Milano: oltre 800 persone a "Italia chiama Palestina
Assadakah News

Un anno dopo il fermo della Flotilla e il rientro in Italia dei suoi attivisti, Milano continua a parlare di Gaza e Cisgiordania. Lo fa con "Italia chiama Palestina", la due giorni del 3 e 4 ottobre, al Municipio 8, organizzata dal consigliere regionale dem Paolo Romano insieme all'associazione L'Altra Milano e al Comitato per la Liberazione di Marwan Barghouti.
Sul palco si sono alternati politici, attivisti ed esponenti della società civile: dall'Ambasciatrice di Palestina Mona Abuamara a volti noti come Pablo Trincia e Rula Jebreal, da cooperanti internazionali come Gennaro Giudetti agli esponenti della Flotilla, tra cui la portavoce Maria Elena Delia, fino a quelli del Partito Democratico, con Paolo Romano e Arturo Scotto, Annalisa Corrado e Cecilia Strada.
Intervenendo alla due giorni, l'Ambasciatrice Mona Abuamara si è detta "molto colpita dalla risposta straordinaria che abbiamo avuto dalla popolazione italiana, scesa in piazza con numeri incredibili, ma soprattutto capace di spingere altri Paesi, con il proprio esempio, a fare lo stesso". "E siamo stupiti perchè sapevamo di avere questa amicizia, questa vicinanza con il popolo italiano, ma non pensavamo che sarebbero stati capaci anche di mobilitare persone nel resto del mondo. E sentiamo questa vicinanza ancora oggi", ha continuato, soffermandosi sul futuro: "Prima di parlare di pace, bisogna parlare di giustizia. Non si può realizzare la pace se continuano il genocidio a Gaza, le violazioni dei diritti umani e la pulizia etnica in Cisgiordania, dove il terrorismo dei coloni sta cacciando le persone dalle loro case. Abbiamo un trauma nazionale inciso nei nostri cuori e nelle nostre menti. E soprattutto - ha aggiunto - per costruire la pace ci vuole una cosa essenziale: che anche Israele la voglia. Noi chiediamo che ci sia una responsabilizzazione, e responsabilizzazione vuol dire chiamare Israele a rispondere delle violazioni che sta compiendo, utilizzando tutti gli strumenti che sono stati utilizzati negli altri casi in cui sono accadute cose così terribili". I dem Paolo Romano, Arturo Scotto e Annalisa Corrado, membri dell'equipaggio della Karma che ha partecipato alla prima Flotilla, si sono invece soffermati sulle responsabilità politiche del governo Meloni: "A Gaza continua a scorrere il sangue: intere famiglie sono state cancellate e una popolazione é stata affamata, bombardata e privata di tutto. In Cisgiordania, intanto, continua la violenza dell'occupazione: colonie illegali che avanzano, persone cacciate dalle proprie case e coloni che aggrediscono nell'impunità. Davanti a tutto questo, la destra italiana cosa fa? Stop agli affari e ai rapporti economici con Israele? Toglie il veto che blocca le sanzioni dell'Unione Europea contro Israele? Isola politicamente ed economicamente il governo Netanyahu? No. Cerca di mettere il bavaglio alla critica al governo stragista di Netanyahu attraverso un finto Ddl antisemitismo, che contiene l'orrenda definizione dell'IHRA che confonde la sacrosanta critica al governo israeliano con l'antisemitismo - hanno sottolineato i tre -. Se non cambierà, il Partito Democratico il 13 ottobre voterà no a questo disegno di legge fatto così. Quelli che hanno ancora la fiamma nel simbolo vengono a parlare a noi di antisemitismo. A noi, che l'antisemitismo lo combattiamo ogni giorno. La follia è che oggi, grazie agli strumenti tecnologici che abbiamo, stiamo assistendo a un genocidio raccontato giorno dopo giorno davanti ai nostri occhi. Abbiamo visto le bombe, i bambini sotto le macerie, gli ospedali distrutti, la fame. Una Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che a Gaza e' stato commesso un genocidio. Eppure, il governo Meloni e l'Unione Europea non hanno ancora interrotto i rapporti. Noi terremo i fari accesi", hanno concluso. Alla due giorni hanno partecipato oltre 800 persone.




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