assegni di mantenimento. Donne per le quali il lavoro non è una concessione, né un'alternativa alla famiglia, ma una necessità quotidiana". Il confronto si sposta anche sul rapporto tra religione e politica. Rivolgendosi ai rappresentanti del Pjd, El Mansouri domanda: "Chi siete voi per decidere chi è musulmano e chi non lo è?".
Cifa Italia "si congratula per la nomina del nuovo governo del Regno del Marocco e con la Capo del governo, Fatima Ezzahra El Mansouri, per l'investitura parlamentare ottenuta il 22 ottobre. La guida del governo affidata per la prima volta a una donna nella storia del Marocco rappresenta un passaggio di grande rilievo istituzionale e un segnale importante per il ruolo delle donne nella vita pubblica. Con l'approvazione parlamentare del programma, il nuovo esecutivo può ora avviare il proprio mandato". Così una nota. "Desidero rivolgere le mie congratulazioni a Sua Maestà il Re Mohammed VI e alla premier Fatima Ezzahra El Mansouri.
Il Marocco è un Paese di grande rilevanza strategica, un ponte tra Africa, Europa e Mediterraneo e uno snodo sempre più importante per gli scambi, gli investimenti e lo sviluppo del continente- dichiara Andrea Cafà, presidente di Cifa Italia- La crescita delle infrastrutture, il ruolo internazionale del porto di Tanger Med, gli investimenti nella transizione energetica e la capacità di attrarre attività industriali rendono il Marocco un interlocutore centrale per le imprese italiane. La nuova fase politica può rafforzare ulteriormente questo percorso, accompagnando lo sviluppo economico con nuove opportunità di lavoro e crescita sociale". Cifa Italia ha sottoscritto un protocollo di cooperazione con il Marocco, nella convinzione che il dialogo tra i due Paesi possa tradursi in iniziative concrete a beneficio delle imprese e delle persone. "Vogliamo contribuire a costruire rapporti stabili, fondati sulla cooperazione, sulla formazione e sulla valorizzazione delle competenze. Il Marocco può essere una porta d'accesso decisiva per le relazioni con l'Africa: un partner con cui sviluppare progetti e affrontare insieme le trasformazioni del lavoro e dell'economia", conclude Cafà ''La crescita delle infrastrutture, il ruolo internazionale del porto di Tanger Med, gli investimenti nella transizione energetica e la capacità di attrarre attività industriali rendono il Marocco un interlocutore centrale per le imprese italiane. La nuova fase politica può rafforzare ulteriormente questo percorso, accompagnando lo sviluppo economico con nuove opportunità di lavoro e crescita sociale''.



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